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[L’analisi] Ecco perché in Vaticano è scattata la resistenza contro Papa Francesco

Una conferma autorevole viene dalla rivista dei gesuiti. La Civiltà Cattolica nel bilancio dei 5 anni di pontificato, insieme al cammino di rinnovamento finora attuato, sottolinea le resistenze a Francesco con il ricorso perfino a fake news. Ma le resistenze a Francesco sono resistenze al concilio Vaticano II

Carlo Di Ciccodi Carlo di Cicco, vaticanista   
Papa Francesco
Papa Francesco

“Resistenze. Francesco, come tutti i papi, ha generato resistenze fuori e dentro la Chiesa. Perché? “Se lo chiede la più importante rivista del mondo dei gesuiti, La Civiltà Cattolica, tracciando in un editoriale un bilancio dei primi 5 anni di pontificato. Si tratta di un bilancio a lungo ponderato dal gruppo di scrittori gesuiti del quindicinale e dunque se parla di resistenze vuol dire che si tratta di realtà e non solo invenzioni giornalistiche.

I motivi

Ma quali sono i motivi più importanti all’origine di tali resistenze, nonostante sia chiaro che “la radice profonda di questo pontificato è la fede che Dio sia attivo e all’opera nel mondo”? Alcuni credono che Dio si sia ritirato, che ormai il mondo sia preda del male e che la Chiesa stessa debba ritirarsi dal mondo e dalla sua polvere, per mantenersi pura e splendida”. Un motivo ideologico dunque come ideologico è anche la convinzione di altri che “il cattolicesimo dovrebbe essere custodito da una minoranza di puri che ne preservino la dottrina in uno scrigno e che non si contaminino nel mondo, nella storia, nella realtà”  Tutti costoro temono che Francesco metta a rischio la stessa Chiesa perché non vede ostilità tra piazza e Chiesa “per far entrare la gente, sì, ma soprattutto per far uscire Cristo senza chiuderlo dentro a chiave. All’idea di un cristianesimo fatto di gruppetti di puri si contrappone la visione di Cristo che vuole uscire dal Tempio per la sua missione”.

Resistenze al Concilio

Per Francesco, infatti “il Vangelo è il talento da spendere e da far fruttificare. La Chiesa deve scendere per strada, sporcarsi e magari ferirsi. Le resistenze attaccano e contrastano questa visione della Chiesa, intesa anche come «fiaccola» che cammina e va dappertutto. Esse la vorrebbero solamente come un «faro» che sta fermo lì dov’è, nella sua staticità: attira e consola, ma non accompagna. Le resistenze a Francesco sono le resistenze al Concilio”.

Resistenze non nuove che sono iniziate in modo virulento da quando san Giovanni XXIII annunciò l’intenzione di riunire un concilio per aggiornare la Chiesa e il suo modo di stare nel tempo presente. Contrasto che proseguì in resistenza organizzata, sebbene minoritaria, durante i quattro anni del concilio ed esplosa negli anni successivi fino allo scisma del vescovo Lefebvre. Questa resistenza non ha vinto certo, ma ha condizionato molto l’opera di aggiornamento, ritardandola e riducendola. Ma ora c’è qualcosa di nuovo nella resistenza a Francesco. Mentre fino a oggi l’opposizione era in buona sostanza «grammaticalmente» corretta, cioè “capace di criticare azioni del pontefice in carica salvaguardandone però la figura e il ministero, adesso invece essa spesso appare del tutto «sgrammaticata», cioè non in grado di parlare il linguaggio ecclesiale, e persino divisiva su questioni decisive quali l’autorità ecclesiastica o la liturgia. Ciò ha coinvolto persino alti prelati e ha comportato l’intervento della Sala Stampa della Santa Sede per correggere interpretazioni errate”.

L'intervento del Pontefice

In un caso grave è dovuto intervenire lo stesso Pontefice”. A ciò si aggiunge anche “l’uso di fake news diffuse da una fitta rete di blog e social media che pure si dichiarano «cattolici». In sostanza nel giudizio sul papato di Bergoglio si riflette una lotta tra bene e male che non deve far meraviglia, conclude la rivista dei gesuiti, perché è espressione di quella lotta più generale tra Dio e il diavolo che attraversa l’intera storia umana. In questo senso rimane il fatto che anche il pontificato di Francesco è “intimamente e profondamente drammatico”. Ma si ha anche la certezza che il papa gesuita  rimane un lottatore che resterà fedele nel campo di Dio.

Carlo Di Ciccodi Carlo di Cicco, vaticanista   
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