[Il caso] Freccero contro Vespa e i vertici Rai: "Errori in tv, qui comanda lui". La replica: "Sei vecchio" e "ridicolo"

L'audizione in Commissione di Vigilanza del direttore di Rai Due è diventata una sorta di uno contro tutti: "Sono il migliore, se volete le dimissioni chiedetele"

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di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Che fosse un professionista della tv nato per dividere e dalla personalità che non accetta compromessi, lo si sapeva. Che venisse trattato da vecchio arnese della televisione che a suo tempo ha raggiunto ottimi obiettivi ma ora è superato, questo non se lo aspettava. L'audizione in Commissione di Vigilanza di cui è stato protagonista non solo ha visto l'esplosiva autodifesa di Carlo Freccero, direttore di Rai Due, ma l'inasprirsi sia del suo duello a distanza con Bruno Vespa che dell'insoddisfazione per il suo operato. Il braccio di ferro con il conduttore di Porta a Porta è nato soprattutto attorno al programma Povera Patria, voluto e difeso da Freccero e inizialmente pensato per il mercoledì. Ma spostato al venerdì, secondo Freccero, per imposizione di Vespa che "comanda e decide di non avere sovrapposizioni". E' un Freccero infuriato quello che lamenta di dover subire le decisioni del coordinamento Rai anche di fronte ad errori gravi, come la decisione di relegare al venerdì Povera Patria. Ma questa è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

"So che pagherò"

Un Freccero scatenato ha definito il suo sfogo in Commissione di vigilanza una forma di psicanalisi in cui ha detto quel che non riusciva a dire da tempo. Precisando: "So che pagherò la mia affermazione, ma questa è la verità". Il conflitto nato attorno a Povera Patria è segno che i nervi, nel servizio pubblico, sono tesissimi. Impassibile, Bruno Vespa ha risposto per le rime: "Non siamo ridicoli, Porta a Porta va in onda a ore impossibili, viene massacrata dai commenti alle partite di calcio che ci fanno partire al 4% e dal prolungarsi delle prime serate sulle altre reti. E' la vecchissima regola di non sovrapporre informazione a informazione". Che secondo Vespa un consumato uomo di televisione come Freccero dovrebbe conoscere, e invece mostra di voler ignorare. 

Lega contro, 5 Stelle in difesa

Freccero finora ha tirato avanti con la sua idea di svecchiamento del servizio pubblico. Non solo abbattere certi tabù storici, inserendo in prima serata Rai lo show antologico del "bandito" Beppe Grillo e innescando polemiche infinite sia sulla scelta che sugli ascolti considerati modesti. Ma anche presentando personalmente, sempre in prima serata, il film scandaloso e odiatissimo dalle femministe, quello dello "stupro" sul set di Maria Schneider: Ultimo tango a Parigi, omaggio a Bernardo Bertolucci dopo la sua recente scomparsa. Il direttore di Rai Due non si abbatte: "Sono il migliore, se volete le mie dimissioni chiedetele". Difende le sue scelte "sperimentali" e fatte avendo a disposizione risorse economiche molto limitate. Ma in Vigilianza il capogruppo della Lega, Paolo Tiramani gli è andato dritto addosso definendolo uno che "è stato un grande della tv ma oggi ha una visione di 15 anni fa". Un vecchio, insomma. Che oltretutto con i suoi esperimenti raggiungerebbe un'Auditel tutt'altro che trionfale. Tutto questo mentre, per paradosso, il Pd nella persona di Anzaldi continua a lamentarsi per la sovraesposizione di Matteo Salvini nel Tg2. A difenderlo i Cinque Stelle Sirola e Paragone, secondo i quali Carlo Freccero deve andare avanti "senza farsi intimidire" ed è "un campione di televisione che ha spiegato come vanno letti gli ascolti".

Fin dove si può arrivare

La domanda è: può un uomo come Freccero, che ama l'insolito e il politicamente scorretto, sopravvivere a lungo in Rai? E' lui quello che avrebbe voluto Sfera Ebbasta (reduce dalle polemiche scomposte dopo la strage di adolescenti e adulti al suo concerto nella discoteca di Corinaldo) come giudice di The Voice e si è trovato tutti contro. E' lui che, a suo dire, dopo aver mandato in onda il "best of" di Grillo, ha visto scatenarglisi contro proprio il comico che si sarebbe visto rappresentato in modo censurato. Ed è ancora lui a insistere sull'idea di riportare in Rai un altro grande epurato: Daniele Luttazzi. Una guerra destinata a proseguire.