La testimone: "Il giorno prima avevano già provato a stuprare Desirée. Era un ragazzo italiano"

Antonella ha raccontato agli inquirenti di aver raccolto le confidenze della 16enne di Cisterna di Latina nelle ultime 48ore della sua vita

Desirèe Mariottini
Desirèe Mariottini
TiscaliNews

Il giorno prima di morire dopo esser stata drogata e abusata in un palazzo abbandonato in via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo di Roma,, Desirée Mariottini potrebbe aver subito un altro tentativo di violenza sessuale. A raccontare questa circostanza è Antonella, 20enne sudafricana. La donna ha raccontato di essere un’amica della 16enne e che la sera prima che venisse uccisa le avrebbe confidato che un uomo aveva cercato di stuprarla

Una trappola per Desirèe

Secondo la testimonianza di Antonella riportata da 'Il Corriere della Sera', Desirée sarebbe stata attirata in una trappola, così come aveva già ipotizzato il padre . “Lì nel covo di via dei Lucani avevano organizzato tutto. C'era un africano che secondo me ha pianificato tutto”, ha rivelato la sudamericana agli agenti della Squadra Mobile aggiungendo che una delle donne presenti mentre la sedicenne stava morendo per il cocktail letale di farmaci e stupefacenti, si sarebbe lasciata convincere dal branco a non chiamare l'ambulanza, “in cambio di alcuni tiri”.

Avevano già provato a stuprarla

"Il 18 ottobre verso le 11.40 ho ricevuto una telefonata da Desirée nella quale mi chiedeva di andare in via dei Lucani perché aveva passato la notte presso un ragazzo, di cui non mi raccontava nulla, che aveva avuto intenzione di stuprarla", ha rivelato la donna. Sentita dal Fatto Antonella ha aggiunto poi un particolare: "Quella sera non sapeva dove andare a dormire e si è fatta ospitare da un ragazzo italiano". Insomma, Desirèe cercava ospitalità e non rapporti sessuali. Desirée, stando al suo racconto, sarebbe stata in lacrime e alla disperata ricerca di eroina e lei, impietosita, le avrebbe dato 10 euro.

Le confidenze

“Da quel momento sono diventata il suo punto di riferimento ed ha cominciato a parlare con me, aprendosi e raccontandomi cose della sua vita, anche familiare. Mi ha detto che era preoccupata di tornare a casa in quanto le avevano rubato il tablet e che la responsabile del furto era una ragazza di nome Muriel, che io conosco bene", ha spiegato la donna agli investigatori , che L’uomo con i capelli rasta.

La droga

Antonella avrebbe incontrato Desirée anche il giorno successivo, infatti, scrive ancora 'Il Corriere', avrebbe raggiunto la 16enne intorno alle 12 e insieme sarebbero andate in cerca di droga. "C'era un africano che secondo me ha pianificato tutto - ha raccontato la donna - aveva i capelli rasta con dread piccoli e una felpa gialla. Cucinava cocaina e Desirée cercava di fare un tiro. Lui le diceva di no e cercava di toccarle una spalla o una coscia come se ci stesse a provà. Lei lo scansava ma ho avuto l'impressione che potessero accordarsi".

La bottiglia

Antonella, stando ancora al suo racconto, sarebbe tornata dopo qualche ora e avrebbe trovato Desirée all'interno del palazzo abbandonato in compagnia anche di un altro ragazzo africano: "Una persona di m..., un viscido, un animale che si approfitta di tutte le ragazze, poiché chiede prestazioni sessuali in cambio di cocaina che, dopo il rapporto, non cede". "I due africani la incitavano a bere vino da una bottiglia solo per lei - ha aggiunto Antonella, sostenendo che "c'era anche Muriel, con la quale Desirée ha una discussione sul tablet rubato, cosa a cui credo perché l'avevo visto nello zaino di Muriel, che diceva di aver 'svoltato' grazie a quel furto".

Troppi uomini nella stanza

La testimone infine ha sostenuto di aver invitato Desirée ad andare via di lì "perché si stava creando una situazione strana, con troppi uomini nella stanza, mentre quello con i dread continuava a offrirle droga gratis. Un piano studiato nei dettagli: sedare e drogare Desirée per poterla stuprare, come era probabilmente successo in passato ad altre ragazze. Una cosa mai vista. Desirée mi rispose 'levati', perché voleva restare lì".

Le indagini

Intanto, le indagini sulla morte della 16enne vanno avanti e gli avvocati dei tre uomini arrestati a Roma per la sua morte hanno presentato istanza al tribunale del Riesame per chiedere la revoca o la sostituzione delle misure cautelari. Mamadou Gara di 27 anni, il 43enne Brian Minteh e Chima Alinno, 46 anni, sono accusati di omicidio, violenza sessuale e cessione di stupefacenti. Stesse accuse per Yusif Salia, il ghanese che si trova detenuto a Foggia e per il quale la Procura dovrà rinnovare la richiesta al gip di misura cautelare.

Mancanza di pietà

Per il procuratore aggiunto Maria Monteleone e per il pm Stefano Pizza, i quattro componenti del avevano pianificato ogni cosa. “Si sono mossi come predatori a caccia di vittime indifese come Desirée scrivono i pm nell'integrazione alla richiesta di convalida del fermo avendole somministrato droga, metadone e psicofarmaci per stordirla ed avendola quindi abusata sessualmente, fino a farla morire dopo ore ed ore di agonia”.. Gli inquirenti sottolineano che “il fatto che non abbiano avuto remore a lasciare morire la giovane in quei luoghi abbandonati è indicativo di mancanza di pietà e di disprezzo per la vita".