Covid, parte la vera prova vaccinazioni. Il governo preoccupato per i ritardi di Lombardia, Abruzzo, Sardegna e Calabria

Ad attaccare il Piano vaccini messo a punto dagli esperti e dal Commissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri, è anche la ministra per l'Agricoltura, Teresa Bellanova, che parla di "insufficienza e poca chiarezza"

Vaccinare bene, vaccinare il fretta
Vaccinare bene, vaccinare il fretta

In Inghilterra un milione di persone sono state già vaccinate contro il Covid-19. Nel nostro Paese poco più di 100 mila (65.515 sono donne, 43.939 uomini). Al di là di quello che sostengono i No Vax, occorre fare in fretta se si vuole scongiurare un’altra brutta malattia, insita in tutte le economie in crisi: i licenziamenti. Marzo incombe sulla testa di molti lavoratori. La domanda è: la macchina delle vaccinazioni è in grado partire? C’è da scommetterci, il governo, il futuro dell’Italia che produce, al netto delle esternazioni di Matteo Renzi sul Recovery Fund, è legata alla risposta che Giuseppe Conte e l'esecutivo sapranno dare al proletariato (parola che esiste ancora, anche se nessuno la usa più - ndr), alla piccola, media e grande borghesia, ma anche ai patron delle piccole, medie e grandi imprese.

Vaccinare in fretta

Parola d’ordine: “fare in fretta e bene”, non basta più il mantra: “andrà tutto bene” che ha accompagnato gli italiani per quasi tutto il 2020. Occorre vaccinare anche perché la gente continua ad ammalarsi. Il quotidiano bollettino di aggiornamento del Ministero della Salute informa che sono stati 102.974 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, il "tasso di positività" è del 13,8%; il tasso di contagio, calcolato misurando il numero di nuovi positivi rispetto all'aumento di tamponi realizzati rispetto al giorno prima, i cui risultati sono spalmati su più giorni, era di 17,6%.

La resa dei conti

Ad attaccare il Piano vaccini messo a punto dagli esperti e dal Commissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri, è anche la ministra per l'Agricoltura, Teresa Bellanova, che parla di "insufficienza e poca chiarezza". Ma i ritardi e le problematiche legati alla mancanza di medici, al personale sanitario in ferie e alla carenza di siringhe di precisione mettono in apprensione anche altri membri dell'Esecutivo e i tecnici, che hanno manifestato preoccupazione proprio nel corso del vertice di Governo tenuto dal premier con i capigruppo della maggioranza, il ministro per le Autonomie, Boccia, e i membri del Comitato Tecnico Scientifico.

Male la Lombardia

Osservata speciale la Lombardia: con il suo 3,8% di vaccinazioni effettuate rispetto alle dosi ricevute è ancora in coda alla classifica sulle somministrazioni. E' una graduatoria "agghiacciante", tuona l'assessore alla Salute della Lombardia, Giulio Gallera - "per non parlare di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi. Noi siamo una regione seria".  Gallera ha anche spiegato il perché dello strano ritardo: "Non richiamo i medici dalle ferie" - "Abbiamo medici e infermieri che hanno 50 giorni di ferie arretrate", ha sostenuto l'assessore. "Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa. Ma assicuro tutti che faremo in tempo, nei tempi previsti. La vaccinazione è una priorità. E il 17 gennaio iniziamo con i richiami per chi ha avuto una prima somministrazione".

Il gelo della Lega

Ma il suo stesso partito, la Lega, gela l'assessore specificando che le sue dichiarazioni "non sono state condivise e non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia". Il Lazio di Zingaretti, con 22.225 vaccinati, è la regione con il più alto numero di vaccinazioni in assoluto ed anche quella con la più alta percentuale di vaccinati (48,5%) sul numero di dosi consegnate (45.805). Malissimo Calabria (3,5%),  Sardegna (3,0%), Molise (1,7%). Sono 14.245 i nuovi casi di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Le vittime sono invece 347.

Cattive nuove

L’esecutivo sta pensando ad una ordinanza-ponte che anticipi al giorno dopo l'Epifania il nuovo Dpcm con le misure anti contagio, atteso per il 15 gennaio: è solo una delle ipotesi portata al tavolo di maggioranza e al vaglio del governo. La misura mirerebbe a contenere la nuova impennata di contagi da Covid-19 che si è registrata negli ultimi giorni. Da una parte, con l'ordinanza si andranno a rivedere i meccanismi che portano le regioni dalla zona gialla a quella arancione o rossa, che scatterebbe con soglie dell'Rt (l'indice di contagio) più basse: la zona arancione scatterà con soglia di contagio dell'1 e non più dell'1,25; quella rossa scatterà con soglia dell'1,25 e non più dell'1,50: si sta andando verso il rinnovo delle restrizioni. 

Il vertice di governo

Ci sono ancora dubbi sulla riapertura delle scuole, ma la ministra Azzolina insiste: “Posso confermare la volontà del governo di riaprire. Avremmo voluto farlo a dicembre, ma abbiamo rimandato su richiesta delle Regioni. Poi avremmo voluto tornare al 75% e invece abbiamo accolto il suggerimento del 50%. Abbiamo collaborato: ora è arrivato il tempo di tornare in classe”. Infine, si terrà un vertice tra il premier e i capi delegazione sul nuovo Dpcm. Saranno valutate la possibilità di ’'rafforzare'' la zona gialla sul modello di quanto avvenuto nel corso delle feste, e il tema dei ristori, per chi si deve preparare alle nuove chiusure. Andrà “tutto bene”? Sì, ma solo se sì comincerà a vaccinare con più raziocinio. L'Italia si sta giocando tutto, quindi ai partiti va detto che non è ancora il tempo dei giochetti di palazzo.