Da Casimirri a Pessina, i 'Masterchef' ex terroristi all'estero

Da Casimirri a Pessina, i 'Masterchef' ex terroristi all'estero
di Adnkronos

Roma, 15 gen. (AdnKronos) (di Antonio Atte) - di Antonio Atte A Managua, capitale della Repubblica del Nicaragua, c'è un ristorante dove a detta di molti clienti si mangia dell'ottimo pesce. Si chiama 'Gastronomia El Buzo' ('Il Sub', in italiano) e il proprietario, Alessio, è uno degli chef più apprezzati della città. Tant'è vero che il locale si è guadagnato il primo posto nella classifica su Trip Advisor dei ristoranti più quotati di Managua. Il caso vuole che però che Alessio porti di cognome Casimirri. Quel Casimirri membro del commando delle Brigate Rosse che partecipò all'agguato di Via Fani, dove Aldo Moro fu rapito e gli uomini della sua scorta massacrati.Se la latitanza dell'ex membro dei Pac Cesare Battisti si è conclusa in Bolivia, a Santa Cruz de la Sierra, il 12 gennaio dopo un lungo peregrinare, il 'buen retiro' di Casimirri prosegue, tra un fritto misto e un filetto di pesce, lontano dalla giustizia italiana che lo vuole all'ergastolo.E basta leggere alcune delle recensioni postate su Trip Advisor dai clienti più affezionati (molti gli italiani) per capire che se la carriera criminale del brigatista è un ricordo del passato, quella culinaria è una gustosa realtà del presente. "Volevo ringraziare don Alessio per la bellissima serata e l'esperienza culinaria che ci ha regalato ieri sera nel suo ristorante. Veramente una esperienza che consiglio a chiunque capiti a Managua. Fantastica la sinfonia di carpaccio, veramente una delizia", scrive estasiata Fulvia, assegnando quattro stelle su cinque al locale di 'don Alessio'.La donna è in buona compagnia, perché su quasi 600 recensioni per 'El Buzo' quelle 'eccellenti' sono l'84%, mentre il 9% dice 'molto buono'. Poche le bocciature: l'1% dei recensori dice 'scarso', il 2% 'pessimo'. Per Edoardo "mangiare alla Gastronomia El Buzo è sempre una scoperta di sapori nuovi. Oggi - racconta - l'amico e proprietario Alessio ci ha proposto una fantasia di carpacci unica, 6 portate di varie qualità di pesce differenti". Ma non finisce qui il peana culinario: "Siamo poi passati ad una serie di 4 piatti a base di calamari, gamberoni e polpo. Qualsiasi parola non riuscirebbe a descrive la squisita bontà che ogni piatto ci ha regalato. Infine due assaggi di dolce squisiti". Cinque stelle su cinque.Tante quanto quelle appuntate da Paolo sulla bacheca virtuale del ristorante: "Come tutti i bravi condottieri, Alessio continua a navigare in acque tormentate, non tutti infatti capiscono la vera alta cucina, con grande capacità e maestria. Esagerato il numero di piatti proposti, anche se io prediligo sempre il mix di crudo sapientemente abbinato ai prodotti dell'orto ubicato dietro il ristorante stesso".Non mancano le stilettate irriverenti. Marta per esempio scrive: "Piatti stupendi preparati da un ex brigatista italiano mai passato dalle carceri grazie a protezioni in alto loco. Una esperienza unica!". "L'ex brigatista, ora cuoco, ci ha accolto con 'quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così che hanno i reduci dagli anni di piombo... niente da dire. Una cena davvero particolare", aggiunge l'utente. Bisogna cambiare Paese e spostarsi in Brasile per provare la cucina di Luciano Pessina, considerato un esponente di punta di Prima Linea, condannato a 12 anni e 4 mesi per reati che, tra gli altri, comprendono rapina, furto e detenzione illegale di armi. "I miei reati sono stati prescritti. L'Italia chiese la mia estradizione ma il Brasile l'ha negata e la cosa è finita lì", dice Pessina all'Adnkronos.A Rio de Janeiro Pessina ha preferito il mestolo al mitra. Oltre 20 anni fa ha aperto un ristorante, 'Osteria dell'angolo' (posizione numero 844 su Trip Advisor su 13.188 ristoranti a Rio), che ha chiuso i battenti l'anno scorso. Su Trip Advisor è ancora possibile leggere le recensioni di alcuni utenti, come quella di Flavio. "La cena - commenta - è stata eccellente: abbiamo mangiato i sempre speciali antipasti e due portate a testa con pesce che si sentiva essere freschissimo, il tutto accompagnato con del buon vino italiano importato direttamente dall'osteria. L'unica cosa che non ha riservato sorprese è stato il conto, sempre ottimo il rapporto qualità prezzo. Ci torneremo".Pessina è rimasto nel campo della ristorazione. Da poco ha avviato una nuova attività, 'Pasta&Vino', a Copacabana. "E' un piccolo negozio dove vendo pasta fresca fatta in casa, lasagne, ravioli, pasta di grano duro e vino". I prodotti? "Solo italiani. Abbiamo sempre mantenuto la tradizione, tenendo alti gli standard". L'obiettivo per il futuro, racconta Pessina all'Adnkronos, è "importare vino direttamente dall'Italia, ma per ora ci sono ostacoli burocratici che non lo consentono". Anche perché i brasiliani amano particolarmente il vino italiano. "Preferiscono il rosso", dice Pessina.