Scoperte due camere segrete: i misteri della Grande Piramide non finiscono mai

L’esistenza di questi misteriosi vani sarebbe stata confermata da termografia a infrarossi, radiografia a muoni e ricostruzioni 3D. Gli studiosi cercano ora di appurarne la reale grandezza e la funzione

La Grande Piramide nella Valle di Giza
La Grande Piramide nella Valle di Giza
di I. Dessì   -   Facebook: I. Dessì

I misteri della Grande Piramide non finiscono mai e la più celebrata delle meraviglie del mondo antico continua a lasciare senza fiato i cultori dell’archeologia e del mistero. Stavolta però la scoperta è davvero importante e carica di aspettative. Il team di studiosi che da un anno porta avanti il progetto Operation ScanPyramids avrebbe scoperto due stanze segrete all’interno della colossale costruzione.  L’esistenza di questi spazi vuoti sembra ormai certa, dopo le prove fornite da termografia a infrarossi, radiografia a muoni e ricostruzioni 3D. Gli studiosi stanno ora cercando di appurare la reale grandezza delle cavità segrete e la loro funzione. Gli appassionati dei misteri dell’antico Egitto tengano dunque le antenne puntate.

La notizia è in grado di focalizzare la loro attenzione ma anche quella degli studiosi e degli scettici più incalliti. Insomma, stavolta si parla di prove di una certa concretezza. Del resto qualche mese fa era stato lo stesso ministro delle Antichità egizie Mamdouh el-Damaty, docente di egittologia e archeologo, a parlare della scoperta dandole i crismi dell’attendibilità.

Le immagini

La piramide dei misteri

In passato in tanti avevano ipotizzato l’esistenza di spazi e gallerie ancora inesplorate sotto e all'interno della ciclopica costruzione della Piana di Giza, favoleggiando di tesori e possibili testimonianze di civiltà scomparse custoditi all’interno. Ma in questo caso la notizia è frutto di studi ufficiali. Già lo scorso anno una squadra di esperti e tecnici aveva individuato  una “impressionante anomalia” alla base della Piramide attribuita a Cheope. L’intento era  proprio quello di verificare l’esistenza di eventuali camere nascoste e ottenere nuove informazioni sulle strutture della ancestrale costruzione. Il team l'aveva studiata per quasi un anno - insieme ad altri monumenti - utilizzando la scansione termica.

I risultati – in quel caso – erano stati resi possibili  grazie a un progetto posto in essere dalla facoltà di Ingegneria dell’università del Cairo in collaborazione con l’Institute di Parigi, Heritage, Innovation and Preservation. Si utilizzò nell'occasione un mix di tecnologie, compresa la termografia a infrarossi, che aveva permesso di “frugare” all’interno di 4 dei monumenti della Valle dei re, datati dall'archeologia ufficiale a oltre 4500 anni fa.

Le anomalie termiche della Grande Piramide di Giza

(Anomalie termiche della Grande Piramide)

Un risultato sorprendente

Il risultato fu sorprendente lasciando stupefatti gli stessi studiosi, specie in relazione alla Grande Piramide. Dalle accurate analisi risultarono anomalie incredibili. Furono rilevate - per esempio - temperature particolarmente alte in alcune strutture e soprattutto sul lato Est della Grande costruzione, a livello del suolo. Il metodo della scansione termica consente infatti di individuare l’esistenza di eventuali ambienti o particolari composizioni strutturali, attraverso l’esame delle informazioni sulla velocità di riscaldamento e raffreddamento in un determinato arco di tempo. Analizzando per esempio i tempi di riscaldamento all'alba e raffreddamento al tramonto dei materiali, si possono identificare eventuali aree vuote.

Alcuni tecnici eseguono dei rilievi davanti alle piramidi nella Valle di Giza

(Alcuni tecnici eseguono dei rilievi davanti alle piramidi nella Valle di Giza)

Utilizzando questa metodologia è emerso che almeno tre pietre del lato orientale, a livello del suolo, danno risultati “anomali” rispetto alle restanti della prima fila. Tutte le altre infatti forniscono risultati uniformi. Da qui l'ipotesi che sotto la piramide possano essere celate effettivamente delle cavità inesplorate. Esisterebbe inoltre una correlazione del fenomeno con la rilevazione di un piccolo passaggio nel terreno, che porta verso una zona con temperature diverse.

La conferma

Ora arriva la conferma da parte degli studiosi del progetto Operation ScanPyramids. E' vero che un team di scienziati nominato dal Ministero egiziano delle Antichità, diretta dal solito Zahi Hawass, ex Ministro delle Antichità, incaricato di sovrintendere il lavoro di Scan Pyramids Project, non è convinto che siano stati scoperti degli spazi vuoti abbastanza grandi. Tuttavia il ritrovamento sembra davvero importante e degno di approfondimenti adeguati.

Siamo dunque vicini alla scoperta della famosa camera segreta, custode di reperti e documenti del nostro passato più lontano, a cui tanti - forse impropriamente - hanno spesso accennato in tempi lontani e recenti? Saranno gli studiosi delle varie discipline a dover dare una risposta definitiva. La curiosità di tanti appassionati dei misteri d’Egitto è comunque nuovamente, ed enormemente, desta.