L'Inps può fare i nomi di chi ha incassato il bonus delle partite Iva. La Lega ordina: "Non rispondete al telefono"

La privacy non sarebbe d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato

Ubaldo Bocci, coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio
Ubaldo Bocci, coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio

L'Inps può fare i nomi di chi ha chiesto e incassato il bonus delle partite Iva. "In relazione alla vicenda del bonus Covid", il Garante per la protezione dei dati personali ha precisato che, "sulla base della normativa vigente, la privacy non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato (art. 26, comma 4, d.lgs. 33)".

L’ultimo capoverso varrebbe, soprattutto, "rispetto a coloro per i quali, a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono, anche per effetto dei più incisivi obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale cui sono soggetti". Contestualmente, il garante ha comunicato che sarà aperta una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’INPS rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse".

Se qualcuno stava ancora tentando di chiudere la stalla deve rendersi conto che i buoi sono ormai già scappati. Il Fatto Quotidiano e il Corriere avevano già cominciato a fare nomi. Fra loro i leghisti Andrea Dara, Elena Murelli (segretaria della XI Commissione lavoro pubblico e privato) e Ubaldo Bocci, il coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio che nel 2019 sfidò Nardella nella corsa a sindaco di Firenze. Bocci, ex dirigente Azimut, ha spiegato di non aver problemi di finanze ma di averlo fatto "per dimostrare che il governo stava sbagliando non dando soldi ad hoc per disabili e tossicodipendenti" e di aver "dato tutto in beneficenza". 

"È vero ho preso quei soldi ma non li ho tenuti per me – ha aggiunto Bocci -. Il commercialista mi disse che avrei potuto averli anche io visto che si trattava di denari a pioggia, dati in maniera sbagliatissima, senza distinguere reddito e posizione di ciascuno. E allora pensai che potevo richiederli per donarli a chi ne aveva davvero bisogno. E così ho fatto: ho i bonifici che lo testimoniano. Lo dichiarai anche in una riunione dei capigruppo in Palazzo Vecchio". Comunque, politicamente parlando, gli accusati stanno nuotando in un mare in tempesta.

Ora tutti scansano i “colpevoli”. "Credo che ognuno debba agire secondo la propria coscienza: invece il legislatore avrebbe dovuto agire diversamente, cioè mettere un tetto, se non voleva evitare storture come in effetti sono avvenute, con parlamentari che hanno richiesto il bonus, ma anche imprenditori o liberi professionisti che guadagnano centinaia di migliaia di euro", ha affermato Susanna Ceccardi, eurodeputata leghista e candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana, interpellata sulla vicenda di Bocci.

Ci sono anche casi che meritano rispetto. Ammettono di aver preso il bonus tre consiglieri di Comuni e Regioni: Anita Pirovano, della lista progressista a Milano; Jacopo Zannini della lista L'altra Trento a sinistra; Franco Mattiussi, consigliere di Forza Italia in Friuli V. Giulia. 'Non viviamo di politica', hanno sostenuto. Torna in auge anche il partito degli onesti. "Dalla lettura dei giornali di questa mattina emerge un quadro sconcertante. Oltre ai 5 deputati furbetti, ci sarebbero altri 2000 politici tra amministratori locali e regionali in tutta Italia ad aver fatto richiesta del bonus partita Iva destinato ai liberi professionisti in difficoltà per l'emergenza Covid. Siamo davanti a fatti di una gravità assoluta", ha scritto il ministro degli Esteri Di Maio su Fb. "Hanno remato contro il Paese nel momento più difficile. Hanno offeso la bandiera, hanno offeso la memoria di chi non ce l'ha fatta. Hanno macchiato il nome dell'Italia nel mondo ed è giusto che paghino. Non possono e non devono passarla liscia", ha concluso Di Maio.

Ci sono anche due consiglieri regionali della Lega e il vicepresidente della giunta del Veneto tra coloro che hanno chiesto il bonus autonomi all'Inps. Si tratta dei consiglieri Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli e del vice presidente della giunta Gianluca Forcolin, confermano fonti del Carroccio. A presentare la domanda per il bonus, non concesso peraltro, per Forcolin, sarebbe stata, sulla base delle sue dichiarazioni, la sua socia. Barbisan ha ottenuto il bonus ma ha prodotto documenti che attestano che ha subito devoluto la somma in beneficenza.

"Il sentiment è pesante, i cittadini dicono fuori i nomi ... ", ha sostenuto il presidente del Veneto, Luca Zaia il quale fa "appello a tutte le forze politiche: è fondamentale chiarire la vicenda, perchè viene meno la credibilità di tutta la classe dirigente. Se iniziamo a trincerarsi dietro alla privacy - aveva ammesso - non ne veniamo più fuori. E resta questo sospetto strisciante tra tutta la comunità, e mi metto nei panni dei cittadini che potrebbero avere il sospetto quando si trovano davanti un amministratore se questo è uno del bonus oppure no".

Zaia ha fatto sapere di aver già chiesto ai consiglieri veneti di dargli un ragguaglio.  "Spero che in giornata abbia questo censimento, poi a cascata ci saranno gli altri amministratori. Ci mettiamo poco a fare una sorta di 'me too' al contrario. Nel mio partito il segretario è stato chiaro indicando la sospensione che apre uno scenario peggiore. La sospensione - ha spiegato - è già un atto importante: si chiede di fare un passo a lato. E visto il fronte delle candidature, vuol dire perdere quel treno. Se fosse per me quella persona non la candiderei".

Italia Viva si scansa. "Nessun nostro parlamentare ha ricevuto il bonus. Le notizie di queste ore che affermano il contrario sono prive di fondamento. Sarà nostra cura difenderci in tutte le sedi da chi sostiene il contrario", ha detto il vicepresidente della Camera e presidente di Italia Viva Ettore Rosato.