Omicidio Garlasco, sulla scena del crimine c'era una donna con la borsa. Chi era e perché era lì? Cosa sappiamo
L'ultimo colpo di scena è emerso durante la trasmissione Ore 14 Sera quando è stata mostrata una foto scattata dagli inquirenti sull’ingresso della villetta, quando il corpo di Chiara Poggi era stato rinvenuto da circa un’ora
L’intricata vicenda del delitto di Chiara Poggi a Garlasco si arricchisce di un nuovo mistero: sulla scena del crimine era presente una donna con la borsetta. L'ultimo colpo di scena è emerso durante la trasmissione Ore 14 Sera quando è stata mostrata una foto che immortala oltre alla porta blindata dell’abitazione e alle prime tracce di sangue presenti sul pavimento anche una sagoma all'apparenza femminile. Ci si interroga, ora, su chi sia quella intrusa che sembra muoversi con naturalezza in un luogo che avrebbe dovuto essere sigillato e controllato.
La donna con la borsa
Nell’immagine scattata dagli inquirenti sulla scena del delitto del 13 agosto 2007 alle 15:07 - quando il corpo di Chiara Poggi era stato rinvenuto da circa un’ora - si può vedere parte di una persona, sulla destra, che potrebbe essere una donna. L’individuo indossa indumenti apparentemente femminili come una presunta gonna in jeans, una maglietta bianca a righe scure e uno zainetto marrone. Quella presenza solleva molti dubbi sul possibile inquinamento della scena del delitto, probabilmente oggetto di incursioni da parte di persone non titolate.
La polemica dell’avvocato di Stasi
L’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, presente in studio ha chiesto ad alta voce: "Dove sono le impronte di questa donna? Possibile che non sia stato trovato nulla?" Domande alle quali nessuno ha saputo dare delle risposte. L’unica cosa certa è che dopo quasi vent’anni l’omicidio della studentessa 26enne presenta ancora elementi poco chiari nonostante per la sua morte sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, l’ex fidanzato.
La scena del crimine è stata contaminata?
La presenza, della donna insieme a quella di altre figure non identificate, rimette in discussione la certezza che la scena del crimine sia stata preservata con rigore. I primi ad entrare, dopo la segnalazione di Alberto Stasi, furono alcuni operatori alle 14:05, seguiti dai Carabinieri del reparto tecnico. Eppure, le immagini mostrano volti che nessuno riconosce, presenze che nessuno sembra poter spiegare. Né la pm, Rosa Muscio, unica autorizzata a entrare, né i militari presenti si identificano in quella sagoma.
Le indagini
Gli inquirenti intervenuti quel pomeriggio in via Pascoli dicono di non ricordare chi indossasse quegli indumenti. Francesco Marchetto, l’ex maresciallo dei carabinieri di stanza a Garlasco all’epoca dei fatti e poi sollevato dal caso, ha ricordato che nella villetta insieme ai carabinieri erano presenti anche alcuni curiosi. Inoltre ha rivelato che quel giorno tra i militari dell’arma non vi erano donne, e l’unica donna titolata per muoversi sulla scena del crimine era, appunto, la dottoressa Muscio, che comunque arrivò a Garlasco tempo dopo rispetto alla foto in questione. In un altro scatto viene mostrato un carabiniere in borghese che indossa indumenti simili e una borsa, ma analizzando i dettagli più in profondità si nota che le righe sulla maglietta non sono compatibili con quelle che si vedono nello scatto delle 15:07. Il mistero continua


















