[Il caso] “Mi spiace se Camilleri muore. Mi consolerò pensando che non vedrò più Montalbano, terrone che ha rotto”

Lo ha scritto Feltri. “Quando vedo il commissario mi viene in mente l’altro Zingaretti”. Camilleri comunque è “un grande scrittore. Ne sono ammirato”. Le reazioni sui social, nel Partito democratico e nel mondo giornalistico

Vittorio Feltri (Ansa)
Vittorio Feltri (Ansa)

Vittorio Feltri sgancia una delle sue bombe e la deflagrazione, come accade di sovente, si fa sentire. Questa volta il direttore di Libero, in un editoriale,  parla di Andrea Camilleri, ricoverato in gravi condizioni, riconoscendone le eccezionali doti di scrittore, ma lancia strali contro il personaggio letterario e televisivo che l’ha reso famoso: il commissario Montalbano.

Cosa ha scritto

Ma veniamo al fatto. “Non l’ho mai conosciuto – osserva Feltri riferendosi allo scrittore siciliano, mentre commenta la notizia del suo ricovero in rianimazione, a causa di un arresto cardiaco - però è chiaro che le sue capacità affabulatorie non sono in discussione, la struttura matematica dei suoi racconti mi ha sempre sorpreso e ne sono ammirato. Oggi, di fronte alla probabilmente prossima fine, riconosciamo allo scrittore ogni merito tecnico e a lui ci inchiniamo. Mi dispiace, quando un uomo vecchio muore c’è sempre un certo dolore”. Tuttavia “l'unica consolazione per la sua eventuale dipartita  è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni, almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito democratico, il peggiore del mondo”. Punto di vista confermato poi in una intervista ai 'Lunatici' su Rai 2.

Social in subbuglio

Una bordata che non passa certo inosservata innescando le reazioni del Pd e di tanti sui social. Non per nulla l'hashtag #Feltri diventa primo nei trend topic di twitter e i commenti non vanno certo per il sottile. "I libri di Camilleri - scrive una sostenitrice del pelato commissario e, soprattutto, dello scrittore siciliano  - resteranno nella storia della letteratura. Gli articoli di #Feltri, al massimo, verranno citati come esempio di giornalismo vergognoso".

Un altro fa notare che “#Feltri definisce Montalbano 'Terrone rompicoglioni”, ma “si dice cabbasisi. L’ironia alla fine regna sovrana ma non mancano nemmeno considerazioni di tenore più grave nei confronti del giornalista. Qualcuno augura il peggio al vulcanico direttore. "Quelli che per difendere Camilleri stanno augurando a Feltri di morire - commenta Valentina - si rendono conto di avere dei problemi psichiatrici o no?". Le uscite del direttore di Libero insomma infiammano le discussioni e spaccano il Paese (e forse anche questo potrebbe essere un interessante argomento di discussione).

L'attacco di Borrometi

Non mancano neppure gli interventi critici di alcuni colleghi giornalisti. Paolo Borrometi su Facebook non usa mezze misure. "È terribilmente squallido, a dir poco, leggere cosa scrive Vittorio Feltri nel suo editoriale su Andrea Camilleri – scrive a sua volta - Penso che il grande Maestro meriti rispetto, tanto rispetto, soprattutto in questo momento di grande sofferenza, così come meritano rispetto le sue opere. Ma come si fa a dire, tanto per citarne una, che la sua dipartita finalmente permetterà di non vedere più Montalbano, che è un terrone che ci ha rotto i coglioni. Sono sempre stato per la differenza di opinione, che per me è e resta una ricchezza. Come ho sempre difeso l’autonomia del giornalismo e del giornalista. Ma non gli insulti o le offese, per di più pronunciate nei confronti di chi, come Camilleri, sta combattendo la battaglia della vita. Chiedo ancora una volta all’Ordine dei giornalisti di intervenire".

Il direttore di Libero Vittorio Feltri (Ansa)

Reazioni anche nel Pd

Anche dagli ambienti del Partito Democratico piovono note polemiche: "L'editoriale su Camilleri - commenta Emanuele Fiano, deputato della presidenza del gruppo alla Camera - è una barbarie. Le sue parole rivelano un'assoluta mancanza di rispetto e di umanità e sono del tutto inaccettabili".

La risposta di Morra (M5S)

Non lascia spazio a interpretazioni nemmeno l’intervento via social del presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra del M5s, che dichiara: "Camilleri mi diventa simpatico a prescindere: mi sento orgogliosamente terrone, orgogliosamente rompicoglioni".

E' polemica nonostante il chiarimento di Feltri

La polemica alla fine divampa e si accende peggio di un ordigno al napalm. E poco può il chiarimento fornito in merito dallo stesso Feltri quando sottolinea “questa comunque è una opinione personale e scherzosa, in me Camilleri suscita ammirazione, è un grande scrittore, e bisogna ricordare che la lingua italiana è nata in Sicilia, solo dopo abbiamo adottato quella Toscana. E i siciliani parlano meglio di qualunque altro italiano. E scrivono meglio degli altri italiani”. Forse il problema è però che certe boutades, una volta sciorinate, prendono vita propria e scatenano polemiche e risentimenti. Magari andrebbero fatte semplicemente con maggior discernimento e bon ton. Nel nostro Paese, e nel nostro periodo storico, ce ne sarebbe un gran bisogno.

Le condizioni di Camilleri

Intanto continuano a rimanere stazionarie ma critiche le condizioni dello scrittore, ricoverato all'ospedale Santo Spirito di Roma. E' quanto emerge dal bollettino medico di oggi. Il prossimo bollettino sarà diramato dall'ufficio stampa della ASL Roma 1 tra 24 ore.

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