[La storia] Da eroi a beffati, ecco quanto devono restituire i vigili del fuoco allo Stato. La protesta del sindacato

Tutto è nato da “verifiche straordinarie” effettuate durante le elaborazioni connesse al rinnovo contrattuale per il triennio 2016-2018. In quell’occasione “sono state riscontrate partite sulle quali risultano corrisposti importi a titolo di assegno ad personam non dovuti in quanto oggetto di riassorbimento in relazione alle progressioni di carriera conseguite dai dipendenti interessati”

[La storia] Da eroi a beffati, ecco quanto devono restituire i vigili del fuoco allo Stato. La protesta del sindacato

Vigili del fuoco, da eroi a beffati. C’è una comunicazione molto “riservata” e che invece gira come una trottola impazzita tra i preoccupatissimi vigili del fuoco. Perché, benché l’argent vada e venga, quando va, soprattutto inaspettatamente, preoccupa. Questa volta la richiesta proviene del ministero dell’Interno (direzione centrale per le risorse finanziarie), che ha comunicato al ministero dell’Economia, al dipartimento della Ragioneria Generale e alle ragionerie territoriali dello Stato che da circa 10 anni c’è un errore nella busta paga dei pompieri. L’oggetto del contendere è ‘l’assegno personale pensionabile riassorbibile’ di 34 euro registrato nelle competenze ma che forse doveva essere registrato nelle ritenute. Ora, per esempio, un vice ispettore capo reparto dei vigili dovrebbe restituire allo stato circa quattro mila euro. Nelle sfere più alte c’è chi deve restituire 10 mila euro. Tuttavia, “qualora la signoria vostra non si trovasse nella possibilità di effettuare il pagamento in un'unica soluzione” entro trenta giorni può chiedere di pagare a rate. Lo stesso ente avvisa che il provvedimento può essere impugnato davanti “al giudice ordinario in funzione del giudice del lavoro”.  Ovvio, pochi vigili vogliono pagare per un errore che non hanno commesso.

Il rinnovo contrattuale

Il coordinatore nazionale dell’Unione Sindacale di base (Usb) dei vigili del fuoco Costantino Saporito

Com’è venuta a galla questa storia? Tutto è nato da “verifiche straordinarie” effettuate durante le elaborazioni connesse al rinnovo contrattuale per il triennio 2016-2018. In quell’occasione “sono state riscontrate partite sulle quali risultano corrisposti importi a titolo di assegno ad personam non dovuti in quanto oggetto di riassorbimento in relazione alle progressioni di carriera conseguite dai dipendenti interessati”. Insomma, se da una parte si dà dall’altra si toglie. Sembra il gioco delle tre carte, dove la parte più debole è sempre soccombente. Così a partire dallo scorso giugno l’emolumento è stato cancellato. Saranno sottoposti allo stesso trattamento anche i dipendenti che stanno già percependo la pensione. C’è anche del buffo in questa costosa vicenda. “L’amministrazione – ha spiegato a tiscali.it il coordinatore nazionale dell’Unione Sindacale di base (Usb) dei vigili del fuoco Costantino Saporito – non sa nemmeno a che cosa si riferisce questa voce”. E c’è anche qualche caso di fuggi fuggi fra chi avrebbe dovuto sorvegliare, “infatti - spiega sempre il sindacalista – i vigili hanno ricevuto la lettera del ministero senza che i comandi abbiano mai avvisato i loro sottoposti”.

La marchetta elettorale

Un contratto, quello dei vigili del fuoco, che è iniziato male e finito in beffa con questo recupero crediti. “Siamo una categoria che non ha l'INAIL, che si paga il ticket di tasca quando si infortuna, che non ha nessun riconoscimento pensionistico, siamo senza carriera e da oggi possiamo sentirci ulteriormente beffati da un contratto con cartella esattoriale incluso nel pacchetto. Il contratto fu firmato con il vecchio governo, una vera marchetta elettorale a cui soltanto USB ha saputo dire no”, commenta Saporito. Il presunto governo del fare aveva promesso di riprendere in mano tutta la vertenza vigili. Parole, nient’altro che parole. “Noi vigili del fuoco siamo il fanalino di coda dello Stato quando si parla di stipendi e diritti, ma siamo i primi a rispondere se ci chiamano per una calamità. Il Paese ha bisogno dei Vigili del Fuoco e noi abbiamo bisogno di attenzione e rispetto”. Nel caso specifico nessuno dei lavoratori coinvolti poteva sapere che questo emolumento non spettasse: “E facile per il dottor Fabio Italia (il direttore centrale del ministero dell’Interno ndr) dire che bisogna restituire il dovuto. Chissà se lo stesso varrebbe per chi i soldi ai vigili del fuoco non li vuole dare. Terremoto Ischia e Crollo del ponte Morandi docet”, conclude il sindacalista dell’Usb.