Guerra in Ucraina, i prezzi dei prodotti schizzano alle stelle. Quali e perché

Da gas e carburanti al pane e alla pasta, sono tanti i prodotti che stanno subendo aumenti record. La ricerca di quelli in offerta. I problemi per il grano e il mais. Le responsabilità degli industriali che hanno penalizzato gli agricoltori italiani

Aumentano tra gli altri grano, pasta e olio (Ansa)
Aumentano tra gli altri grano, pasta e olio (Ansa)

La guerra in Ucraina sta determinando incredibili rincari. Ma quali sono quelli più consistenti? E come reagiscono i cittadini? Tiendeo.it, piattaforma di offerte e cataloghi online, ha analizzato i dati sui comportamenti degli italiani ed è venuto fuori che cercano spasmodicamente il risparmio. Nemmeno troppo strano in un momento in cui gascarburanti, grano, farina, pane, pasta ed altri beni di consumo raggiungono prezzi record.

Si segnala, di conseguenza, un boom della ricerca di promozioni a proposito - per esempio - di olio di semi (+235%) e olio di girasoli (+175%) e di cereali con biscotti e pasta.

Gli aumenti continui

Ma i prezzi di tantissimi prodotti, sia pure con le dovute differenze, risultano in aumento. Già pochi mesi fa, nel secondo semestre 2021, si è verificata un'impennata dei prezzi di beni di consumo primario e servizi in seguito alla pandemia e all’innalzamento dei costi di trasporto dei container, ed ora, a completare l'opera, è giunta la guerra in Ucraina, col suo carico di sofferenze umane e di conseguenze nefaste sui mercati. Il periodo attuale è insomma davvero delicato e non c’è da meravigliarsi che si apra la caccia alla promo, come dicono gli esperti del settore.

La corsa alle offerte

Si sarebbe scatenata in sostanza una vera corsa alle offerte, oltre che all'accapparramento a volte ingiustificato. In particolare, accanto a quelle degli oli vegetali e a quelle degli oli di girasoli presenti sui cataloghi dei retailer italiani (+40%), dilagherebbero le ricerche delle offerte promozionali di farina, aumentate del 100%. Dati che la dicono lunga su una situazione che, stando ai più pessimisti, è solo all'inizio.

A indurre alla ricerca del prezzo scontato, in primo luogo, la quotazione delle materie prime. Il prezzo degli oli vegetali  - si legge – è aumentato dell’8,5% rispetto al mese precedente, segnando un record crescente di giorno in giorno. E non basta.

I cereali 

cereali, a seguire l’indice FAO, avrebbero subito nell’ultimo mese un aumento del 3%. Più dettagliatamente il prezzo del mais sarebbe salito del 5,1% e quello del grano del 2,1%. Cosa che avrebbe spinto i consumatori ad accrescere la ricerca delle offerte anche in quest'ambito, com'è reso evidente dai dati statistici. Quella riguardante la farina avrebbe segnato appunto un +105,5%, quella dei biscotti un +27,03% e quella della pasta un +24,88%.

I costi delle materie prime

Ma quali sono gli altri prezzi schizzati a livelli record e perché ciò è avvenuto? Ad incidere maggiormente sull'aumento esagerato la prospettiva di nuove sanzioni a Mosca e in particolare il divieto Usa di importare petrolio russo. La conseguenza è quella dei costi delle materie prime alle stelle.

Si impenna anche il prezzo dei metalli (palladio, alluminio, nichel e rame) e vola l’oro che tocca i 2mila dollari l’oncia.

Schizza in alto il prezzo dei carburanti (Ansa)

Il prezzo del gas – fa sapere Quifinanza.it - raggiunge i 252 euro ad Amsterdam (+31%) e i 611 penny a Londra (+32%), quello del petrolio sfiora altezze siderali, e gli effetti si toccano con mano quando ci si reca a rifornire l’auto di benzina o gasolio. Cosa che va ad aggiungersi, per le famiglie, all'aumento delle bollette della corrente elettrica. 

E la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare nei prossimi giorni. A proposito della "esplosione dei costi dei carburanti", a partire da lunedì prossimo 14 marzo, infatti, le aziende di autotrasporto sospenderanno sul territorio nazionale i servizi per causa di forza maggiore. Uno sciopero che - secondo il Codacons - potrebbe portare ad una ulteriore grave impennata dei prezzi al dettaglio.

Aumentano pericolosamente i costi delle bollette (Ansa)

Schizza in alto anche il prezzo di grano, farina, pane e pasta.

Contestualmente il grano tocca i 430 euro a tonnellata alla Borsa di Parigi, con un +9% rispetto a fine settimana scorsa, e diviene così inevitabile l’aumento repentino del prezzo della farina, del pane e della pasta.

Pasta che già a gennaio ha subito un rincaro del +12,5%, - fa notare Quifinanza - e potrebbe arrivare a costare il 30% in più rispetto allo scorso anno. Il pane, rincarato del +3,7% lo scorso mese, potrebbe subire a sua volta aumenti del +10%, così come biscotti, dolciumi e prodotti derivati. Continuamente in crescita anche la quotazione del mais.  

Paghiamo i costi di scelte fatte nel decennio precedente

Ma perché il costo internazionale di grano e mais incide tanto sul nostro Paese? Secondo il sito specializzato, ci sono nazioni come l’Ungheria che, visti i venti di guerra, hanno deciso di contenere le esportazioni di cereali, mettendo in tal modo a rischio in Italia un allevamento su quattro. E' questa infatti la percentuale degli allevamenti italiani legati all’importazione di mais ungherese e ucraino.

Inevitabile l'accorato allarme lanciato da Coldiretti, che ha sottolineato come sarebbero potenzialmente a rischio 8,5 milioni di maiali, 6,4 milioni di bovini e oltre 6 milioni di pecore. Un vero dramma. Un male non certo nato a caso, dalle radici lontane.

E' il prezzo che ci accingiamo a pagare in virtù dei bassi compensi riconosciuti dalle industrie ai nostri agricoltori, costretti a ridurre di quasi un terzo la produzione nazionale di mais e frumento negli ultimi 10 anni. In questo ultimo decennio, nel nostro Belpaese, sarebbe così scomparso - si legge - un campo di grano su cinque. L’equivalente di circa mezzo milione di ettari coltivati. La maggioranza delle industrie ha preferito cioè acquistare per anni sul mercato mondiale, agendo in maniera speculativa e approfittando dei bassi prezzi, invece di garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale attraverso i contratti di filiera. E questi sono i risultati.