Il paradosso, il Corpo militare della Croce Rossa non esiste più ma dalle primissime ore è nei luoghi del terremoto

Stanno intervenendo con mezzi pesanti, ambulanze e ospedali da campo nei luoghi del sisma che questa notte ha colpito il centro della Penisola

di Luca Marco Comellini

Decine di ex militari che fino a pochi giorni fa hanno prestato servizio effettivo nel Corpo militare della Croce Rossa italiana, ausiliario delle forze armate, oggi sono a tutti gli effetti dipendenti civili in attesa del ricollocamento presso le altre amministrazioni dello Stato. Ma, nonostante tutto, stanno intervenendo con mezzi pesanti, ambulanze e ospedali da campo nei luoghi del sisma che questa notte ha colpito il centro della Penisola.

L’interrogativo

A che titolo intervengono questi uomini se il Corpo non c'è più? Il Corpo in questo frangente si sta avvalendo della competenza e della passione di 17mila riservisti e di 780 effettivi. Questa la situazione fino allo scorso 19 agosto quando a seguito di una disposizione del Presidente dell'Associazione, Francesco Rocca, tutto il personale militare effettivo è stato posto in congedo con effetto retroattivo a valere dal 21 luglio. Malgrado ciò, le unità operative di pronto impiego dalle prime luci dell'alba stanno coordinando l'invio di uomini e mezzi sui luoghi del disastro per prestare soccorsi.

Le unità operative

Il tenente colonnello in congedo De Felici, referente per la comunicazione del Corpo militare, ha spiegato che il personale sta intervenendo “come personale Croce rossa”. L’ex ufficiale ha anche precisato che gli ormai ex militari non indossano l'uniforme “quindi in borghese. Poi, al limite, metteremo le tute rosse dei volontari”. Il portavoce del Corpo militare - che attualmente non ha più personale in forza affettiva - ha confermato a Tiscali.it che in questa fase sono stati inviati nei luoghi del disastro i mezzi “militari” in dotazione al Corpo ma con personale ex militare in veste di “volontario”. Ha poi ribadito che quella attuale «non è una anomalia» e che si stanno seguendo solo «le disposizioni dettate dai vertici».

Il coordinamento

Con una nota diramata alle prime luci dell'alba l'Ente strumentale ha comunicato alla CRI che «il Presidente Nazionale dell'Associazione, Francesco Rocca, ha assunto tutti i poteri di coordinamento dell'Associazione – ivi compresi i Corpi ausiliari alle Forze Armate – per i servizi di pronto intervento fino al termine dello stato di emergenza nazionale» chiedendo a tutte le articolazioni dipendenti di attivarsi mettendo a disposizione dell'Associazione personale e mezzi per affrontare l'emergenza secondo le disposizioni che lo stesso Rocca riterrà di impartire. Questi ex militari che oggi stanno intervenendo come "volontari" del Corpo militare della Croce Rossa dal prossimo 1 settembre dovranno presentarsi nei loro nuovi posti di lavoro, presso le altre amministrazioni civili dello Stato.

Intanto su Facebook

Intanto sul social Facebook sono molti quelli, ex militari, che, mentre si apprestano a partire per dare il loro contributo nelle aree distrutte dal terremoto, chiedono lumi su quale sia la loro reale posizione giuridica e lavorativa e quali siano le garanzie assistenziali e previdenziali in caso di infortunio.

di Luca Marco Comellini