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La droga degli zombie minaccia anche l’Italia, ecco il piano che verrà illustrato alle regioni

Sequestrati stupefacenti tagliati con la pericolosa sostanza, da 50 a 100 volte più potente della morfina e 30-50 volte più dell’eroina

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   

Sui tavoli dei responsabili della Sanità di tutte le Regioni è arrivata in questi giorni la procedura informativa con l'allerta ai Dipartimenti per le Dipendenze, ai responsabili delle Comunità Terapeutiche e alle Unità Mobili di strada sul rischio di diffusione del Fentanyl. E a tutti gli assessori è arrivata anche la convocazione del Ministero della Salute per lanciare un allarme nazionale sulla “droga degli zombie”.

A raccontarle, in particolare, è l’assessore alla Sanità di Regione Liguria Angelo Gratarola, che è un tecnico “puro” e nella vita ha fatto prima il primario del Pronto Soccorso del Policlinico San Martino, l’ospedale più grande d’Europa, e poi il responsabile del Dipartimento Interaziendale Emergenza Urgenza, cioè i Pronto Soccorso e le Terapie Intensive di tutta la Liguria e quindi è stato abituato tutta la vita a vedersi arrivare in ospedale persone in preda alla droga, anche alle più pesanti.

Il Fentanyl è una molecola molto pericolosa – spiega Gratarola - un morfinico di sintesi ampiamente usato in anestesia, che impropriamente viene utilizzato per il taglio dell'eroina: l'effetto rischia di essere letale provocando la morte per depressione respiratoria. Non abbiamo ancora segnalazioni di casi sul territorio ligure, ma vogliamo mettere in atto tutte le azioni utili a contenere la sua diffusione impropria, diffusione che in America sta mietendo vittime. È di questi giorni la convocazione delle Regioni da parte del Ministero della Salute per una riunione in programma questa settimana legata all’attuazione del Piano nazionale contro l’uso improprio di Fentanyl e di oppioidi sintetici”.

Le immagini delle strade di San Francisco e delle principali città americane con decine di ragazzi, uomini e donne maturi che si muovono come zombie sono impressionanti, perché sono ridotti allo stato vegetale e tutto questo ha un nome: Fentanyl. Tutto parte dalla nota della direzione della Prevenzione del ministero della Salute che eleva l'allerta a “grado 3” dopo – cito testualmente dal documento - "l'identificazione di Fentanyl in eroina da strada a Perugia", certificata dalle analisi condotte subito dopo il sequestro del primo quantitativo di droga tagliata. 

Anche in questo caso, la lettura dei verbali del laboratorio è quello che ha acceso i fari sull’Italia, dove prima il Fentanyl non era riuscito ad entrare: "I risultati analitici ricevuti in data 24 aprile 2024 hanno identificato nel campione Fentanyl (5 per cento), eroina (50 per cento), codeina (30 per cento) e diazepam (15 per cento)" si legge nel documento diramato a tutte le Regioni, ai Serd, cioè i Servizi per le Tossicodipenze e alle Comunità terapeutiche accreditate, in cui si parla di "informare le persone che fanno uso di sostanze dei gravissimi rischi per la salute derivanti dall'assunzione di Fentanyl".

Nel documento a cui fa riferimento l’assessore-medico Gratarola e spedito a tutte le Regioni si dice che l’Istituto superiore di sanità e in particolare il Centro Nazionale dipendenze e doping “segnala che l’indagine è in corso e le informazioni contenute in questa allerta sono provvisorie per cui possono essere soggette a modifiche. La vendita o l'adulterazione impropria di eroina con il Fentanyl e-o i suoi analoghi si verifica sporadicamente e solitamente senza preavviso in Europa. Tali eventi possono causare intossicazioni potenzialmente letali che possono manifestarsi come fenomeni di intossicazione di massa”.

Insomma, il ritrovamento della percentuale della “droga degli zombie” nella dose di Perugia ha dato un’accelerata al Piano nazionale contro l'uso improprio di Fentanyl, presentato il 12 marzo scorso dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano – da sempre in prima fila contro le dipendenze - con i ministri della Salute, Orazio Schillaci, dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, e dello Sport e i giovani, Andrea Abodi, in cui si ribadisce la necessità di prevenire la diffusione in Italia di questo "potente oppioide sintetico con impiego analgesico e anestetico, che ha effetti simili a quelli della morfina, ma è da 50 a 100 volte più potente di quest’ultima e 30-50 volte più potente dell’eroina".

Fortunatamente, anche grazie alla diversa politica farmacologica nel nostro Paese rispetto agli Stati Uniti, dove addirittura il Fentanyl si poteva comprare in alcuni casi come un prodotto da banco, in Italia, la diffusione è stata finora limitatissima. E, si legge nel rapporto, tra il 2018 e il 2023 "le attività delle forze di polizia hanno portato al sequestro di 123,17 grammi di Fentanyl in polvere (considerando che si può avere un’intossicazione acuta con circa 3 milligrammi, tale quantità potrebbe causare migliaia di casi), 28 dosi in compresse e 37 altre confezioni (cerotti, flaconi e scatole medicinali)".

Alla chiusura del G7 sulla Giustizia a Venezia, Carlo Nordio, ministro della Giustizia del governo di Giorgia Meloni, ha posto questa droga al vertice dei problemi mondiali: "Ci troviamo oggi di fronte a due problemi epocali: l'intelligenza artificiale e, addirittura più impellente, la presenza nel mondo di una droga dannatamente letale e perniciosa, il Fentanyl. Perniciosa e letale, perché è sufficiente una dose minima per uccidere una persona o produrre dei danni cerebrali e fisici irreversibili, con una sproporzione tra il costo di produzione della sostanza, esiguo, e il prezzo di vendita: quindi con un profitto che è estremamente interessante per la criminalità organizzata".

Il ministro della Salute Orazio Schillaci spiega: “Il consumo sempre maggiore all'estero, la possibilità di reperirlo senza grandi difficoltà e il fatto che anche dosi estremamente esigue possano essere potenzialmente letali impongono l'adozione di strategie per prevenire e contrastarne il consumo personale, la distribuzione e lo spaccio sul territorio".E Mantovano, grande esperto di lotta alla criminalità, spiega che c’è anche il rischio che la ‘Ndrangheta possa farci il nuovo, vero, business.

Tanto che, nella riunione di questa settimana con le Regioni verrà illustrato il piano che prevede che siano rafforzate le azioni di monitoraggio e controllo della distribuzione e somministrazione del Fentanyl per evitarne l'utilizzo per scopi non sanitari. Inoltre “saranno approntati stringenti sistemi di allerta da attivare in caso di prescrizioni anomale, potenziati i controlli da parte dei Carabinieri e dei Nas sulla distribuzione del farmaco sul territorio nazionale e implementate le misure di sicurezza dei luoghi dove la sostanza è conservata per evitarne una indebita sottrazione. Questo significa intensificare i controlli per evitare eventuali furti. Il ministero sta allertando Regioni e farmacie a prestare la massima attenzione e a garantire la corretta custodia del farmaco".

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
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