Erika rischia di morire per la follia a piazza San Carlo. Kelvin migliora: "Quando posso giocare al calcio?"

La folla ha schiacciato la donna contro un muro, causandole un trauma toracico. Le prime parole del piccolo al padre: ""Dove sono? Cos'è successo?"

Erika rischia di morire per la follia a piazza San Carlo. Kelvin migliora: 'Quando posso giocare al calcio?'
TiscaliNews

Restano gravissime le condizioni di Erika Pioletti, la 38enne di Domodossola rimasta coinvolta negli incidenti di piazza San Carlo. “Purtroppo - commentano angosciati i suoi famigliari - non abbiamo buone notizie”. Il compagno e tutti i cari che in questo momento le stanno accanto, stanno vivendo momenti di speranza che si alternano a rapide disillusioni. Migliorano ancora invece le condizioni del piccolo Kelvin, il bimbo di 7 anni ricoverato al Regina Margherita di Torino per le ferite riportate.

Kelvin : "Dove sono?"

"Dove sono? Cos'è successo? Quando posso tornare a giocare a calcio?". Queste le sue prime parole dette al padre. Il piccolo sta meglio e oggi sarà trasferito dalla Rianimazione in un reparto di degenza. "Per ora preferiamo non dirgli nulla di quanto è accaduto, perché quando ricorda scoppia a piangere", racconta il padre Quinguang Liu, che ringrazia tutti coloro che si sono adoperati per salvare il figlio.

I medici non riescono infatti a svegliarla dal coma

La donna respira grazie ad una macchina e, fino a martedì, era tenuta in ipotermia. Gli stessi medici temono possa aver subito gravi danni neurologici. Mamma Anna e papà Giulio, residenti a Beura Cardezza, piccolo centro nel Verbano, sono scesi a Torino e le stanno sempre accanto, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Giovanni Bosco. Per colpa di una follia, si legge sulle pagine di La Repubblica, la vita di un’intera famiglia è stata stravolta. E, ironia della sorta, Erika non è neppure tifosa. "Non è appassionata di calcio - racconta il padre della 38enne - era in piazza San Carlo per accontentare il suo compagno, che è tifoso della Juventus. E’ andata in piazza San Carlo solo per trascorrere una serata diversa con lui”, finito con l’esser travolto dalla folla: “ma non ha riportato ferite gravi".

Ora, comunque sia, non resta che attendere

"I medici ci hanno detto che solo tra una decina di giorni scioglieranno la prognosi - aggiunge lo Giulio -, solo allora conosceremo le sue reali condizioni". La folla l’ha schiacciata contro un muro, causandole un tramuta toracico talmente violento da fermarle il cuore. I medici l’hanno rianimata per 40 minuti. Appena il battito è tornato è stata trasportata in ospedale. Ora è in coma farmacologico, è intubata e la prognosi resta riservata. Erika, che vive a Domodossola da pochi anni, lavora come impiegata in uno studio di commercialisti.

La visita del ministro Minniti

Il ministro dell'Interno Marco Minniti, nel frattempo, è andato all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino  per sincerarsi personalmente delle condizioni di Erika. I medici, in presenza della mamma della 38enne, hanno fatto sapere di aver sospeso, per un brevissimo tempo, i sedativi. L’organismo di Erika è andato immediatamente in sofferenza e si è dovuto procedere con il ripristino del coma farmacologico. Un secondo tentativo è stato effettuato poche ore dopo la visita del ministro, ma in questo caso l’obiettivo era quello di eseguire un elettroencefalogramma che ha restituito un risultato alterato. Oggi la donna verrà sottoposta ad una risonanza magnetica che servirà a comprendere il quadro clinico completo. Ora, sospira papà Giulio, “possiamo soltanto aspettare e sperare”.