"Mia madre è in pericolo di vita": Lady Golpe che sedusse e fece paura all'Italia combatte l'anoressia

Nel 1993 Donatella Di Rosa diventò per una breve stagione una sorta di dark lady al centro di una cospirazione. Era tutto un bluff a scopo estorsivo. Che le sta costando carissimo

Di Rosa durante un'apparizione tv e, a destra, al tempo del presunto golpe
Di Rosa durante un'apparizione tv e, a destra, al tempo del presunto golpe
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Fisico minuto e formoso, capelli di un castano acceso fino al rosso, grandi occhi azzurri. Ventisei anni fa Donatella Di Rosa finì al centro della presunta trama di un tentativo di colpo di Stato che si rivelò solo l'imbroglio orchestrato per estorcere soldi sotto ricatto. Andò a finire male e lei, anno di grazia 1993, per un po' ebbe addosso gli occhi, le telecamere, gli obiettivi e i titoloni di tutti. Oggi ha 60 anni e vive una realtà drammatica. Una grave forma di depressione è sfociata nell'anoressia, e il referto medico dello scorso 27 novembre parla di un peso pari a 37 chili e uno stato di salute drammatico che si aggrava perché il regime di detenzione domiciliare a cui la Di Rosa è sottoposta non le permette di essere ricoverata in un centro specializzato per essere aiutata a rimettersi in forma fisica e psicologica. Il figlio che non l'ha mai abbandonata, perfino mentre era travolta dai suoi stessi errori, continua a dare l'allarme sul pericolo per la vita della madre.

Quel golpe che fece spavento e si rivelò un bluff

Era l'ottobre del 1993 quando Donatella Di Rosa volle fare dichiarazione pubblica di come a lei e a suo marito, l'allora colonnello della Folgore Aldo Michittu, era capitato di partecipare a riunioni per la preparazione di un colpo di Stato, durante le quali si parlava anche di un traffico d'armi che avrebbe coinvolto alti esponenti dell'Esercito. A queste riunoni, a dire della Di Rosa, avrebbe partecipato anche Gianni Nardi, esponente del terrorismo nero. Tanto bastò a far aprire indagini che ebbero enorme risonanza, tanto più che Michittu era stato l'accompagnatore della madre di Nardi. Ma quest'ultimo era morto nel 1976, la riesumazione del cadavere restituì in realtà un loculo vuoto ma, come spiegarono i familiari dell'ex membro delle Squadre d'azione Mussolini, il corpo si trovava effettivamente in Spagna. Nell'inchiesta rimase coinvolto, tra gli altri, anche il generale Franco Monticone, all'epoca comandante della Folgore, che risultò essere l'amante della Di Rosa a cui lei e il marito avevano chiesto 800 milioni di lire. "Volevamo solo i suoi soldi" ammise la Di Rosa quando le indagini scoperchiarono il bluff. Ma il danno era fatto: l'allora ministro della Difesa, Fabio Fabbri, chiese le dimissioni del generale di corpo d'armata Biagio Rizzo, le dimissioni le dovette dare Goffredo Canino, capo di Stato maggiore dell'Esercito. Fu un terremoto, e le macerie finirono per schiacciare la stessa Di Rosa. Condannata col marito Michittu a due anni e otto mesi per calunnia (ai danni di Monticone) e a risarcire con 800 milioni di lire (proprio il tanto che aveva chiesto al generale suo amante) le parti civili. Ad aggravare la situazione arrivò la latitanza della Di Rosa, interrotta solo dal controllo dei Carabinieri a casa del figlio, appartamento del quartiere Trionfale di Roma, dove quasi per caso trovarono la ex Lady Golpe in fuga. 

Sex symbol effimero

Nel periodo in cui l'Italia restava affascinata e spaventata da, Donatella Di Rosa, con un passato da modella, aveva tentato una effimera carriera nello spettacolo, comparendo su Playmen e in altri servizi sexy, posando senza veli insieme a Marina Ripa di Meana o eseguendo degli striptease a dire il vero piuttosto innocenti in televisione. Fu per un breve periodo il personaggio sexy e "maledetto" che riempiva le copertine dei settimanali scandalistici. Raggiunta nel mentre da un'ulteriore condanna per l'emissione di un assegno a vuoto nel 2011, a causa della latitanza Donatella Di Rosa ha cominciato a scontare la pena di 4 anni e 4 mesi totali solo nel 2015, quando i militari la trovarono a casa del figlio Daniele che è preoccupato per le condizioni della madre: "Ha scontato tre anni e otto mesi ma ora è malata e si è aggravata". I referti medici non convincono il magistrato del Tribunale di Sorveglianza, il legale della ex Lady Golpe, Luca Di Caro si dice pronto a presentare istanza di grazia e di revisione del processo. Il Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, annuncia che si occuperà del caso. Donatella Di Rosa, travolta dai suoi errori, non ha mai avuto i soldi che avrebbe desiderato, oggi è pelle ed ossa e chiede solo di potersi curare per poi essere affidata in prova ai servizi sociali per fare volontariato.