L'incredibile vicenda di Gianni, due volte clochard e due volte milionario: "I soldi non contano e non amo lavorare"

Gianni Di Rocco
Gianni Di Rocco
di Cr.S.   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Gianni Di Rocco è il milionario-clochard più famoso d'Italia. Una vita tutta fuori dagli schemi, la sua, che dopo essersi laureato in sociologia ad Urbino, anni fa ha deciso di vivere senza le cose materiali. Anche quando quelle cose gli arrivavano come una pioggia fortunata dalla famiglia. Prima l'eredità da parte del padre scomparso, circa 400 milioni di vecchie lire. Che era cosa diversa che ricevere gli attuali 200 mila euro, sui quali comunque ben pochi sputerebbero sopra. Una fortuna dilapidata in quelli che Di Rocco definisce "anni degli eccessi". Poi la scelta di vivere come un clochard. Barbone senza fissa dimora, da Rapallo alle varie tappe dei suoi giri da uomo libero, che come lui stesso dice odia il materialismo e l'idea che un uomo ne sfrutti un altro, anche se poi lo paga. E quindi via con i giri spericolati, come quella volta che "ho dormito guardando la Torre Eiffel, sfido chiunque ad avere una vista più bella di quella". Negli ultimi dodici anni, la sua casa erano i cartoni e le coperte vicine al binario 1 della stazione di Rapallo. Poi, la seconda eredità.

La zia in provincia di Teramo

Oggi 47enne, il clochard Gianni di Rocco viene raggiunto da una comunicazione proveniente da Villa Petto, frazione del Teramano. Una zia è morta un mese dopo aver perso l'unico figlio, l'erede designato è proprio Gianni. E a piovergli sul capo è di nuovo un'autentica fortuna: non solo denaro, ma anche case e terreni. Del conto complessivo di quel che gli spetta, e non è poco, Di Rocco non sa dire: "Ho chiesto a tre tutori di occuparsene, a me comunque bastano tre pasti caldi e tre pacchetti di Lucky Strike. Per me un milionario conta come chi ha un euro".

L'elemosina di Sgarbi e il consiglio di Andreotti

In una recente intervista su La Verità, il due volte clochard e due volte milionario Gianni Di Rocco dice di non saper bene se stava meglio prima, da nullatenente conosciuto da molti e ignorato dai più mentre vagava per le vie e tra i binari di Rapallo, o adesso che tutti gli sorridono e qualcuno gli fa presente perfino il suo codice iban, non si sa mai che volesse condividere tanta fortuna capitatagli. Fra i ricordi di coloro che lo hanno aiutato (ma cita anche concittadini e membri dell'amministrazione comunale) ricorda Vittorio Sgarbi, che quando era assessore a Milano, alla sua richiesta di un piccolo aiuto economico non si negava mai. Poi l'incontro sull'eurostar Roma-Milano con Giulio Andreotti, attorniato dalla scorta. Che lo avvisò: "Su ricordi che le persone sono attratte dal potere e dal denaro. Non conta altro". Nei suoi vagabondaggi in Italia e all'estero da clochard, Di Rocco ha vissuto la durezza della vita da reietto, la morte di amici, il disprezzo e la fame. Ora ha di nuovo una importante eredità: "L'unica cosa che vorrei è una biblioteca fornita, sono un avido lettore. Il resto potrei anche perderlo tutto, fa lo stesso".