Quando il dolore incontra l’amore, Ilaria Cucchi: “L’altro regalo di Stefano è stato Fabio”

La donna ha raccontato alla giornalista Candida Morvillo quando e perché si è innamorata dell'avvocato Fabio Anselmo: "Al mio compagno dico che io e lui cambieremo il mondo". Del fratello dice: “Io non l'ho ancora lasciato andare"

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“Io non ho ancora lasciato andare mio fratello, non l’ho salutato. Lo farò quando avrò la verità. Sono ferma a quando, guardando il corpo martoriato all’obitorio di Roma, gli dico: è colpa mia, non ho saputo salvarti, ma ti prometto che andrò fino in fondo”, ha detto Ilaria Cucchi a Candida Morvillo, giornalista del Corriere. La sorella di Stefano Cucchi si sente responsabile della morte del fratello, un ragazzo difficile, un uomo che in una democrazia come la nostra avrebbe meritato un giudizio giusto e, se colpevole, una condanna giusta. Garantismo vuol dire tutelare le fondamentali libertà dei cittadini: nessuna norma del nostro diritto contempla una giustizia sommaria. “Abbiamo scritto una piccola pagina di storia. Abbiamo cambiato il corso di un processo dall’esito annunciato”, ha detto Ilaria. Con quel “abbiamo”, accomuna alla sua storia familiare anche quella di Fabio Anselmo, il legale che sta a suo fianco, anche come compagno di vita, da quando hanno cominciato spulciare le carte di un processo che si era subito rivelato in salita. 

I militari dell'Arma sotto accusa

Il procedimento è nella fase più delicata: otto carabinieri sono stati accusati di aver orchestrato il tentativo di insabbiamento della verità sulla morte del geometra. Una partita giocata "con le carte truccate", l'ha definita il sostituto procuratore Giovanni Musarò. Le richieste di giudizio da parte della Procura sono nei confronti, tra gli altri, del generale Alessandro Casarsa, all'epoca dei fatti capo del Gruppo Roma, e per il colonnello Lorenzo Sabatino, ex capo del nucleo operativo di Roma. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono falso, omessa denuncia, favoreggiamento e calunnia. Ad essere coinvolti nella catena di comando ci sarebbero anche altri sei imputati. Per l'accusa i depistaggi partirono da Casarsa, all'epoca numero uno del Gruppo della Capitale, e a cascata furono 'messi in atto' dagli altri secondo i vari ruoli di competenza. Per i pm alcuni degli indagati avrebbero attestato il falso in due annotazioni di servizio datate 26 ottobre 2009, sulle condizioni di salute di Cucchi, arrestato dai carabinieri di Roma Appia e portato nelle celle di Tor Sapienza, tra il 15 e il 16 ottobre del 2009. Per l’Arma, che si è costituta parte civile contro i suoi dipendenti, quasi una débâcle.

“Stefano Cucchi, la seconda verità”

Sul Nove andrà in onda “Stefano Cucchi, la seconda verità”. La trasmissione racconta “6 anni di processi sbagliati” più quelli del Cucchi Bis e Ter in cui per la prima volta, dice lei, “la giustizia non mi ha fatto sentire sola e mi ha dato una speranza per Stefano e per tutti gli ultimi”. Andare avanti è stato un atto di coraggio: ancora, nei commenti social in tanti continuano a offendere la memoria del geometra. “Io non ho ancora lasciato andare mio fratello, non l’ho salutato. Lo farò quando avrò la verità. Sono ferma a quando, guardando il corpo martoriato all’obitorio di Roma, gli dico: è colpa mia, non ho saputo salvarti, ma ti prometto che andrò fino in fondo”, ha detto Ilaria ad Angela Morvillo. La donna non si perdona di non aver capito che il fratello era in difficoltà (ma chi poteva immaginare quel che poi si è saputo nel corso delle indagini? ndr).  “Stefano stava morendo solo come un cane, pensando che l’avessimo abbandonato. Questo farò fatica a perdonarlo, se arriverà il giorno del perdono”, ripete quasi come un mantra la sorella di Stefano, che descriveva Ilaria come una donna tutta casa e famiglia (sposata a 26 anni, aveva avuto i figli a 28 e a 34 anni; mai preso una decisione da sola). Stefano, aveva capito che lei non era felice: “Era così sensibile da aver capito che la mia vita era perfetta solo all’apparenza”.

"Poi mi sono innamorata di Fabio"

Così lei dopo la morte di Stefano decide di separarsi dal marito e di accettare l’amore per Fabio Anselmo (“mi sono separata e l’altro regalo di Stefano è stato Fabio”).  “… Fabio ha chiesto di fare una domanda ai medici che l’avevano visitato vivo. Gliel’hanno negata. L’ho visto lanciare in aria la toga e urlare “io vengo da Ferrara tutte le settimane a spese di questa famiglia e voi non mi consentite di fare il mio lavoro”. In quell’istante, mi sono innamorata di lui”. Ilaria ora dice che la grande intuizione del legale è stata quella di fotografare il corpo e il viso tumefatto del povero Stefano: “Mi disse: la prima cosa è scattare foto al corpo. Io pensai: che strani questi avvocati del Nord, ci sarà l’autopsia e tutto andrà come deve andare. Invece, senza la foto del volto pesto, tutto si sarebbe fermato”. Le foto, una volta pubblicate, hanno destato scandalo. "Quando avrà dei colpevoli come si sentirà?" ha chiesto Morvillo: “So che comunque, avremo perso anni e serenità. Io non ho mai portato mia figlia a una festa. Però, ho anche insegnato ai figli molto di più di quanto avrebbe fatto la mamma perfettina che ero”.