Bannata da Facebook la pagina "Le Frasi di Osho", ecco cosa è successo

"Intanto ringrazio tutti per la solidarietà. Siete il mio settimo cavalleggeri", ha detto l'artista commentando la chiusura della sua pagina social

Federico Palmaroli (foto romah24.com)
Federico Palmaroli (foto romah24.com)
TiscaliNews

'Le più belle frasi di Osho' una delle pagine satiriche italiane più conosciute e con oltre un milione di fan è stata oscurata e dopo poche ore ripristinata da Facebook. "Intanto ringrazio tutti per la solidarietà. Siete il mio settimo cavalleggeri", ha detto Federico Palmaroli, in arte Osho, commentando la vicenda.

"Sto aspettando notizie su quanto è successo, perché ancora non è molto chiaro, ma escluderei la censura, perché non ho fatto niente che possa essere censurato. Se avessi pubblicato una svastica, l'avrei capito, ma non c'è nulla di censurabile", aveva detto Palmaroli commentando l'improvviso oscuramento. "Capisco che tutti, dopo i fatti americani, pensino ad una censura, è normale pensare a quello. In realtà è successo a tante persone, e sapendo la mia collocazione ideologica non è proprio quella che piace ai più, viene spontaneo pensarlo, ma io lo escludo", ha ribadito.

Tutti con Palmaroli

Palmaroli ha ringraziare tutti coloro che gli hanno manifestato vicinanza. "Io ringrazio tutti quelli che mi hanno espresso solidarietà perché fa piacere vedere questa 'sommossa popolare' - dice Palmaroli - ma è un modo anche per tranquillizzare tutti. Sarebbe davvero un po' strano che ci fosse stata una censura". Osho conclude poi a suo modo: "Vorrei comunque dire una cosa: siccome per i più svariati motivi uno si può svegliare la mattina e non trova più la mia pagina, consiglio a tutti di comprare il mio libro ('Vedi de fa' poco lo spiritoso', ndr)", scherza il vignettista.

Scherzi a parte

"Quanto ai motivi della chiusura temporanea della pagina - ha spiegato -, pur comprendendo coloro che hanno pensato che fosse dovuta a motivazioni legate ai contenuti da me pubblicati, vi informo che non è stata provocata da quelli, anche perché la mia satira non è mai stata né violenta né offensiva. Semplicemente m'ero scordato de pagà 'na bolletta". "Scherzi a parte - ha proseguito -, c'è stata una segnalazione relativa al soprannome con cui ormai tutti mi conoscete e un conseguente errore di valutazione da parte di facebook, riconosciuto dopo il mio reclamo. Tutto a posto. Comunque pe sicurezza il libro compratevelo… 'n se sa mai".

Vicinanza a `Osho`

Vicinanza a Osho, perché limitare la libertà di espressione non è mai una buona notizia soprattutto se accade in modo arbitrario e su semplice segnalazione, come in questo caso", aveva dichiarato in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera. "Quando non vengono garantiti i diritti fondamentali di manifestazione del pensiero, di libertà di stampa e di libertà di satira - prosegue - a perdere siamo tutti noi. Auspichiamo che la pagina Facebook `Le frasi di Osho` venga al più presto ripristinata e che una legge garantisca la prevalenza dei precetti costituzionali sull’arbitrio dei proprietari multimiliardari delle piattaforme web". Detto fatto.

Si era pensato alla censura perché Palmaroli era stato accusato di fare propaganda a favore del centro destra. Un giornalista noto lo aveva infatti definito “Fasho” l'ideatore della pagina, alludendo ad alcune sue partecipazioni ad eventi di Fratelli d'Italia e di associazioni vicine a movimenti di destra. Tutto bene quel che finisce bene.