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Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: i dati e i numeri utili. Il punto sulla situazione italiana

Il 25 novembre cortei in tuttoo il mondo per chiedere misure contro femminicidi e violenza di genere. Il nostro Paese fa alcuni passi avanti ma non riesce ad arginare il fenomeno. Allarme per le giovanissime: abusi in aumento

Antonella A. G. Loidi Antonella Loi   
L'installazione ‘’Zapatos Rojos’’ (Scarpe Rosse) a Palazzo San Macuto, Roma (Ansa)
L'installazione ‘’Zapatos Rojos’’ (Scarpe Rosse) a Palazzo San Macuto, Roma (Ansa)

Nell'anno in corso sono già 77 i femminicidi compiuti in Italia, cui si aggiungono 68 tentativi e 7 suicidi indotti, secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Nudm aggiornati a novembre. Ma i numeri delle violenze dicono che sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno un abuso fisico o sessuale nel corso della vita, stando a quanto rivela l'Istat nella sua indagine "Sicurezza delle donne". Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione di questo tipo di violenza, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 a seguito del brutale femminicidio delle tre sorelle Mirabel, Patria, Maria Teresa e Minerva. In lotta contro la dittatura del generale Rafael Trujilo nella Repubblica Dominicana, le attiviste vennero torturate brutalmente e uccise nel 1960. Tre donne diventate un simbolo e da allora ogni 25 novembre eventi, giornate di studio, lezioni, report e attività di varia natura vengono messe in campo per costruiree consapevolezza intorno a un fenomeno ancora devastante.

Dati sulle violenze, stabili

I dati dell'Istat riguardano una fascia d'età ampia che va dai 16 ai 75 anni d'età e si riferisce a chi, nell'arco della vita, abbia subito almeno un episodio di violenza. Il 18,8% ha dichiarato violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donneIl 26,5% delle intervistate, ha subito violenza fisica o sessuale da parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti. Nell'ambito della coppia, partner attuale o passato, sono il 12,6% le donne vittime. Dai compagni o mariti si subisce anche violenza psicologica (17,9%) e violenza economica (6,6%). Nel 2025 il numero di vittime di violenza fisica o sessuale rispetto ai cinque anni precedenti l’intervista è sostanzialmente stabile, se confrontato con il dato del 2014. Indicatore questo che desta allarme perché significa che le misure di prevenzione messe in campo non sono sufficienti per arginare il fenomeno. 

Crescono gli abusi sulle giovanissime

Confrontando i dati del 2025 con quelli del 2014, emerge inoltre un aumento significativo delle violenze subite dalle giovanissime (donne di 16-24 anni), che passano dal 28,4% al 37,6%, a fronte della diminuzione o stabilità registrata nelle altre classi di età. L’incremento riguarda in particolare le violenze di natura sessuale, che crescono dal 17,7% al 30,8% (Figura 3), mentre le violenze fisiche mostrano variazioni più contenute. Andamenti simili si riscontrano anche per le studentesse. L’aumento interessa tutti i tipi di autore, ma risulta più marcato per le violenze perpetrate dagli ex partner, che passano dal 5,7% nel 2014 al 12,5% nel 2025, e per quelle commesse da uomini non partner, che salgono dal 15,3% al 28,6% nello stesso periodo.

Cosa fa l'Italia

Il Parlamento italiano sta lavorando a due importanti leggi che mirano ad arenare le violenze contro le donne: la prima è la legge sul femminicidio che istituisce un reato apposito, punito con l'ergastolo quando "il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali". Inoltre è stata approvata in prima lettura alla Camera - all'unanimità - la norma che introduce il consnso alle condizioni su cui si basa il reato di violenza sessuale, riscrivendo l’articolo 609-bis del codice penale. Quindi alle fattispecie di violenza, minaccia o abuso di autorità si aggiunge l’assenza di consenso libero e attuale della vittima.

"Il testo – ha spiegato Paola Di Nicola, giudice di Cassazioneallinea l’Italia a principi di logica e giuridici imposti a livello sovranazionale, perché stabilisce a livello legislativo quello che la Cassazione interpreta da dieci anni, ossia che il consenso all’atto sessuale è un atto di autonomia e libertà revocabile in ogni momento. Questo è l’unico delitto per cui il consenso viene presunto dall’autore per ragioni culturali. Non avviene per la violazione di domicilio. La legge restituisce valore al reciproco ascolto di persone e corpi. Davanti al dubbio sul consenso ci si deve fermare, altrimenti è reato. Con la legge la parola delle vittime di stupro assume valore e il silenzio non è più consenso". L'introdiuzione del consenso era sollecitata anche dalla Convenzione di Istanbul e l'Italia si adegua andando a unirsi a Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Slovenia, Spagna e Svezia che già hanno introdotto una definizione di stupro basata sul consenso, così come l’Islanda, la Norvegia, la Svizzera e il Regno Unito. 

L'Italia resta carente invece in tema di educazione all'affettività e alla sessualità nelle scuole: ancora la politica stenta a far entrare nelle classi persone esperte che abbiano gli strumenti per aiutare giovanissime e giovanissimi a dotarsi di un substrato culturale cheli educhi al rispetto dell'altra e dell'altro. Mentre la materia, secondo norme in itinere, esce anche dalle scuole medie e richiede il consenso dei genitori nelle sucole superiori, la realtà è che il primo approccio con la pornografia avviene attraverso internet già prima dei 12 anni anni, come rivelano diversi studi che lanciano un vero allarme sulla "normalizzazione della violenza". 

Le scarpe rosse e il numero 1522

Il simbolo della Giornata contro la violenza sulle donne sono le scarpe rosse. Che ancora oggi stanno a signficare che ogni passo che le donne compiono rischia di essere macchiato del sangue della violenza. Nel mondo sono 736 milioni le donne, 1 su 3, che almeno una volta nell'arco della vita hanno subito un atto di violenza fisica o sessuale, spesso all'interno delle mura domestiche. In tutto il mondo nella giornata odierna migliaia di cortei si dislocano nelle strade delle maggiori città per dire no alla violenza e rivendicare misure per arginare un fenomeno devastante che si può presentare in diverse forme che possiamo sintetizzare in fisica, sessuale, psiciologica, economica, stalking e cyberstalking solo per citare le più diffuse. 

Contro tutto questo, le donne in Italia hanno a disposizione una rete di centri antiviolenza (404 sul territorio nazionale), case rifugio (464) e strutture pubbliche o basate sul volontariato che prestano supporto psicologico e materiale. Il numero nazionale 1522 è gratuito, attivo 24 ore su 24, in tutit i giorni della settimana e fornisce aiuto a vittime di violenza e stalking, offrendo informazioni su come accedere ai servizi territoriali. Lo si può raggiungere o per telefono oppure attraverso il sito internet www.1522.eu su cui è anche possi bile scaricare l'App. 

Antonella A. G. Loidi Antonella Loi   
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