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Non c'è pace per la Sanità calabrese: Eugenio Gaudio, il nuovo commissario è indagato all’università di Catania

L'ex Rettore della Sapienza ha ricevuto dalla Procura di Catania un avviso di conclusione delle indagini preliminari con l’accusa di concorso in turbativa per un concorso universitario

Claudio Cordovadi Claudio Cordova   
Non c'è pace per la Sanità calabrese: Eugenio Gaudio, il nuovo commissario è indagato all’università di Catania

Tra un’indagine e le accuse di sessismo, non sembra possa esserci una fine dignitosa sulla vicenda del commissario alla Sanità calabrese. Dopo le tragicomiche performance di Saverio Cotticelli e Giuseppe Zuccatelli, il Governo è dovuto correre ai ripari, pretendendo, sostanzialmente, le dimissioni di Zuccatelli. Se il primo, infatti, aveva candidamente ammesso ai microfoni di “Titolo V” di non sapere di essere il responsabile della redazione del piano anti-Covid, il secondo, uomo vicinissimo al ministro Roberto Speranza e al segretario di Leu, Pier Luigi Bersani, era finito nella bufera per le sue posizioni “no mask”.

Giorni di grande incertezza, in cui i calabresi hanno sperato di vedere giungere in Calabria il fondatore di Emergency, Gino Strada, peraltro contattato dallo stesso premier Giuseppe Conte. “Non ho ricevuto alcuna proposta formale” aveva scritto sui social Strada, confermando l’interlocuzione col Governo e la volontà di lavorare in Calabria, ma solo con reali prospettive di cambiamento.

Il Governo ha infine deciso, nominando, invece, l’ex Rettore de La Sapienza, Eugenio Gaudio, che da pochi giorni ha finito la sua esperienza, con l’elezione della professoressa Antonella Polimeni, peraltro di origini reggine. Un profilo, sulla carta, di rilievo, che ha già accolto diversi endorsement. Strada, a quanto si apprende, dovrebbe avere un ruolo di consulente, dedicato proprio all’emergenza Covid. Ma, come detto, non poteva filare tutto liscio.

E infatti emerge che l’ex Rettore Gaudio, cosentino di nascita, sarebbe tuttora indagato dalla Procura di Catania per alcuni concorsi che sarebbero stati truccati. Oltre 60 le persone coinvolte nell’inchiesta del procuratore Carmelo Zuccaro. Nella scorsa estate, Gaudio avrebbe ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di concorso in turbativa. Ad attirare l’attenzione della Procura, con l’indagine “Università bandita”, emersa nel 2019, il bando che ha assegnato un posto in ateneo alla figlia dell'ex procuratore D'Agata: “Non faccio parte di alcuna rete e sono certo che la magistratura vaglierà tutte le posizioni nel modo migliore, compresa la mia" diceva nel luglio 2019 a La Repubblica, ribadendo la propria linea, che si sarebbe orientata sempre verso la meritocrazia. Gaudio ha ricevuto dalla Procura di Catania un avviso di conclusione delle indagini preliminari con l’accusa di concorso in turbativa per un concorso universitario in cui sarebbe stata favorita proprio Velia D’Agata.

Nel provvedimento si legge “al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente, con collusioni consistite nell'individuare preventivamente il destinatario di una chiamata per docente di prima fascia (allontanando altresì uno dei possibili concorrenti) ed indirizzando la scelta del Consiglio di Dipartimento sui criteri da adottare per il riconoscimento dei punteggi ai fini dell’individuazione del settore scientifico nel quale effettuare la chiamata (stabiliti in modo da garantire una posizione utile in graduatoria al settore Anatomia umana –BIO/16 e di conseguenza alla prof.ssa associata Velia D’Agata) e sulla procedura da seguire per la selezione (indicata in quella previste dall'art. 24 legge 240110 in luogo di quella previste dall'art. 18 della stessa legge 240110) - turbavano il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando per un posto di professore di prima fascia presso l'UNICT - Dipartimento di Scienze Biomediche e Tecnologiche nelle parti riservate all’individuazione del settore disciplinare e alla procedura prevista per lo svolgimento della selezione (condotta commessa anche in violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione della legge 240/10 che riserva al Consiglio di Dipartimento la chiamata di professori di prima e seconda fascia e con la quale arrecavano un ingiusto vantaggio patrimoniale alla D'AGATA)”.

Nello specifico, stando all’indagine del procuratore Carmelo Zuccaro, Filippo Drago (per cui la Procura procede separatamente), “nella qualità di Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Tecnologiche, ricopriva la qualità di concorrente materiale e morale. Invero - dopo aver individuato D'Agata Velia, professore associato nel settore Anatomia, come necessaria beneficiaria di un procedura per la selezione di un docente di prima fascia -promuoveva la modifica dei criteri dipartimentali per le graduatorie tra i settori scientifici disciplinari destinatari di una chiamata (valorizzando l'anzianità di abilitazione); indirizzava poi la procedura di selezione verso l'art. 24 L. 240/10 dopo aver verificato la difficoltà nel comporre una commissione esaminatrice compiacente in caso di procedura aperta ex art. 18 L. 240/10; Francesco Basile (anche per costui si procede separatament), nella qualità di Rettore dell'UNICT, ricopriva la qualità di concorrente morale. In particolare -dopo aver ricevuto più volte Drago, D'Agata (in un'occasione anche accompagnata dal padre Vincenzo D'Agata) e Sergio Castorina (uno degli altri papabili) -promuoveva il raggiungimento di un accordo tra gli stessi Castorina e D'Agata  (entrambi interessati a concorrere per l'ordinariato nel settore Anatomia nel Dipartimento di Scienze Biomediche e Tecnologiche) indirizzando poi la procedura riservata a D'Agata verso l'art. 24 L. 240/10”.

Eugenio Gaudio, invece, nella qualità di Rettore dell'Università di Roma "La Sapienza" ricopriva la qualità di concorrente morale. “Nello specifico - interpellato su una sua disponibilità a partecipare come membro interno per un'eventuale commissione ex art. 18 - rappresentava la possibile presenza di candidati più titolari della D'Agata e indicava la proc dura ex art. 24 come quelle più sicura per garantire l'ordinariato alla D'Agata; D'Agata Velia nella qualità di professore associato nel settore A atomi a e D'Agata Vincenzo ricoprivano la qualità di concorrenti morali. Nello specifico la D'Agata richiedeva con insistenza (e, in un'occasione, alla presenza del pa re che rafforzava la richiesta interloquendo direttamente con il Rettore) al Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Tecnologiche e al Rettore ['adozione del bando per la selezione di un docente di prima fascia nel settore Anatomia con Ia procedura prevista dall'art. 24 L. 240/10”.

Fatti che sarebbero stati commessi tra il 25 febbraio 2017 e il 10 novembre 2017 (concorso concluso nel gennaio 2018). Fatti da cui Gaudio si è difeso con un interrogatorio ed è fiducioso (come ammesso anche dal suo legale, Alberto Caiazza) di ottenere un’archiviazione.

Sulla nomina di Gaudio è intervenuto anche il Collettivo cosentino Fem.In, le stesse donne che hanno portato alla ribalta il video in cui Zuccatelli affermava che “le mascherine non servono a un...”. Il Collettivo esprime anche accuse di sessismo nei confronti di Gaudio, che avrebbe partecipato come giudice al concorso "Miss Università 2015 – La Studentessa più bella e Sapiente degli Atenei Italiani” la cui vincitrice sarebbe stata premiata con coupon da spendere nella clinica specializzata in chirurgia estetica LaClinique, sponsor dell’evento: “Gaudio considera le donne ‘’pezzi di carne’’ e lo ha ampiamente dimostrato con questo concorso così squallido che si commenta da sé”

Claudio Cordovadi Claudio Cordova   

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