La finta vincita al "Gratta e Vinci" che può rovinare la vita

Le probabilità di vincere il premio da 200 mila euro è di una su 8 milioni e 640mila. Vale la pena?

La finta vincita al 'Gratta e Vinci' che può rovinare la vita
di Giovanni Maria Bellu

Immaginiamo di trovarci tra le bancarelle di una fiera. Dietro un tavolino c’è un tale che propone il gioco delle Tre carte e altre scommesse. “Venite, venite – grida – con soli 3 euro avrete una possibilità su tre di vincere. E il primo premio è di 200mila euro”. Non male, sempre che sia vero. “E’ vero – assicura il filibustiere - ”. Bene, ma cosa vinco? “Dipende – è la risposta – il 50 per cento delle volte che trovate il tagliando vincente vi spettano 3 euro. Ma avete una possibilità su quattro di vincerne 5, una su dieci di vincerne 10 e una su venti di vincerne 15 o addirittura 30”. Gli ricordate che per attirarvi al suo banchetto aveva parlato di un premio da 200mila euro e l’aveva legato a una probabilità di vincita altissima. “Il premio esiste eccome”, assicura il furbacchione. Ma quante probabilità ho di vincerlo? “Una su 8 milioni e 640mila”.

Le probabilità di vincita

Adesso che abbiamo mandato a quel paese il nostro simpatico giocatore delle tre carte, per tirarci su il morale entriamo in un bar, prendiamoci un bel caffè e diamo uno sguardo ai Gratta e Vinci che pendono a grappoli alle spalle del barista. Ce n’è uno nuovo, i cui tagliandi sono sistemati in bella vista perché è stato inventato apposta per accompagnarci al Natale. Si chiama infatti “Buona feste”.  I suoi inventori – la società Lottomatica – prevedono che sarà un grande successo. Hanno stampato ben 25milioni 920mila tagliandi. Un numero che corrisponde alla metà di tutti i cittadini italiani che, non essendo minorenni, possono acquistare un Gratta e vinci. Il suo regolamento è identico a quello che poco prima ci ha sommariamente illustrato il giocatore delle tre carte.

Abbindolati dalla pubblicità

La differenza è, però, sostanziale. La stessa scommessa che ci farebbe ridere se ci fosse proposta in modo diretto da un essere umano, diventa accettabile e anzi allettante per milioni di persone quando viene lanciata attraverso spot pubblicitari e cartoncini colorati. Milioni di persone che accettano allegramente di farsi abbindolare spendendo fiori di quattrini in un gioco d’azzardo che presenta come “vincenti” tagliandi che semplicemente restituiscono la giocata.

Il premio più ricco

I “premi” da tre euro – come sottolinea l’avvocato Osvaldo Asteriti nel suo blog “Win for life, Gratta e vinci e altri inganni” -  sono di 4.017.600, cioè il 51,3 per cento dei 7.822.878 biglietti definiti “vincenti. Altri 2.099.6520 biglietti (il 26,83 per cento) danno il sontuoso premio di 5 euro,  777.600 (il 9,94 per cento) fanno vincere 10 euro,  466.560  (5,96 per cento) contengono premi da 15 euro, 414.720 biglietti (5,30 per cento) danno vincite da 30 euro. Insomma, nella lotteria che mette in palio ben 200mila euro, i tagliandi che fanno vincere (una volta su tre) o cifre irrisorie o niente sono il  99,38 per cento. Quanto al premio veramente grande, le probabilità di vincerlo sono una su un numero che corrisponde al triplo della popolazione di Roma.

I finti premi

Ma non è tutto. Se, infatti, il giocatore “fortunato” riesce a recuperare quanto ha speso, le concessionarie incamerano il 31,34 per cento di quanto viene raccolto con la vendita dei finti premi. Complessivamente i giocatori spenderanno più di 12milioni di euro per acquistare i biglietti che vincono niente, ma le concessionarie tratterranno, di quella somma, poco meno di quattro milioni di euro (precisamente 3.777.347). 

Gratta e vinci poco convenienti

L’aritmetica è sufficiente per avere un’idea di quanto siano poco convenienti i Gratta e vinci, ma non per comprendere i danni che possono produrre. Il sistema dei finti “biglietti vincenti”, infatti, raramente si rivolve in un “rimborso”. La finta vincita quasi sempre sollecita una nuova giocata e regolarmente – salvo casi davvero fortunati – il giro si conclude a favore del “banco”. L’enorme numero di tagliandi messi in circolazione (che si sommano a quelli di tutti gli altri Gratta e vinci) da solo è sufficiente a chiarire che ogni singolo giocatore acquista ben più di un tagliando. Alcuni ne acquistano tanti da rovinarsi la vita.