Quattro sogni di Francesco sull’Amazzonia: ma niente svolta sui preti sposati né sulle donne

Un testo a tratti poetico, innovativo e importante che farà discutere per l’incalzare della questione ecologica e per l’apparente silenzio sulla questione dei preti sposati, del diaconato alle donne e del rito amazzonico

Papa Francesco
Papa Francesco

Prima l’Amazzonia, in pericolo incombente di una catastrofe ambientale che potrebbe travolgere l’intero pianeta Terra. Poi la questione del celibato dei preti, delle donne diacono e del nuovo rito amazzonico. Anzi no. A dispetto delle attese e delle scommesse della vigilia, infatti, il papa in questo nuovo importante documento conclusivo del sinodo sull’Amazzonia, di questi tre argomenti tace del tutto. Ma solo in apparenza. Tra i favorevoli e contrari, animatori di un conflitto interminabile sui preti sposati, Francesco sceglie una via diversa. Per capirla occorre fare un salto qualitativo, scegliere una terza via molto più impegnativa ed esigente. L’intera Chiesa è chiamata a un cammino di conversione evangelica poiché solo con questo cuore nuovo sarà capace di innovazioni opportune superando una concezione fissista della tradizione cristiana, da secoli contraria, nel rito latino, all’ordinazione di uomini sposati. Per un passo così innovativo come appare l’ordinazione presbiterale di diaconi permanenti già sposati Francesco propone un cammino sinodale, cioè fatto insieme fino a giungere a decisione condivisa.

Nuova Esortazione di papa Francesco

“Querida Amazonia”, ossia “Amata Amazzonia” è il titolo della nuova Esortazione di papa Francesco dedicata a una regione cruciale per l’ecologia del Pianeta. E’ un testo visionario, dai tratti profetici, apparentemente semplice in realtà complesso e rivoluzionario. E’ indirizzato a “tutto il mondo”. Documento personalissimo di Francesco, formula quattro sogni in quattro capitoli dove viene riassunta l’ispirazione di Francesco: un sogno sociale, un sogno culturale, un sogno ecologico, un sogno ecclesiale. Un ampio testo di 110 paragrafi per lo più concisi, dove sotto il frequente ricorso alla poesia e allo stile di denuncia dei crimini veri e propri da parte dei colonizzatori e dei potenti nei confronti dell’Amazzonia e delle popolazioni indigene, si snoda un’ampia visione razionale e del tutto nuova

Una Chiesa dentro la storia

Nuova specialmente nel sogno ecclesiale. Ma è una meraviglia di visione d’insieme in ognuno dei sogni. E’ un affresco dove Francesco dipinge a vivi colori una Chiesa che, allertata dal concilio Vaticano II, si sta lentamente avviando, a un modo diverso e nuovo di stare dentro la storia come lievito evangelico. Non è un cammino facile poiché richiede di uscire dalle anguste visioni di parte per inforcare le lenti di Dio, vedendo l’umanità come Gesù Cristo l’ha vista e vissuta. Nei primissimi paragrafi Francesco - ben conoscendo le attese e i focolai di resistenza – circoscrive il perimetro dell’Esortazione. Spiazza così in anticipo quanti attendevano la sua parola dirimente sul celibato sì, celibato no.

L’impegno ecologico per l’Amazzonia

“L’amata Amazzonia si mostra di fronte al mondo con tutto il suo splendore, il suo dramma, il suo mistero” è l’attacco del papa che mette subito in chiaro la prospettiva che lo interessa. Indica come e perché ha scritto questo testo, così da preservarlo dalle possibili strumentalizzazioni che renderebbero vano o secondario l’impegno ecologico per l’Amazzonia, una regione cruciale per i futuro dell’uomo sulla Terra e verso la quale colpe, discriminazioni, ruberie, violenze sono state infinite. Non solo i colonizzatori. Anche la Chiesa con alcuni missionari ha avuto le sue colpe. Per queste colpe Francesco confessa di provare vergogna e ne chiede perdono alle popolazioni indigene.”Ho ascoltato gli interventi durante il sinodo e ho letto con interesse i contributi dei circoli minori – scrive Francesco -. Con questa Esortazione desidero esprimere le risonanze che ha provocato in me questo percorso di dialogo e discernimento. N

Niente svolta su preti sposati

Non svilupperò qui tutte le questioni abbondantemente esposte nel Documento conclusivo ( dove sono segnalate richieste sull’ordinazione di uomini già sposati, donne diacono, rito amazzonico – ndr). Non intendo né sostituirlo, né ripeterlo”. Perciò lo dà per acquisito. Ma lascia intuire che la realizzazione sarà possibile in futuro, nella misura che progredirà nella Chiesa la capacità di camminare insieme. “Desidero solo offrire un breve quadro di riflessione che incarni nella realtà amazzonica una sintesi di alcune grandi preoccupazioni che ho già manifestato nei miei documenti precedenti, affinché possa aiutare a orientare verso un’armoniosa, creativa e fruttuosa ricezione dell’intero cammino sinodale. Nello stesso tempo voglio presentare ufficialmente quel Documento che ci offre le conclusioni del Sinodo e a cui hanno collaborato tante persone che conoscono meglio di me e della Curia romana la problematica dell’Amazzonia, perché ci vivono, ci soffrono e la amano con passione. Ho preferito non citare tale Documento in questa esortazione perché invito a leggerlo integralmente”. E’ una innovazione sorprendente nel modo di esercitare il ruolo di papa che non dispone, ma accompagna la Chiesa, valorizzandone la ricerca alla sequela del Vangelo. 

Quattro sogni di Francesco

Ma quale è l’Amazzonia che ispira i sogni di Francesco? “Sogno un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa. Sogno un’Amazzonia che difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana. Sogno un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste. Sogno comunità cristiane capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia fino al unto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici”. I restanti 103 paragrafi entrano nei dettagli nella rappresentazione dei quattro sogni. Un vero “grido profetico”. Quello di Francesco. Resta da chiedersi fino a che punto la Chiesa cattolica si farà sedurre dalla visione alta e ardua di Francesco, libera da polemiche di giornata, e fino a che punto i governi e i potenti del mondo resteranno sordi e barricati nei loro palazzi mentre il grande bioma dell’Amazzonia ha iniziato a morire ogni giorno di più.