Un uomo solo e pericoloso, che ama i cartoni animati e parla col videogame: la banalità del killer Igor

Trattato come un super Rambo da certa stampa, Norbert Feher alias Igor il russo si porta appresso una storia di disordine mentale, molti crimini e coperture misteriose

Norbert Feher, catturato lo scorso dicembre in Spagna dopo gli omicidi in Italia
Norbert Feher, catturato lo scorso dicembre in Spagna dopo gli omicidi in Italia
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S.   Twitter: @Crikkosan

In Serbia, dove è nato, il padre gli vietava di guardare i cartoni animati. In carcere, in uno dei suoi periodi di detenzione, Norbert Feher non se ne perdeva uno, puntava alla buona condotta per non perdere quel privilegio. Tra uno stupro, una rapina e un omicidio. Nessun amico vero, solo un confessore: elettronico. Ricordate il tamagotchi? Il "pulcino alieno" di cui bisognava prendersi cura per evitarne la morte nell'omonimo videogame portatile che fece impazzire il mondo? Norbert, conosciuto anche come Igor il russo (ma non solo, come vedremo) lo usava per parlarci e non sentirsi solo mentre era braccato dalle forze dell'ordine. Dar da mangiare a un pulcino elettronico era la preoccupazione di Feher, tenerlo al caldo mentre ammazzava a sangue freddo il barista di Riccardina di Budrio (Bologna) Davide Fabbri, che era riuscito a disarmarlo per qualche istante dopo che Norbert-Igor aveva fatto irruzione nel suo bar-tabaccheria per rapinarlo. Stesso fucile con cui pare sia stato ammazzato il metronotte Salvatore Chianese nel Ravennate tre anni fa. Giochi con le carte di Dragon Ball, personaggio dei fumetti giapponesi, e altri spari contro la guardia ecologica volontaria Valerio Verri e l'agente provinciale Marco Ravaglia, nella zona di Portomaggiore, nel Ferrarese. Poi la fuga tra cani addestrati, reparti speciali dei carabinieri, uno schieramento imponente che non riesce a capire dove sia finito questo criminale anche troppo mitizzato da certa stampa.

Birre economiche, scatolette e il libro biblico di Ezechiele

Trattato come un super Rambo da troppi servizi tv e articoli di giornale, Norbert Feher alias Igor Vaclavic alias un sacco di altre cose, è stato catturato dalla Guardia Civil spagnola, ubriaco e semisvenuto, dopo una fuga e una violenta sparatoria nella località chiamata El Ventorrillo. In spagnolo significa "la bettola". Ed era una bettola il suo ultimo covo, tappa finale di una vita fatta di squallore e disumanità della quale hanno fatto le spese Víctor Romero Pérez, 30 anni, e Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38 anni, i due agenti freddati assieme all'allevatore José Luis Iranzo di cui Norbert il killer rubò il pickup prima di tentare l'ultima fuga. Nel covo, di cui sono state desecretate le immagini, le forze dell'ordine spagnole hanno trovato una vasca da bagno scrostata, un vecchio frigo, lattine e lattine di birre economiche, cracker, sottaceto, bibite gassate e cetriolini. L'immancabile tamagotchi con cui parlare, le carte di Dragon Ball regalate dalla figlia di un compagno di detenzione conosciuto in Italia, la pistola calibro 9 danneggiata durante la sparatoria contro gli agenti spagnoli, quattro rosari e una Bibbia. Libro preferito: Ezechiele, come era risaputo anche nel carcere di Ferrara dove era conosciuto dal 2010. E tra le sue false identità c'era anche quella di Ezechiele, non si è mai capito se in omaggio al profeta di Dio o al passo biblico (in realtà inesistente) citato dal killer Jules prima di far fuori i suoi bersagli in Pulp Fiction di Tarantino.

Chi sta aiutando e coprendo l'assassino

Il vero intreccio da sbrogliare,  in questo girovagare senza meta del criminale serbo, tra rapine e omicidi, che colpisce non per guadagno personale ma per bisogno primario, come hanno spiegato le forze dell'ordine spagnole, è: chi lo sta aiutando? Chi lo copre? Davvero non era possibile tracciare meglio l'attività su Web e social di un killer fuori di testa con problemi di personalità, nella cui pagina Facebook ci sono vecchie foto con lui travestito da personaggio dei fumetti? Davvero è stato fatto tutto il possibile per capire da dove stesse comunicando, sempre via Internet, con la famiglia serba con cui in precedenza non aveva rapporti, e che si è sempre rifiutata di collaborare alle indagini? La Guardia Civil, allertata dalla Polizia e dai Carabinieri italiani, ha detto che da aprile a dicembre scorsi, quando è stato catturato e messo in carcere, Feher, ha cambiato 18 identità. Diciotto. Attraversando otto diversi Paesi europei. Bisogna avere una vasta ed efficiente rete di contatti per mettere nel sacco gli inseguitori continuando a farla franca. Igor il Russo, ma anche Ezechiele, ma anche il Lupo o el Loco, aveva cominciato ad essere ricercato, e più volte catturato, nel 2006, violentando una ragazzina e compiendo una rapina in Serbia. Poi spostandosi in Italia, dove al compagno di cella di Luigi Scrima raccontava di fare il gigolò.

Dentro quella cella

Ennesima storia falsa di un mitomane specializzato nell'ammazzare, rubare e mentire. Che disse di aver fatto parte di non meglio precisate forze speciali nella prima guerra in Cecenia, per poi aver visto uccidere sua figlia per ritorsione. Lo stesso che ha rifiutato di rispondere agli inquirenti spagnoli, e a quelli italiani in trasferta. Passa le giornate a leggere la Bibbia, raccontano le guardie di Sueza, vicino a Saragozza, che lo sorvegliano a vista. Speriamo che gli abbiano tolto il suo miglior amico, il pulcino elettronico tamagotchi, l'unico per cui avesse sentimenti vagamente umani. Magari non aver nessuno a cui confessarsi lo spingerà a tentare una spiegazione della banalità del male che si porta dentro, in una mente perduta da tempo.