[La condanna] Fiumi di denaro, favori eccellenti e viaggi: lo Spazzacorrotti manda in carcere Formigoni

La Cassazione ha ridotto la pena per "il Celeste" ma la rende immediatamente esecutiva. Sei anni di indagini e processi per il giro di corruzione legato al San Raffaele e alla Fondazione Maugeri

Roberto Formigoni
Roberto Formigoni
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

La legge Spazzacorrotti fortemente voluto dalle forze ora al governo fa il suo primo centro eccellente: Roberto Formigoni, già presidente della Regione Lombardia e Senatore, è stato condannato in via definitiva in Cassazione per corruzione a 5 anni e 10 mesi, pena ridotta rispetto ai 7 anni e 6 mesi che gli erano stati inflitti in Appello. Per effetto della Spazzacorrotti, la condanna è ostativa di misure alternative alla detenzione. Tradotto, significa che "il Celeste" andrà direttamente in carcere. Dure le parole del Pg della Cassazione, che in Aula aveva parlato di "imponente baratto corruttivo", esortando a non attenuare la pena "per non calpestare la legge". Quell'attenuazione c'è stata, ma la condanna è definitiva e per il politico si aprono le porte del carcere. 

Cinque anni di indagini e processi

Le indagini si sono mosse attorno alla distrazione dalle casse della Fondazione Maugeri di Pavia di 56 milioni di euro. Arrestati per ordine della Procura di Milano l'ex assessore alla Sanità, Antonio Simeone, il direttore amministrativo Costantino Passerino, il consulente Gianfranco Mozzali, il commercialista Claudio Massimo e l'uomo d'affari Pirangelo Daccò. Domiciliari per il presidente della Fondazione, Umberto Maugeri. Era l'aprile del 2012, dalle indagini spuntò fuori il nome di Formigoni che reagì sdegnato e diede mandato ai suoi legali di querelare tutti gli organi di stampa che accostassero il suo nome alle indagini per corruzione. La pubblicazione dei verbali di interrogatorio di Giancarlo Genci, fiduciario di Daccò in Svizzera, misero in collegamento quest'ultimo con Formigoni. Nel mentre emersero oltre 70 milioni di fondi neri accumulati da Daccò, mentre l'indagine sul governatore lombardo si concentrava sul suo ruolo di facilitatore della Maugeri nelle sue delibere politiche, a fronte di utilità a suo favore per 8 milioni di euro. Il Celeste si è sempre difeso dicendo di conoscere tante persone per via dei suoi incarichi politici, e che aver partecipato a cene e weekend tra amici non ha niente a che fare con le corruzione. Ma viene chiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere (con carattere anche transnazionale) finalizzata alla corruzione. Nel 2013 la Fondazione Maugeri risolse la sua situazione patteggiando un risarcimento da 16 milioni di euro. Al centro del processo a carico di Formigoni, tre flussi di denaro: il primo che sarebbe andato dalla Maugeri e dal San Raffaele a Daccò e all'ex assessore regionale Simeone, un secondo da questi ultimi due a Formigoni, un terzo che dalla Regione tornava al Maugeri e al San Raffaele. A seguire, il sequestro di 49 milioni di euro a Formigono. Gli altri accusati patteggiano: Paolo Mondia, fiduciario di Passerino e l'amministratore Parricchi sono condannati a 1 anno e 10 mesi e a 2 anni e 4 mesi. La Fondazione San Raffaele è condannata a sanzioni e confische per 10 milioni di euro, Umberto Maugeri accetta la confisca di 3 milioni 850 mila euro e la pena di 3 anni e 4 mesi. Nel 2016 Roberto Formigoni viene condannato a 6 anni, in Appello chiede di patteggiare, richiesta rifiutata, gli vengono sequestrati 5 milioni di euro con la richiesta da parte del Pm di un aumento di pena. Si arriva così alla Cassazione, con la sentenza defintiva che apre le porte del carcere. 

Flussi di soldi e vacanze esotiche

Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, gli intrecci di favori fra Regione, San Raffaele e Fondazione Maugeri avrebbero messo nella disposizione di Roberto Formigoni, attraverso conti di società schermate all'estero, utilità per 6,6 milioni di euro. Come esito di rapporti molto stretti suggellati da vacanze ai Caraibi, in Sardegna e Costa Azzurra. Compreso l'acquisto a prezzo agevolato di una villa in Sardegna a beneficio di Alberto Perego, commercialista di Formigoni. Ora atteso nel carcere di San Vittore, a meno che non scelga di costituirsi e chieda di essere condotto fino a quelli di Bollate o di Opera o Lecco, dove i diritti dei detenuti vengono maggiormente tutelati. Forza Italia ha commentato la sentenza con dispiacere per Formigoni. Il decreto Spazzacorrotti, fortemente voluto dal governo giallo-verde e varato lo scorso dicembre, prevede in sintesi Daspo a vita per i corrotti, sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, obblighi più stringenti di rendicontazione per partiti, movimenti politici e fondazioni e associazioni a essi collegate. E nessuna commutazione della pena carceraria, una volta giunti a sentenza definitiva.