[La polemica] Sono 2400 e guadagnano 3 mila euro al giorno. L’esercito dei parcheggiatori abusivi che tiene in pugno una città

A Napoli è in azione un vero e proprio esercito di parcheggiatori, disseminati in tutta la città, operativi dall'alba fino a notte fonda, che dovrebbe essere fronteggiato da un numero di vigili urbani largamente inferiore, di fatto impossibilitato a controllare in modo massiccio tutte le aree di crisi. Si calcola che in una sera, un parcheggiatore abusivo nei dintorni di un sito di grande affluenza (come lo Stadio) può guadagnare fino a 3mila euro

Parcheggiatore abusivo in azione
Parcheggiatore abusivo in azione

A Napoli ci sono più parcheggiatori abusivi che vigili urbani. I primi, infatti, ammonterebbero a 2400 mentre la Polizia municipale conta 2236 unità di personale, compreso il comandante, 4 dirigenti e 14 funzionari. Gli agenti sono poco più di 1700 e nemmeno tutti per strada. Una sproporzione di forze in campo che dà il senso di una città dove, dentro circuiti di illegalità quotidiana, anche minima, ma diffusa, si nasconde un vero sistema di ammortizzazione sociale, capace di contenere il disagio e, soprattutto, di esercitare il vero controllo del territorio.

Il dossier

A dare i numeri è un dossier dei Verdi, di cui ha dato notizia oggi Luca Marconi, sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno. Le informazioni sono state raccolte attraverso una vera mappatura della città: sono state individuate oltre cento aree, sia giornaliere che notturne, sia a ridosso dei principali uffici pubblici sia di locali notturni, incrociando le informazioni con segnalazioni arrivate via mail e attraverso i social. Il corposo dossier è stato consegnato dai Verdi al Prefetto e al Questore di Napoli. A collaborare alla sua elaborazione anche una trasmissione radiofonica su Radio Marte, con lo speaker Gianni Simioli, che ha chiamato a raccolta gli ascoltatori, mettendo in rete anche le loro segnalazioni, con oltre 170 tra foto e video: vere e proprie schede che non lasciano spazio a dubbi.

Controllo militare

«Abbiamo indicato zone e volti di chi controlla intere aree in modo sistematico e militare – ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, a Luca Marconi del Corriere -, L’idea è partita quando abbiamo aperto la pagina “Io odio i parcheggiatori abusivi’ che solo nell’ultimo anno ha raccolto migliaia di testimonianze da parte di automobilisti e motociclisti stanchi di dover subire angherie. Abbiamo fatto una scrematura delle segnalazioni verificandole anche personalmente, convinti di poter offrire un contributo efficace all’azione delle forze dell’ordine indicando strade, metodi di lavoro e facce di chi controlla la sosta abusiva».

Un vero esercito

Resta, però, il dato iniziale. Un vero e proprio esercito di parcheggiatori, disseminati in tutta la città, operativi dall'alba fino a notte fonda, che dovrebbe essere fronteggiato da un numero di vigili urbani largamente inferiore, di fatto impossibilitato a controllare in modo massiccio tutte le aree di crisi.  «Sono una marea – dichiara ancora Borrelli al Corriere del Mezzogiorno -, diciamo più di un centinaio di macro aree per le dieci Municipalità, ulteriormente suddivise per teatri, facoltà, cinema, by night e per fasce orarie. Solo a Napoli sono attivi su tre turni, eliminando solo l’intervallo 5-8 del mattino. Nel centro storico i primi due turni lavorano con le università e gli uffici e qui si lavora tutta la settimana continuando col by night».

Un dato visibile

Il dominio dei parcheggiatori abusivi sulla città, dimostrato oggi con una indagine capillare, è in realtà un dato visibile ed evidente, che crea non pochi problemi anche di ordine pubblico. Si calcola che in una sera, un parcheggiatore abusivo nei dintorni di un sito di grande affluenza (come lo Stadio) può guadagnare fino a 3mila euro. Fanno loro le tariffe – da due fino a cinque euro -, occupano marciapiedi e intere piazze. In molti casi l'automobilista storce la bocca e accetta quella sorta di ricatto. In altri casi, addirittura collabora: i parcheggiatori si fanno perfino lasciare le chiavi, raccolgono prenotazioni, in un vero rapporto fiduciario con gli automobilisti, che non sempre sono vittime, quindi, ma trovano, dentro quel rapporto informale, addirittura un vantaggio pratico. E non sfuggono neppure i paradossi: parcheggiatori abusivi e aree di sosta selvaggia anche a poche centinaia di metri dalla Questura, per esempio, o dagli uffici comunali. Impossibile non vederli, forse impossibile intervenire per davvero.

Come reprimere?

Il tema degli strumenti repressivi più efficaci, infatti, agita da tempo il dibattito. Come combattere il fenomeno? Che fare? Certamente con il controllo del territorio. Ma, vista la sproporzione delle forze in campo, ci si interroga anche sulla reale efficacia dei mezzi normativi a disposizione: a un parcheggiatore colto sul fatto si commina, per lo più, un verbale, che arriva fino a 800-1000 euro. Ma chi li paga? Un parcheggiatore abusivo del quartiere Montecalvario ne ha collezionati ben 277, ognuno dell'importo di 700 euro. Una cifra enorme, mai pagata, perché il soggetto ovviamente è nullatenente e non rischia in nessun modo dall'emissione di cartelle esattoriali. In linea di massima, i parcheggiatori sono tutti in questa condizione, quindi inattaccabili.

Il Daspo mancato

Con la legge Minniti, è arrivata anche la possibilità di emettere una sorta di divieto simile a quello del Daspo per lo sport:  se l'abusivo “opera” vicino a una stazione, o all'aeroporto, o un sito sensibile, e viene fermato per due volte nel giro di 48 ore, può essere colpito da provvedimento di allontanamento dalla zona fino a sei mesi. Ma sono partiti solo una quarantina di provvedimenti di questo tipo: un numero ridicolo rispetto alla grande questione. In qualche caso, solo situazioni estreme, si è arrivati all'arresto per estorsione. Ma si parla di episodi gravi e circoscritti, con minacce e azioni: il più delle volte la cosa si risolve in modo più pacifico. Un piccolo business che si consuma sotto gli occhi di tutti, nel silenzio generale, dentro una idea di illegalità che si fa regola di vita e quindi diventa perfino normale. Di più, un lavoro in una città dove non ce n'è.