Nuovi casi, vaccinazioni over 50, quarta dose e obbligo di mascherine: il rapporto Gimbe

Da quattro settimane i nuovi casi di Covid-19 sono in calo, ma la discesa vede una frenata nel corso dell'ultima settimana. Per Cartabellotta al momento è impossibile abolire tutte le misure di sanità pubblica

Tampone
Tampone (Foto Ansa)
TiscaliNews

Sono in calo da quattro settimane i nuovi casi di Covid-19 registrati in Italia, ma la discesa vede una frenata nel corso dell'ultima settimana: dal 16 al 22 febbraio sono stati 349.122 con un -20,6%, a fronte del -32% della settimana precedente. Il calo è andato di pari passo a un'ulteriore riduzione dei tamponi totali effettuati (-19,6%). Lo rileva il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. Nello stesso arco di tempo, in tutte le Regioni si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi: dal -0,5% della Calabria al -35,9% del Friuli-Venezia Giulia.

Gimbe: "No abolizione mascherine al chiuso"

"Discesa della quarta ondata non significa circolazione endemica del virus né, tantomeno, fine della pandemia. Indipendentemente dal termine dello stato di emergenza, al momento è impossibile abolire misure di sanità pubblica come mascherine al chiuso e isolamento dei positivi, indispensabili per consentire la completa riapertura di tutte le attività". Così il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta che sottolinea: "Con 50 mila nuovi casi al giorno, tasso di positività dei tamponi al 10% e quasi 1,3 milioni di casi attualmente positivi la circolazione del virus è ancora piuttosto elevata". Per il presidente Gimbe non è accettabile 'approfittare' della fine dello stato di emergenza per confondere le carte in tavola. Tali accezioni, infatti, rappresentano distorsioni della realtà che disorientano la popolazione e rischiano di legittimare decisioni azzardate. Occorre guardare "sin da ora al prossimo autunno-inverno: se è ragionevolmente certa una tregua nei prossimi mesi, questo tempo prezioso deve essere sfruttato al meglio per un'adeguata programmazione. Perché con il nuovo inverno il risveglio dal 'sogno collettivo' potrebbe essere molto brusco", conclude Cartabellotta.

Calo intensive e decessi,-20 e -16% in 7 giorni

Continua a calare in modo costante la pressione dell'epidemia di Covid-19 sugli ospedali. Negli ultimi 7 giorni risulta stabile sia il trend di riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di area medica (-16,2%), che quello della riduzione dei posti in terapia intensiva (-19,9%). Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe, relativo alla 16-22 febbraio. Anche i decessi dovuti al Sars-Cov-2 continuano a calare con un trend stabile: sono stati 1.828, pari a -15,8% rispetto alla settimana precedente. Dal 9 al 15 febbraio si era registrato -14,9% ricoverati in area medica, -18,7% in intensiva e -16% decessi.

In 5 province con 1000 casi su 100.000 abitanti

In 7 giorni, passano da 14 a 5 le province con un'incidenza superiore ai 1.000 casi settimanali di Covid-19 per 100.000 abitanti: Oristano (1.965), Reggio di Calabria (1.216), Siracusa (1.215), Fermo (1.022) e Vibo Valentia (1.006). Mentre sono ancora 72 quelle che superano i 500 casi per 100.000 abitanti. Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo al periodo 16-22 febbraio. Nella settimana 9-15 febbraio, erano 14 le province con incidenza oltre 1.000 casi per 100.000 abitanti ed erano state 70 la settimana precedente.

Vaccini, crollo over50 (-44%) e 5-11 anni (-57%)

Negli ultimi 7 giorni solo 59mila nuovi vaccinati: si conferma il crollo negli over 50 (-44%) e nella fascia 5-11 (-57,1%), nella settimana 16-22 febbraio. Sono 4,9 milioni le persone senza nemmeno una dose vaccinabili subito e 2,17 milioni di guariti protetti solo temporaneamente. Per le terze dosi tasso di copertura all'84,9% con nette differenze regionali. "L'efficacia di tre dosi di vaccino nei confronti della malattia severa rimane elevata".

Più evidenze scientifiche a richiamo per tutti

 "Per un nuovo richiamo per la popolazione generale sono necessarie ulteriori evidenze scientifiche oltre che l'autorizzazione delle autorità regolatorie", sottolinea la Fondazione Gimbe. "Qualora i dati dimostrassero la necessità di un richiamo annuale, è verosimile che la priorità sarà data alle persone anziane e fragili, sia perché più esposte al rischio di malattia severa, sia perché sono state le prime a ricevere la dose booster. Gli ultimi dati del Centers for Disease Control and Prevention e della UK Health Security Agency confermano la posizione dell'Ema: l'efficacia di tre dosi di vaccino nei confronti della malattia severa, nonostante un lento declino, rimane elevata (75% circa dopo 3-4 mesi). In ogni caso, al di là delle evidenze scientifiche, un ulteriore richiamo per la popolazione generale o per specifiche categorie a rischio, dovrà comunque essere preventivamente autorizzato dalle autorità regolatorie", scrive Gimbe.