Crisanti: “L'Austria fa bene a non aprire all'Italia. Il virus a Vo' già da inizio gennaio”

L’esperto avverte: “Anche noi dovremmo stare attenti nei confronti degli Usa e del Sud America. E pure sui paesi europei bisognerebbe fare delle differenze”

Crisanti:  “L'Austria fa bene a non aprire all'Italia. Il virus a Vo' già da inizio gennaio”
TiscaliNews

"L'Austria ha rischiato come noi e ha fatto bene" a non riaprire all'Italia, ha proseguito. "Ci sono ancora un sacco di casi". Quindi, anche l'Italia dovrebbe fare dei distinguo? "Dovremmo stare attenti nei confronti degli Usa e del Sud America". Così Andrea Crisanti, direttore Microbiologia e Virologia - A.O. Università di Padova, in collegamento con Agorà su Rai3.E "anche sui paesi europei - ha aggiunto - bisognerebbe fare delle differenze, stabilire dei criteri" come ad esempio misurare la temperatura, "fare il tampone e fare in modo che tu sia rintracciabile, e se sei positivo stare in isolamento. Non e' che si puo riaprire tutto cosi'" ha concluso.

Ipotesi riapertura parziale

Intanto, intervistato dal Corriere della Sera, il ministro degli Esteri austriaco si è detto "ottimista e fiducioso" su una prossima riapertura delle frontiere con l’Italia. L’obiettivo del governo italiano è includere il nostro Paese nell’allentamento delle restrizioni ai confini previste per il 15 giugno, per tutti il "d-day del turismo europeo". "Lavoriamo senza sosta e pensiamo di poter fare un annuncio già nella prossima settimana", ha fatto sapere il ministro del governo Kurz. Ma mette le mani avanti: "Il 15 giugno non è escluso, ma non posso ancora confermarlo"."Stiamo discutendo con il ministero della Salute per trovare una posizione comune", ha chiarito. L’idea è quella di un’apertura per gradi, basata su un "approccio regionale". Ovvero aprire le porte soltanto alle aree che presentano un buon andamento della curva epidemica. Tra queste ci sarebbero la provincia di Bolzano e il Trentino. "Francamente, abbiamo interesse a riaprire la nostra frontiera meridionale – ha poi fatto sapere il ministro - ci sono molti austriaci che vogliono visitare l'Italia e molte famiglie austro-italiane che desiderano essere riunite".

Il virus a Vo' già da inizio gennaio

 "Il coronavirus è entrato a Vo' Euganeo intorno alla prima o seconda settimana di gennaio": è quanto emerge "dall'analisi sui test sierologici condotta sulla popolazione", ha detto Andrea Crisanti che guida l'emergenza in Veneto Dai test emerge inoltre che il 5% della popolazione di Vo' ha anticorpi. L’esperto ha detto che alla popolazione sono stati fatti tamponi, test sierologico e esami medici e che "per quanto riguarda l'analisi dei tamponi, confermiamo che non ci sono casi nuovi positivi a Vò.

Il 5% ha anticorpi

Dai test sierologici - ha aggiunto - abbiamo avuto invece sorprese interessanti: c'è un numero importate di persone che al primo campionamento erano negative al tampone e stavano bene, ma hanno dimostrato di avere anticorpi". In sostanza, si è visto che "il 5% della popolazione di Vo' ha anticorpi e questo ci permette determinare la data di entrata del virus a Vo' alla prima o seconda settimana di gennaio", a fronte del paziente uno di Codogno segnalato il 21 febbraio.