Siria, ferito il fotografo italiano Gabriele Micalizzi: non è in pericolo di vita - Le foto

Il giornalista è noto a livello internazionale per i suoi reportage di guerra. Diplomato all'Accademia di Belle Arti ha iniziato coprendo notizie locali a Milano e successivamente ha focalizzato la sua attenzione sul Medio Oriente ed altre aree di crisi

Il fotografo italiano Gabriele Micalizzi
Il fotografo italiano Gabriele Micalizzi
TiscaliNews

Il fotografo italiano Gabriele Micalizzi è rimasto ferito in Siria, nella zona di Deir Ezzor, dove è in corso un'offensiva delle forze curdo-arabo siriane contro l'Is. Il fotografo, che era impegnato in un servizio con un collega della Cnn, è stato inizialmente ricoverato nell'ospedale della base americana 'Omar Field', dove è arrivato cosciente. Micalizzi ora è in volo verso Baghdad, dove sarà ricoverato in un ospedale della città irachena, per ricevere cure, riferisce un rappresentate del Cesura Lab, il collettivo di fotografi del quale fa parte il fotoreporter italiano.

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Scheggia di Rpg

Lo stato delle sue condizioni è "l'informazione che ci manca", dice il rappresentante di Cesura Lab, riferendo che il fotografo italiano è "rimasto ferito gravemente da una scheggia di Rpg. E' ferito al volto ed è vigile e cosciente. La sua famiglia è stata informata". Micalizzi è rimasto ferito nella provincia di Deir Ezzor, nell'est della Siria, una delle ultime porzioni di territorio sotto il controllo del sedicente Stato islamico (Is). Sabato scorso le Forze democratiche della Siria (Fds, alleanza curdo-araba dominata dalle Ypg) hanno annunciato di aver dato il via "all'ultima battaglia" contro l'Is nell'est del Paese arabo. L'offensiva a Deir Ezzor è in corso da settembre.

Ostaggi in mano Isis

Le Fds "hanno iniziato a muoversi verso l'ultimo villaggio rimasto sotto il controllo dei jihadisti in Siria - ha detto sabato il portavoce Mustafa Bali, citato dalla tv Rudaw - Presto il villaggio di Baghouz (nella provincia di Deir Ezzor) sarà ripulito dalla presenza dell'Is". Stamani il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha confermato la "lenta" avanzata delle Fds e le minacce rappresentate dai cecchini dell'Is, dalle mine collocate dai jihadisti sulla strada e dai tunnel scavati dai miliziani. Secondo Mustafa Bali, ci sono "decine di ostaggi delle Fds in mano all'Is".