"È guarito e può tornare a casa", c'è un medico italiano dietro la commovente storia del piccolo Alex

Lo ha riferito Franco Locatelli, primario del Dipartimento di oncoematologia e terapia cellulare e genica dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha seguito il caso

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ll piccolo Alex Maria Montresor trapiantato lo scorso dicembre all'ospedale Bambino Gesù di Roma utilizzando le cellule del papà "è ufficialmente guarito, il suo sistema immunitario è sano. E' un traguardo enorme per il tipo di trapianto e per il caso molto difficile. E la soddisfazione è enorme". Lo annuncia Franco Locatelli, primario del Dipartimento di oncoematologia e terapia cellulare e genica dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha seguito il caso di Alex ed è l'uomo che è riuscito a compiere il miarcolo

Il bimbo affetto da una malattia rara

Si trattava di una linfoistiocitosi emofagocitica (HLh) - ha ricevuto un trapianto di cellule staminali emopoietiche del papà, dopo una vera e propria gara di solidarietà per trovare un donatore; ricerca che si era però rivelata infruttuosa. Il piccolo, dimesso dall'ospedale il 24 gennaio scorso, "sta molto meglio" e a quanto si apprende i controlli, che in un primo tempo era fissati una volta a settimana, sono stati dilatati a una volta ogni 15 giorni.

 Il grande risultato

“La malattia di cui era affetto Alex è diffusa in tutto il mondo, noi stiamo sviluppando il trapianto da genitore ottimizzando i risultati" spiega ora il professor Locatelli. "Sia per pazienti come Alex affetti da immunodeficienze primitive (nel suo caso la linfoistiocitosi emofagocitica) dove abbiamo raggiunto tassi di guarigione sopra il 90%, che nei leucemici dove siamo a più del 70%: si tratta di risultati che solo qualche anno fa non erano neppure pensabili".

Altri 5 pazienti guariti al Bambino Gesù

Il professor Locatelli ha spiegato al Corriere della Sera che "le cellule del donatore si sono del tutte sostituite a quelle malate che non avrebbero consentito ad Alex di sopravvivere”. E ha detto: “Siamo straordinariamente felici di poter impreziosire con questa guarigione la Pasqua della famiglia Montresor e del Bambino Gesù”. Alex è il sesto piccolo paziente guarito al Bambino Gesù dalla linfoistiocitosi emofagocitica.

Chi è l'autore del miracolo

Bergamasco, 57 anni, Franco Locatelli è il primario di oncoematologia pediatrica e medicina trasfusionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in Piazza Sant’Onofrio a Roma, un fondamentale punto di riferimento per la cura della leucemia e degli altri tumori che colpiscono i bambini. Per i piccoli pazienti ammalati di leucemia ricoverati al Bambin Gesù è l'Angelo della Speranza. E per i genitori è l'uomo dei miracoli. Le sue ricerche ematologiche e le sue terapie hanno suscitato un’eco mondiale. E pensare che Alex sembrava essere un condannato a morte e invece, Locatelli non ha mollato e grazie ai suoi studi (Ai suoi studenti dell'Università di Pavia ripete sempre: Mai smettere di studiare ) gli ha ridato la vita. Ma non solo tifoso dell'Atalanta è un ottimista e ripete: "Il cancro? Si può vincere". Da febbraio è presidente del consiglio superiore Consiglio Superiore di Sanità

La tecnica rivoluzionaria

I medici e i ricercatori del team di Locatelli hanno prelevato i linfociti T del piccolo paziente, le cellule cioè fondamentali della risposta immunitaria, li hanno modificati geneticamente attraverso un recettore chimerico sintetizzato in laboratorio chiamato Car (Chimric Antigeni Receptor) il quale ha potenziato i linfociti e li ha resi in grado, una volte reinfusi nel paziente con una semplice flebo, di riconoscere e staccare tutte le cellule tumorali presenti nel sangue e nel midollo, fino a distruggerle ed eliminarle completamente.