Il sogno di Giulia spezzato dal "nonnismo" nell'Accademia aeronautica. Il caso finito in procura

Come accade che una brillante allieva che vuole fare la pilota di jet è costretta a subire "il battesimo del volo" e infine viene espulsa. Cosa accade nella caserma più esclusiva

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TiscaliNews

Si chiama Giulia, ha vent'anni e vuole fare la pilota di jet militari. Ma forse, questo, non accadrà visto che la giovane recluta, quarta nel concorso di ammissione all'accademia e prima al tirocinio di formazione, è stata espulsa per non aver accettato il "battesimo del volo di fine corso". "Sono stata vittima di nonnismo", la fa corta attraverso le parole del suo legale che sta seguendo la sua causa davanti alla Procura militare di Roma. Giulia Jasmine Schiff alla fine ha deciso di adire le vie legali denunciando i fatti cui è stata vittima fornendo video e fotografie che provano i fatti. 

Come racconta il Corriere della sera, la pm Antonella Masala apre un fascicolo che vede già diversi indagati e promette pesanti ripercussioni all'interno di un sistema che mantiene integre tradizioni che parlano di certe difficoltà. Nel rapporto tra uomo e donna nelle forze armate in primis, ma anche delle barriere erette dai contestati codici di comportamento. Giulia crede fortemente in questo lavoro, forse perché figlia di un pilota militare che ha contribuito, con la sua stessa esistenza, a alimentare la sua passione. 

L'inseguimento di un sogno

Atleta iridata, mezzofondista nazionale, Giulia non riesce però a apprezzare certi trattamenti che, al termine di una serie di episodi, diventano materia del fasciolo della procura. Il suo sogno, l'Accademia di Pozzuoli, l'elite dell'aeronautica italiana, si infrange contro il muro di un sistema discusso, spesso censurato ma duro a morire all'interno delle caserme. Origini veneziane, dopo l'Istituto tecnico aeronautico, Giulia entra in un mondo che la vede subito protagonista per bravura, determinazione e attitudini.

Quarta al concorso di ammissione su più di 2 mila partecipanti e prima al corso di addestramento, la giovane subisce ma non sopporta il "battesimo del volo" praticato a tutti i nuovi allievi al termine dell'addestramento, che consiste nell'essere sbattuta per tre volte "a testa di ariete" contro un'ala monumentale nel cortile della scuola. A seguire un bagno nella piscina, lanciata dai commilitoni. Lei si lamenta, è contraria, ma "deve" subire. Al termine del rito la pacca sulle spalle dei colleghi segna "l'accettazione" nell'esclusivo club.

Il disagio e l'espulsione

Ma il suo disagio persiste e ne parla con colleghe e colleghi a lei vicini: le lamentele fanno sì che qualcosa cambi. Da quel momento diviene "pecora nera" dell'Accademia ed è un susseguirsi di rimproveri, ammonimenti e tre lettere di biasimo, addirittura sessanta turni di consegna. "Mi punivano per qualsiasi sciocchezza, una pesca addentata a un metro dalla zona consentita, una chiacchiera sulle scale...", dice al Corriere. Più viene punita più lei si mostra "insubordinata", la spirale negativa si inniesca con facilità. L'epilogo è l'espulsione.

"Il sergente Schiff ha palesato numerose mancanze nel rispetto delle vigenti regole dell’Istituto, delle norme di vita interna dell’Accademia, nonché di quelle impartite dal Comando", scrive la Commissione permanente di attitudine. "Dopo i fatti di Latina c’è stata una carenza dell’istituzione a capire la progressiva emarginazione di Giulia, che ha cercato invano un canale di dialogo e ha avuto un crollo emotivo, altro non posso dire", sostiene l'avvocato che la difende, Massimiliano Strampelli, che non riesce a evitare l'espulsione per "insufficiente attitudine militare". A pochi giorni dal brevetto di jet militari che avrebbe coronato il suo sogno. I risvolti penali sono nelle mani della procura di Roma.