Francesco raffreddato benedice l’algor-etica frontiera: il suo discorso letto dal vescovo Paglia

Credenti e non credenti incoraggiati a camminare insieme per rispondere alle nuove sfide dell’intelligenza artificiale mantenendo la persona umana al centro della conoscenza e della tecnica.

Papa Francesco (Ansa)
Papa Francesco (Ansa)

L’assenza di Francesco, causa raffreddore che lo ha costretto a sospendere tutte le udienze in  programma, è stata riempita dal suo discorso di sostegno letto dal vescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, che ha concluso la sua assemblea plenaria sul tema dell’Intelligenza Artificiale. Un discorso non qualsiasi quello di Francesco inteso a rilevare l’ambiguità che sempre accompagna ogni progresso scientifico, ma teso specialmente a sottolineare i molti benefici che possono derivare  dalla “galassia digitale” e in particolare l’intelligenza artificiale che “incide sul nostro modo di comprendere il mondo e anche noi stessi”.

La sfida

L’uomo si trova di fronte davanti a una sfida che “sta cambiando il modo in cui pensiamo e agiamo” non meno di come è accaduto in profondi sconvolgimenti della storia  con le macchine a vapore, l’elettricità, l’invenzione della stampa. Ora nell’era digitale “cambia la percezione  dello spazio, del tempo e del corpo”. L’omologazione si afferma “come criterio prevalente di aggregazione” e gli utenti sul piano socio economico sono ridotti a consumatori. Ha fatto il suo ingresso nella storia  l’algoritmo che consente “di controllare abitudini mentali e relazionali, per fini commerciali o politici, spesso a nostra insaputa”. Le disuguaglianze si amplificano a dismisura, la conoscenza e la ricchezza si accumuano in poche mani, con gravi rischi per le società democratiche”. Pericoli, certo, ma che non devono  nasconderci “le grandi potenzialità che le nuove tecnologie ci offrono”. Sono un “dono di Dio, cioè una risorsa che può portare frutti di bene”. Se ci si trova di fronte  a mutazioni profonde nel modo di “interpretare e gestire gli esseri viventi” e le caratteristiche della vita umana, si richiede  l’impegno a tutelare e promuovere la vita umana  nella sua dimensione biologica e biografica.

Il cammino

Di fronte a tali premesse Francesco suggerisce una indicazione di cammino che i credenti non possono percorrere da soli. “Come credenti infatti non abbiamo nozioni già prestabilite  con cui rispondere alle domande inedite  che la storia oggi ci pone. Il nostro compito è piuttosto  di camminare insieme agli altri, ascoltando con attenzione e mettendo in collegamento esperienza e riflessione. Dobbiamo lasciarci interpellare come credenti, perché la parola e la Tradizione della fede ci aiutino a interpretare i fenomeni del nostro mondo individuando cammini di umanizzazione, e pertanto di amorevole evangelizzazione, da percorrere insieme”. Parole che echeggiano con chiarezza i capisaldi del concilio Vaticano II che ha riaperto una storia dimenticata nel tempo dalla Chiesa: quella di parteggiare con simpatia per la dignità e la libertà umana che vanno difese e promosse anche nel mezzo dei progressi scientifici e tecnologici che segnano la modernità. “Così – aggiunge Francesco – potremo dialogare in maniera proficua con tutti coloro che sono alla ricerca dello sviluppo umano, mantenendo al centro della conoscenza e delle pratiche sociali la persona in tutte le sue dimensioni, incluse quelle spirituali”. Poiché siamo di fronte “a un compito che coinvolge la famiglia umana nel suo complesso”.

L'etica

Il bisogno di etica per salvaguardare la singolarità dell’essere umano non viene meno ma si accresce con il progresso della scienza. Ora, osserva Francesco facendo proprio una specie di neologismo “si intravede una nuova frontiera che potremmo chiamare algor-etica” che intende assicurare “una verifica competente e condivisa dei processi secondo cui si interano i rapporti tra gli esseri umani e le macchine nella nostra era”. E nella ricerca di questi obiettivi comuni i principi della dottrina sociale della Chiesa offrono “un contributo decisivo”. Dignità della persona, giustizia, sussidiarietà e solidarietà esprimono l’impegno a porsi al servizio  di ogni persona “nella sua integralità, senza discriminazioni né esclusioni”.

Diritti e doveri dell'uomo

Francesco si dice convinto della necessità nel tempo presente  di aggiornare  la riflessioni sui diritti e doveri dell’uomo per poter rendere l’algoretica un ponte capace di far sì “che i principi si iscrivano concretamente nelle tecnologie digitali”. All’incontro della Pontificia accademia erano presenti i primi firmatari della “Rome Call for Al Ethics”: con il vescovo Paglia hanno sottoscritto il documento il presidente  di Microsoft Brad Smith, il vicepresidente esecutivo  di IBM John Kelly III, il direttore generale della FAO Dongyu Qu, il ministro Paola Pisano per il Governo italiano. All’appuntamento della mattina ha preso parte Davide Sassoli presidente del parlamento Europeo che ha portato il saluto.

Francesco nel suo discorso li ha ringraziati mentre ha definito la presenza numerosa anche di giovani “un segno di speranza”.