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Bassetti: ecco perché è in arrivo un'epidemia di morbillo, ma il virus non è quello che tutti conosciamo

Colpirà indistintamente i bambini come gli adulti. Il 30 per cento dei casi rischiano complicanze

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Foto Shutterstock
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Diciamo morbillo e pensiamo subito ai puntini rossi della nostra infanzia, alla loro moltiplicazione in tutto il corpo, alla sensazione fortissima di prurito e alla polverina magica rinfrescante che la mamma ci versava sul corpo per attenuare questo fastidio. Poi, diciamolo chiaramente, c’era anche un aspetto ludico e che quasi ci faceva piacere: si stava a casa da scuola, si era particolarmente coccolati in casa, magari ci scappava anche “un regalino per la malattia” e quindi il morbillo veniva vissuto quasi come una sorta di vacanza supplementare, sempre curato in casa. Ecco, dimenticatevi tutto questo.  Perché il morbillo di oggi non ha nulla a che vedere con quello degli anna Settanta e Ottanta, parola di Matteo Bassetti, direttore della clinica universitaria di Malattie Infettive del Policlinico San Martino, l’ospedale genovese più grande d’Europa, quasi una città nella città. E quindi Bassetti, in occasione del punto sulla sanità ligure voluto ogni settimana dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, scrive una sorta di “pentalogo” del nuovo morbillo

Primo: è una malattia estremamente contagiosa e può diventare anche grave. Anzi è la più contagiosa di tutte”. 
E Bassetti condisce il tutto, come sempre, di numeri: “Se vi ricordate il famigerato indice R0, con cui abbiamo iniziato ad avere familiarità durante la pandemia, col Covid nel momento peggiore è stato fra 5 e 7. Pensate che, invece, con il morbillo, l’R0 è fra 16 e 18 e, se per caso c’è un caso in una scuola, si può essere praticamente certi che presto tutta la scuola avrà il morbillo”. 

Andiamo avanti con il secondo punto del codice bassettiano: “Fino al 30 per cento dei casi si verificano complicanze, proprio per questo è una delle malattie più gravi”. 

Il terzo punto è uno dei più significativi: “Il morbillo colpisce tutte le fasce d’età”. E non sono i bambini, ma quelli fra i 15 e 30 anni non vaccinati ad essere la fascia che si ammala di più.

Con il quarto punto torniamo all’indice di contagio: “Una sola persona può infettarne fra le 12 e le 18, ovviamente fra quelle non protette dal vaccino”.

E il quinto e ultimo punto è proprio relativo al vaccino: “Su questo nessuno ha nulla da dire, la sua efficacia è totale e arriva al 99 per cento fra chi ha ricevuto anche la seconda dose”.

Spiega l’infettivologo genovese: “Nel 2023 si sono registrati più di 30mila casi di morbillo in Europa, il 75 per cento dei quali in soggetti non vaccinati. Il maggior numero di casi è concentrato nel Paese meno vaccinato d’Europa, che è la Romania con “solo” il 71 per cento di copertura vaccinale completa”. E l’Italia? “Si colloca nel range basso della “classifica europea” con l’85 per cento di copertura vaccinale, ben lontani dall’obiettivo del 95 per cento, che significherebbe immunità di gregge. Se si accenderà un focolaio epidemico, sarà difficile contenerlo…”.

Il problema riguarda tutto il mondo

“Il morbillo sta ritornando prepotentemente, soprattutto negli Stati Uniti. Continua a correre in Florida con nuovi casi ogni giorno, dove è diventato anche un caso politico. E proprio la politica, anziché ascoltare gli esperti e raccomandare la vaccinazione, va per la sua strada. Il Covid non ha proprio insegnato nulla…”. Ma, per ‘appunto, non è che l’Europa sia messa meglio, “soprattutto quella dell’Est e l’Austria e fra Romania e Irlanda si sono registrate anche sei vittime”. Poi, ovviamente, la situazione è ancora peggiore “dove la copertura vaccinale è bassissima o addirittura nulla: penso allo Yemen, all’India, all’Etiopia…”.

Bassetti ripete come un mantra la parola “vaccinazione”: “Siccome la fascia di età più colpita sembra essere quella tra 15 e 30 anni, bisogna essere preparati e verificare la possibilità di offrire a queste persone il ciclo vaccinale completo. Lo ripeto: il morbillo, infatti, è una malattia grave, molto contagiosa, che fino al 30 per cento dei malati può dare delle complicanze: due casi positivi su tre rischiano l’ospedalizzazione e sono stati registrati anche recentemente casi mortali. Non è più una malattia che si cura in casa”.

E l’Italia in tutto questo?

“Anche per rispondere a questa domanda il modo migliore mi sembra quello di parlare con i numeri: da inizio 2024, cioè in soli due mesi, si sono verificati già 27 casi in sette diverse regioni italiane, che hanno colpito persone con un’età media di 35 anni. Per dare un indice di grandezza e permettere di valutare questo numero, ricordo che in tutto il 2023 in Italia si sono verificati 43 casi. Cioè, tradotto significa che in meno di sessanta giorni siamo già vicino al numero di contagi di tutto lo scorso anno”. 

La vaccinazione è stata individuata nel 1976, nel 1979 è iniziata la campagna vaccinale in Italia, il 1997 è stato l’ultimo anno tecnicamente “epidemico” e con la riforma Lorenzin il vaccino per il morbillo è fra quelli rientrati nella nuova legge e nei nuovi obblighi.

C’è anche un caso “storico”, capitato proprio in Liguria nel 2008-2009: “Era la mia prima esperienza genovese – ricorda Bassetti – prima di andare a Udine e poi di tornare qui e vennero registrati 114 casi sospetti che arrivarono in ospedale e 83 di questi, cioè il 72 per cento del totale, una percentuale molto alta, vennero ospedalizzati. L’età media era di 25 anni e un quarto di loro aveva anche polmonite interstiziale, la prima delle complicanze. Si registrò anche un morto quarantenne a Sanremo”.

E, anche da quell’esperienza, arriva l’allerta di Bassetti: “E’ tutt’altro che una malattia tranquilla, come la consideravamo negli anni Settanta, quando ci si curava in casa e oggi l’ospedalizzazione è molto frequente. Anzi, quando sento che c’è gente che fa i “morbillo party” per infettarsi reciprocamente penso che non c’è limite alla stupidità umana”. 
E qui le parole del direttore della clinica universitaria del Policlinico genovese sono definitive. Lui stesso precisa che non ha alcuna intenzione di fare terrorismo mediatico, ma la parola “epidemia” arriva.

“Che un’epidemia di morbillo arrivi anche nel nostro Paese è inevitabile. E coloro che rischiano di più saranno quelli nella fascia d’età fra i 15 e i 30 anni, non vaccinati”. “Presto o tardi” conclude Bassetti, “ma arriverà”.

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