[Il commento] Il gesto di umanità del poliziotto nella battaglia disperata e feroce tra l'Italia e i migranti

Un frammento di umanità colta per caso in mezzo ad un campo di battaglia, non cambia l'equilibrio e la contabilità dei costi umani, non diminuisce il dramma, e nemmeno ci consola

[Il commento] Il gesto di umanità del poliziotto nella battaglia disperata e feroce tra l'Italia e i migranti

C'è qualcosa di bello e poetico in questa foto. Qualcosa che non è inscritto nella retorica del buonismo e nella sterminata galleria di ritratti edificanti o simbolicamente potenti, che nella nostra memoria associa le partiture dei fiori e dei cannoni, delle invettive e dei baci. 

C'è qualcosa di bello e poetico in questa foto, che non sta nella retorica della panna montata, della commozione prefabbricata, dell'immagine costruita e a tesi. Qui c'è un poliziotto in primo piano, che corre nell'urgenza e che ci racconta il dramma in diretta dello sgombero dei profughi da Piazza Indipendenza a Roma. 

La questura sostiene che durante lo sgombero di questi cento immigrati -  che dopo essere stati allontanati dal vicino palazzo di via Curtatone si erano accampati da sabato nei giardini della piazza - contro gli agenti sono stati lanciati sassi e bottiglie e usate bombolette di gas al peperoncino. Gli agenti hanno utilizzato l'idrante e picchiato duramente. Al momento ci sono due fermati.

E poi per fortuna c'è un poliziotto in secondo piano che va in controtempo rispetto al flusso degli eventi, e che regala una carezza alla disperazione di una donna. 

Il primo racconta il senso del tempo e il dramma che si celebra, il secondo ritaglia lo spazio felice di una eccezione: il primo rende vero l'altro, il secondo nobilita e riscatta il primo.

In questo sgombero estivo e mediatico di un palazzo occupato da cinque anni a Roma, si possono leggere molti indizi di spettacolarità che non ci piacciono. I migranti che erano lì vengono mandato via nel momento giusto per fare una perfetta operazione-vetrina. Tra di loro una donna incinta, lasciata sul marciapiede senza nemmeno il tentativo di una collocazione alternativa, tra loro persone del tutto indifese e inoffensive - moltissimi i rifugiati - improvvisamente private della casa, perché serviva rifarsi il trucco contro qualcuno e contro qualcosa. Il gesto di quel poliziotto, non preparato e non posato, un frammento di umanità colta per caso in mezzo ad un campo di battaglia, non cambia l'equilibrio e la contabilità dei costi umani, non diminuisce il dramma, e nemmeno ci consola. Ci spiega però, che tra gli uomini e i caporali, i secondi non sono ancora maggioranza, tra gli eserciti minacciosi di lobotomizzati che ci circondano.