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[L'inchiesta] Formiche e blatte negli ospedali napoletani, due ospedali nel mirino e una verità inquietante. L'ipotesi del complotto

La pista del sabotaggio prende forma. Nel mirino spostamenti di attività e chiusura di reparti

Antonio Mennadi Antonio Menna   
[L'inchiesta] Formiche e blatte negli ospedali napoletani, due ospedali nel mirino e una verit...

In principio furono le formiche. Comparvero nel novembre scorso all’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Camminavano sul povero corpo indifeso di una donna di 70 anni, ricoverata nel reparto di medicina generale. A documentare la scena, alcune foto di altri pazienti che le fecero poi circolare. Scoppiò lo scandalo, con tanto di dichiarazioni indignate della ministra della Salute, Grillo, del presidente della Regione, De Luca. La paziente, dopo una quarantina di giorni, e dopo un nuovo ricovero all’Ospedale del mare, è poi deceduta. Su quell’episodio fu avviata una indagine della procura della Repubblica di Napoli. Non se ne è saputo più nulla mentre la direzione dell’ospedale avviò tempestivamente disinfestazione e pulizia generale. Ma dopo qualche settimana, le formiche ricomparvero.

L’intervento dei Nas

L’ospedale era sempre lo stesso, il San Giovanni Bosco. L’animale spuntò sul volto di un anziano ricoverato. Se ne accorsero i parenti, che chiamarono immediatamente i carabinieri. I Nas documentarono il ritrovamento e scattò un nuovo scandalo pubblico. Ma non si era ripulito tutto? Dirigenti dell’ospedale, personale medico e infermieristico: tutti allibiti. Ma da dove spuntano queste formiche? Si insospettì anche De Luca. "Questa storia delle formiche ha troppe stranezze", disse subito. Partì un nuovo giro di disinfestazione, una nuova pulizia generale. Sopralluoghi in tutto l’ospedale, anche negli altri reparti. Nessuna invasione in corso. Ma la presenza delle formiche era documentata. C’erano. Erano lì, sotto gli occhi di tutti.

Arrivano le blatte

Poche settimane di tregua, e in un altro ospedale, il Vecchio Pellegrini, nel cuore del centro storico napoletano, compaiono una decina di blatte. Scarafaggi impressionanti in fuga in un bagno del nosocomio. Solo in quel bagno. Non nel resto della struttura, non in altri ambienti. Ma lì sì. A denunciare il caso è la stessa direttrice sanitaria, Mariella Corvino, a cui a loro volta avevano inviato delle foto gli addetti dalla Esperia, l’impresa di pulizia che insieme a una dottoressa aveva fatto il ritrovamento. L’ipotesi questa volta è netta: sabotaggio. Un bagno cieco, senza finestre, senza aperture esterne, per un numero di blatte eccessivo e concentrato. Ce le ha portate qualcuno, sostengono nell’ospedale.

Le briciole di pane

Il bagno – secondo quanto poi ricostruito da Leandro del Gaudio sul quotidiano Il Mattino – era stato “pulito almeno tre volte nel corso della stessa giornata”. E nel corridoio e in alcune corsie erano state seminate scie di briciole per attrarle e farle arrivare ai reparti. A confermare il sospetto arriva la stessa ditta delle pulizie, che mette per iscritto di aver pulito il bagno svariate volte lungo il giorno e che mai avevano visto presenza di scarafaggi o insetti. Le blatte sono comparse all’improvviso verso le diciannove e subito ritrovate.

La pista del sabotaggio

La pista del sabotaggio, così, cresce di consistenza. I carabinieri dei Nas, guidati dal maggiore Gennaro Tiano, indagano da giorni. L’idea del sabotaggio si allarga anche all’episodio delle formiche. Potrebbe esserci un disegno unico. Fa eco all’ipotesi anche il commissario straordinario dell'Asl Napoli Uno, Ciro Verdolina, che parla di "introduzione di blatte all'interno di un solo bagno del pronto soccorso dell'ospedale".

Ma chi potrebbe avere interesse a creare un caso del genere? Dove nascerebbe questo curioso complotto? Si rincorrono ipotesi che chiamano in causa la politica, il bisogno di attaccare i vertici della sanità campana. A qualcuno, forse – si sente dire – non sono piaciute alcune scelte. Si vocifera di un boicottaggio della rete ospedaliera in vista di alcune scelte riguardo la chiusura di vecchi reparti e spostamento di attività.

Uno scenario inquietante

Uno scenario, quello del complotto, che forse proietta un'ombra ancora più sinistra sulla sanità campana. Se l’ipotesi di incuria e abbandono avrebbe avuto il sapore dello sconforto, quella del sabotaggio ha l’inquietudine della terra di nessuno: un luogo dove arrivano malati da curare, persone da assistere, gente che si affida con fiducia e che si trasforma all’improvviso, sulla pelle della gente, in un campo di battaglia. Formiche e blatte come armi per lotte di potere e di interesse. Quasi quasi era meglio un po’ di caro, vecchio degrado. Almeno per quello sarebbe bastata una disinfestazione.

Antonio Mennadi Antonio Menna   
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