Entra in vigore (tra le polemiche) l'obbligo del test per chi arriva in Sardegna: chi lo deve fare e chi no

La circolare esplicativa del governatore chiarisce le modalità di esecuzione del tampone. L'elenco dei laboratori accreditati. Come si devono comportare i residenti

Entra in vigore (tra le polemiche) l'obbligo del test per chi arriva in Sardegna: chi lo deve fare e chi no

Entra in vigore a partire da oggi il discusso "obbligo" di arrivare in Sardegna solo con un certificato che attesti la negatività dal Covid-19 o, in alternativa, la possibilità di sottoporsi al tampone (o test sierologico o antigenico rapido) entro le 48 ore dall'arrivo, rispettando una rigorosa quarantena fino all'emissione del referto. Le polemiche che hanno accompagnato la misura fin dal suo annuncio non si placano, con l'opposizione consiliare che accusa ancora la giunta sardo-leghsta guidata da Christian Solinas di fare "propaganda con atti incostituzionali" e il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, che ribadisce che "non esiste la soluzione sarda al Covid". Il rappresentante del governo denuncia che le conseguenze della "propaganda politica" rischiano di "pagarle i cittadini sardi. Sui test la Regione - aggiunge - ha rifiutato diverse volte di sottoscrivere un accordo con la Protezione civile e il ministero della Salute, rinviando senza motivi". Poi accusa: "Fare propaganda su un passaporto che non c’è, che non può esistere, è molto grave".

Nell'Isola, ancora ieri si sono registrati 33 nuovi contagi con 18 ricoveri. Numeri che confermano i dati in crescita a partire da agosto, quando i locali della movida estiva - soprattutto del Nord Sardegna - sono stati presi d'assalto da turisti poco rispettosi delle norme di distanziamento, favorendo la diffusione dei contagi. 

Non obbligo ma "invito". Tra le polemiche

Se l'assessore alla Sanità, Mario Nieddu, chiarisce che fare il test "non è un obbligo, ma è un invito", in attesa di una possibile pronuncia sulla legittimità dell'ordinanza, la misura entra in vigore. A tal fine la Regione ha creato una pagina informativa che elenca tutti i laboratori privati e i punti di prelievo accreditati dove sarà possibile effettuare il test sierologici per il Covid-19. Secondo l'ordinanza del governatore è prevista anche la possibilità per i passeggeri in entrata di sottoporsi all'esame presso postazioni "eventualmente" allestite nei porti e negli aeroporti dell'Isola. Il costo del test, si legge, sarà "rimborsato dalla Regione dietro presentazione della ricevuta".

Qui l'elenco dei laboratori 

Le regole e le (non poche) eccezioni

Secondo quanto precisa la circolare esplicativa, chi partendo dall'Isola attraversa il Tirreno è esentato dall'obbligo di esibire un certificato di negatività solo se rientra entro le 48 ore. Si capisce che la parola d'ordine sanitaria usata da Solinas e dalla sua squadra è 48: così le ore precedenti entro cui deve essere conseguito il certificato di negatività per chi arriva in Sardegna, tali le ore successive entro cui si deve eseguire il test dopo l'arrivo (se si è sprovvisti e rispettando la quarantena) e ancora, come detto, le ore entro cui uscire e fare rientro nell'isola senza obbligo di certificazione.

Ovviamente, ma questo era già pacifico, il viaggiatore deve registrarsi nella app Sardegna Sicura, compilare il questionario, sottoporsi al controllo della temperatura e indossare la mascherina al chiuso o all'aperto senza distanze di sicurezza. Il controllo sulle certificazioni e la segnalazione di chi deve effettuare il tampone spetta alle società di gestione aeroportuali, all'Autorità di sistema del mare di Sardegna, ancora a Direzioni marittime, Capitanerie di porto e gestori dei porti.

Chi è esente

Non mancano però le esenzioni. Tra le categorie non comprese nell'obbligo, oltre chi come già detto esce dall'Isola e vi fa rientro entro 48 ore, risultano i bambini sotto i 10 anni, le persone che viaggiano su navi e aerei per comprovati motivi di lavoro o di salute per un massimo di 120 ore; gli equipaggi dei mezzi di trasporto; i soggetti appartenenti ad organi costituzionali, funzionari Ue, diplomatici o addetti a servizi pubblici essenziali nell’esercizio delle rispettive funzioni (sanitari, forze dell’ordine, forze armate); gli studenti fuori sede che rientrino almeno una volta alla settimana.

Solinas: nessuna limitazione alla circolazione

Per Solinas non si tratta di una "limitazione alla circolazione delle persone" - nonostante le critiche del governo che ha già provveduto ad avviare un'istruttoria paventando una violazione dell'articolo 16 della della Costituzione - semplicemente "si è ritenuto indispensabile prevedere un filtro in ingresso che non limita in alcun modo la libera circolazione delle persone ma incide sull'attività di screening ad ampio spettro dei soggetti positivi, anche asintomatici o paucisintomatici, consentendo di individuarli tempestivamente ai fini dell'applicazione dei protocolli sanitari in uso sull'intero territorio nazionale", è scritto nella circolare esplicativa.

D'altra parte, si legge ancora, "attualmente in Italia e nel Mondo una persona che risulti positiva al Covid-19 non solo non può imbarcarsi su navi o aerei ma non può nemmeno circolare sull'intero territorio nazionale". Pertanto, "l'ordinanza non introduce alcuna ulteriore compressione dei diritti individuali costituzionalmente garantiti, ma si pone sul piano della prevenzione sanitaria consentendo un rilevamento più puntuale dei soggetti potenzialmente diffusivi del virus. Ciò, peraltro, soddisfa un preminente ed evidente interesse pubblico al contrasto della circolazione del Covid-19".