L'addio laico a Dario Fo, il figlio Jacopo: "Non piegò la testa". Anche Grillo e i vertici del M5S ai funerali

L'ultimo saluto sulle note di "Bella ciao", sul sagrato del duomo di Milano migliaia di persone. Petrini: "Nella sua vita arte e politica inscindibili"

TiscaliNews

Grazie compagni, grazie: commosso e con il pugno chiuso, Jacopo Fo ha salutato così al termine del suo intervento le migliaia di persone arrivate in piazza Duomo a Milano per l'ultimo saluto al padre, Dario Fo. Premio Nobel per la letteratura, attore, autore, scrittore e poeta, Dario Fo è morto all'età di novant'anni, appena tre anni dopo la morte della compagna di vita artistica e privata, Franca Rame. 

A tenere l'orazione funebre per il premio Nobel è stato Carlin Petrini, amico fraterno di Dario Fo. In questa giornata "che celebriamo é meglio essere generosi che avari. Noi stapperemo le bottiglie, canteremo, balleremo, faremo l'amore, ritroveremo la gioia straordinaria di chiamarci compagni e compagne non solo perché condividiamo il pane, ma anche la gioia, la fraternità e questo nostro amore reciproco, senza cattiverie". Così il fondatore di Slow Food."Oggi celebriamo il più grande tra di noi, che aveva la capacità di dileggiare i potenti con uno sberleffo. Allegri bisogna stare perché troppo piangere non rende onore ai nostri amici e perché celebriamo la vita". Petrini ha sottolienato come nella sua vita arte e politica siano state inscindibili. 

Subito dopo, ha preso la parola Jacopo Fo, che ricordando l'insegnamento del padre, ha detto che "può succedere che la gente senza potere, che non ha nulla da perdere, il potere possa prenderlo. Nonostante quello che hanno fatto loro - ha ricordato - mio padre e mia madre non hanno mai piegato la testa. In scena c'era la loro vita, non era la semplice capacità istrionica. La gente amava Dario e Franca per questo, non perché erano bravi attori, ma perché hanno visto qualcuno che c'era veramente. Noi - ha detto ancora - siamo comunisti e atei però mio padre non ha mai smesso di parlare con mia madre e chiederle consiglio. Siamo anche un po' animisti, perché non è possibile morire veramente. Sono sicuro che adesso sono insieme e si fanno delle gran risate" . Jacopo Fo ha concluso il suo intervento in ricordo del padre Dario a pungo chiuso e dicendo: "Grazie compagni, grazie".

Sul sagrato del Duomo di Milano tutto il vertice del M5S: con Beppe Grillo e Luigi Di Maio, si sono visti anche Davide Casaleggio e Alessandro Di Battista, oltre alle sindache di Roma e Torino, Virginia Raggi e Chiara Appendino. "Ora - ha detto Grillo al termine della cerimonia - facciamo un po' di silenzio su Dario". Era presente anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Il corteo funebre si è snodato sotto la pioggia dal Piccolo teatro a piazza del Duomodove c'erano alcune migliaia di persone per l'ultimo saluto in una cerimonia laica. Prima che cominciasse la cerimonia, alcune persone, tra il pubblico hanno cominciato a scandire "Dario, Dario". Le grida hanno preso corpo ed sono state seguite da applausi delle migliaia di persone presenti. In piazza Duomo, intanto, dagli altoparlanti è partita una delle canzoni di Fo, 'Stringimi forte i polsi'. A Milano oggi è lutto cittadino con le bandiere delle pubbliche istituzioni a mezz'asta. La cerimonia si è chiusa sulle note di "O bella ciao".