Csm, il Plenum manda in pensione Piercamillo Davigo

Csm, il Plenum manda in pensione Piercamillo Davigo
di Askanews

Roma, 19 ott. (askanews) - Il consigliere togato del Csm, Piercamillo Davigo, da domani andrà in pensione e non potrà più continuare a far parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Lo ha deciso il Plenum del Csm che ha approvato a maggioranza (13 voti a favore, 6 contrari, 5 astenuti) una pratica della Commissione per la verifica dei titoli di Palazzo dei Marescialli sulla permanenza o meno al Csm dell'ex magistrato del pool Mani Pulite che oggi era assente.Il Plenum ha approvato la delibera - relatrice Loredana Miccichè (MI) - che stabilisce la "cessazione di Piercamillo Davigo dalla carica di membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura a seguito di collocamento a riposo per raggiunti limiti di età, a partire dal 20 ottobre 2020" quando "cesserà di fare parte dell'ordine giudiziario".Nel corso dell'audizione in Commissione, nei giorni scorsi, Davigo, a favore della sua permanenza al Csm, ha sottolineato come l'articolo 104 della Costituzione preveda "solamente che i componenti del Csm durano in carica 4 anni" e che, se per raggiunti limiti di età non si riesce a completare il quadriennio della consiliatura, allora non si dovrebbe nemmeno consentirne l'eleggibilità. Inoltre, Davigo ha messo in evidenza come la legge istitutiva del Csm non preveda fra le cause di cessazione il collocamento a riposo.A sostegno dell'uscita del leader di Autonomia e Indipendenza dal Csm è arrivato anche un parere dell'Avvocatura dello Stato, chiesto dalla Commissione, che ha rilevato come l'appartenere all'ordine giudiziario "costituisca condizione sempre essenziale ed imprescindibile" per l'esercizio dell'autogoverno. Non solo ma appare "scontato" che la perdita dello "status di magistrato", comportando il venir meno del presupposto stesso della partecipazione all'autogoverno, "è ostativa" alla prosecuzione dell'esercizio delle relative funzioni al Csm.Inoltre, l'Avvocatura ha anche messo in evidenza come la durata dei 4 anni, stabilita dall'art. 104 della Costituzione, non si riferisca ai singoli componenti ma all'organo nel suo complesso.