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[Il retroscena] Il mistero dell’imbeccata di Palazzo Chigi al direttore di Fanpage e la maionese impazzita nei palazzi del potere

Il governatore De Luca è all’angolo dopo l’inchiesta esplosiva del sito internet campano. Ed emerge il patto scellerato con De Mita

Guido Ruotolodi Guido Ruotolo   

«Ma sei tu che hai scritto che il direttore di Fanpage ha avuto l’imbeccata da Palazzo Chigi?». Sì proprio qui su Tiscali.it nel reportage di domenica. E’ stato lo stesso Francesco Piccinini, direttore del sito a raccontarcelo: «Una fonte di altissimo livello del Pd e di Palazzo Chigi mi suggerisce di indagare sull’emergenza smaltimento delle ecoballe per capire il sistema di potere del governatore Vincenzo De Luca. Noi decidiamo di indagare sullo smaltimento dei rifiuti partendo dai cinque bandi della Regione Campania per lo smaltimento delle ecoballe. Due di questi bandi sono partiti altri tre inspiegabilmente sono bloccati. Volevamo capire il perché».

E ora è come se all’improvviso la maionese fosse impazzita. Un clima da “Ultimi giorni di Pompei” si sta diffondendo nei palazzi romani, a Napoli, a Salerno. Nessuno è in grado di immaginare i prossimi scenari. L’unica certezza è che la cronaca di queste ore racconta la fine del sistema di potere di Vincenzo De Luca, il governatore della Campania.
Ieri è circolata a un certo punto una fake news: «Renzi scarica De Luca». Forse immaginandosi che quella indicazione arrivata a Fanpage da Palazzo Chigi fosse firmata dallo stesso Renzi. Magari il segretario del Pd potesse defenestrarlo, il governatore. Almeno fino al 4 marzo il destino dell’uno è legato all’altro. E il segretario è consapevole che prendere le distanze oggi dal governatore si tradurrebbe in una ulteriore emorragia di voti.

Ma i segnali del crollo del «regime» ci sono tutti. Intanto ha annunciato che si dimetterà Biagio Iacolare, il presidente della Sma, la partecipata della Regione Campania, quello che nell’ultimo video messo in onda da Fanpage si vede che tratta una tangente con Nunzio Perrella, l’istigatore alla corruzione, con la mediazione dell’avvocato Rory Oliviero, ex presidente del Consiglio Comunale di Ercolano, mancato candidato alle Politiche nelle liste del ministro della salute Beatrice Lorenzin. Si dimetterà Iacolare, come si è dimesso il dirigente della Sma Lorenzo Di Domenico, che era il punto di riferimento del candidato alle Politiche per Fratelli d’Italia, Luciano Passariello. E si è dimesso il figlio del governatore, Roberto De Luca, assessore al bilancio del comune di Salerno.

Dimissioni preventive che danno il segno della gravità del momento. Se fossero calunnie quelle di Fanpage perché dimettersi? Se le posizioni degli indagati saranno archiviate prima del voto perché la Procura di Napoli ha deciso di procedere con le perquisizioni prima che il sito web uscisse con il primo video? Quante domande senza risposte si pongono in queste ore anche gli amici di Vincenzo De Luca. Uomini di governo e di partito sono consapevoli che il governatore si è infilato in una strada senza uscita. Perché l’ex sindaco di Salerno ha postato su Facebook, dopo che il figlio aveva annunciato le dimissioni, quel video di improperi contro il candidato premier dei grillini, Luigi Di Maio, e i giornalisti? Perché ha parlato di complotto e di camorristi?

Invece di occuparsi della partecipata Sma, si preoccupa di difendere il suo clan, la sua famiglia. Ma personaggio chiave del sistema di potere di De Luca, coinvolto nel filone delle indagini che riguarda lo smaltimento delle ecoballe, è Igor Coletta, ex carabiniere, legato a un socio di studio di Roberto De Luca e da quest’ultimo raccomandato per fare da consulente per «Resto al Sud».

Coletta è anche il procacciatore d’affari di una società che nell’Agronocerinosarnese costruisce impianti elettrici. Candidato alle comunali di Angri in una lista civica, vicino a Fratelli d’Italia. Ė lui, Coletta, che propone una percentuale del 15% della torta da spartirsi anche con Roberto De Luca. E l’assessore comunale di Salerno si è dimesso. Il padre forse dovrebbe chiarire se il figlio di mestiere fa l’assessore comunale o il procacciatore d’affari. Roberto De Luca perché quando ha incontrato Coletta che spiegava l’oggetto dell’incontro, non ha sospeso l’incontro visto che si parlava di ecoballe e Regione Campania? Parlava a nome e per conto del padre? Ieri il presidente della Sma ha annunciato che si dimetterà. Biagio Iacolare era stato da lui nominato a presidente della Sma come cambiale da pagare a Ciriaco De Mita che, a poche ore dal voto regionale, aveva deciso di stringere un patto con De Luca. I voti di De Mita hanno spostato l’ago della bilancia dal candidato del Centrodestra Stefano Caldoro a Vincenzo De Luca.

Ma una seconda cambiale De Luca ha dovuto scontare per ripagare De Mita dei voti da lui ricevuti. E cioè la nomina dell’ex politico Bruno Cesario a responsabile dell’ufficio romano della Regione Campania. E ora, è diventato il segretario particolare dello stesso De Luca. Ieri dallo stesso Pd sono arrivate richieste a De Luca di smorzare i toni della polemica. Forse il governatore dovrebbe spiegare anche ai suoi dirigenti nazionali perché la Sma dagli incendi boschivi si è occupata anche dello smaltimento dei fanghi e dei depuratori, assorbendo così le attività della società Arcadia che è stata sciolta?

L’ex governatore Caldoro sostiene che quando c’era lui lo smaltimento dei fanghi aveva un costo di 120/125 euro a tonnellate, con De Luca, come abbiamo sentito nelle registrazioni di Fanpage, il costo è lievitato a 225/240 euro.
E soprattutto, perché alcune gare per lo smaltimento di ecoballe e fanghi sono andate deserte? per poter attivare la trattativa privata?

Guido Ruotolodi Guido Ruotolo   
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