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Il Covid ha ridato un ruolo centrale alle farmacie. Una rivoluzione partita dalla Regione Liguria

Test diagnostici, telemedicina, scelta del proprio medico di famiglia o pediatra: nella bozza del dl Semplificazioni in Cdm e che rafforza la farmacia dei servizi, ci sono molte delle misure che nella Regione di Toti sono già state avviate negli ultimi anni

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Farmacia (Ansa)
Farmacia (Ansa)

C’erano una volta la farmacia e il farmacista come centro del mondo con un ruolo nelle mille “piazza Roma” dei borghi italiani che era pari come importanza al sindaco, al parroco, al medico condotto, al maresciallo dei carabinieri, alla maestra di scuola e, insomma, a tutto il mondo che ha fatto diventare grande l’Italia.

Poi, c’è stata una fase in cui, complice il cambiamento sociale e quasi antropologico dell’Italia, il farmacista ha perso peso nella società, trattato da alcuni clienti come fosse un semplice commesso. Ovviamente, senza alcuna connotazione negativa nei confronti dei commessi, ma è chiaro che la spilletta con il caduceo, il bastone di Esculapio, ha un valore importantissimo proprio per la preparazione che ci vuole per indossare i simboli dei farmacisti. E per gli anni di studio necessari per indossarlo.

Ora, se possibile, siamo nella Terza Repubblica delle farmacie, in cui le botteghe - quelle antiche con i banchi in legno, le cassettiere degne di un prezioso museo e i vasi con i preparati galenici e quelle moderne con i dispenser di farmaci con i tubi che sembrano presi dalle astronavi di “Spazio 1999” - hanno riconquistato il ruolo antico, anzi l’hanno ulteriormente ampliato, diventando il vero terminale della medicina territoriale direttamente a contatto con i cittadini. Servizio pubblico, anzi servizi pubblici, nel senso più completo che la parola sa avere. E qui, come spesso è capitato in questi anni, occorre fare un passo indietro e trovare anche l’aspetto positivo del Covid, per quanto si possa abbinare questo aggettivo alla pandemia.

Nei giorni più drammatici del lockdown, il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, esattamente come fece il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, - amministratori di segno politico diverso, ma accomunati dal pragmatismo e dal favore dei cittadini quando si sono presentati per il secondo mandato, che li hanno riconfermati con percentuali importantissime - si chiese cosa poteva fare per i suoi cittadini nonostante le limitazioni ai movimenti. E realizzarono, sia Gori a Bergamo, sia Toti in Liguria, che c’era un solo modo in cui potevano rendersi utili: prendendo in mano il telefono e sfruttando le rispettive agende.

Barra proprietaria di 21 mila farmacie in tutto il mondo

E nell’agenda del presidente della Regione Liguria c’è ovviamente il numero della farmacista più famosa al mondo, che è nata in Liguria, e che è Ornella Barra che insieme a suo marito Stefano Pessina gestisce 21mila farmacie in tutto il mondo, con 450mila dipendenti, ha i marchi Boots e Walgreens, che in una parola sono “Walgreens Boots Alliance” e - partendo proprio dal banco di una farmacia storica, la Bellagamba di piazza delle Carrozze a Chiavari - ha compreso l’importanza della distribuzione nel mondo farmaceutico, con un modello che ha realizzato economie di scala e di maggiori servizi per gli utenti.

Insomma, in quei giorni drammatici, Ornella Barra, che è una cittadina del mondo, era a Chicago in Illinois e si vide apparire sul suo telefono il numero della Regione Liguria: “Pronto, Ornella? Sono Giovanni Toti, tu hai idea di cosa potrebbero fare le farmacie in questa fase? Hai qualche consiglio da darmi? Non possiamo permetterci di stare fermi e tu conosci meglio di chiunque altro il ruolo e l’importanza delle farmacie”. Oggi Toti ricorda il fatto che i pareri scambiati con Ornella Barra furono utilissimi: ad esempio, prima i tamponi e poi i vaccini trovarono una “casa” adeguata, mentre a Roma si parlava dei gazebo a forma di primula e della loro conformazione architettonica.

Proprio in quella fase le farmacie liguri iniziarono a diventare il vero presidio sul territorio: basti pensare al fatto che partì la ricetta dematerializzata proprio in quelle settimane, con la prescrizione del medico che arrivava direttamente sul telefonino, senza bisogno di passare dall’ ambulatorio che, per forza di cose, rischiava di essere un moltiplicatore del virus.

Oggi, a quel passaggio della ricetta per i farmaci “mutuabili”, quelli per cui si paga il ticket, si aggiunge un ulteriore tassello: la possibilità, semplicemente firmando una liberatoria la prima volta e con la tessera sanitaria, di avere pronte tutte le prescrizioni, anche di farmaci da banco, indicate dal proprio medico di famiglia. Insomma, si dà semplicemente il nome e i farmaci sono immediatamente disponibili. Mica finita.

Le farmacie diventano una sorta di primo soccorso

Perché poi le farmacie diventano una sorta di centro di primo soccorso, una casa di comunità in piccolo, praticamente un appartamento di comunità, con i servizi classici, come la misurazione della pressione o, ora, i tamponi disponibili insieme ad altre possibilità, dall’anagrafe sanitaria alle prenotazioni delle visite, un piccolo Cup, acronimo di centro unico di prenotazioni, a mille altri servizi diffusi sul territorio.

La casistica è lunghissima: si va dal prelievo del sangue veloce per i valori principali, alla possibilità di ritirare in tutte le farmacie liguri e riconsegnare pure in tutta la rete sul territorio i kit per gli screening di massa, a partire da quello del colon retto, superando il modello precedente per cui invece occorreva recarsi negli ambulatori delle Aziende sanitarie locali solo in determinati orari. E poi in farmacia si possono ad esempio spendere i buoni elettronici per acquistare i prodotti alimentari per celiaci o ritirare le forniture di pannoloni per gli anziani o i farmaci salvavita in tempi rapidissimi, superando anche il meccanismo delle farmacie ospedaliere dopo le dimissioni. O, ancora, la distribuzione di dispositivi per il diabete, ma anche per la possibilità di effettuare in farmacia muniti di ricetta medica un elettrocardiogramma (Ecg) o un holter, cardiaco.

Insomma, complice il sistema informatico di Liguria Digitale e la collaborazione fra Regione Liguria e Federfarma, che ha costituito un modello anche per regioni più grandi e rinomate informaticamente, a partire dalle prenotazioni dei vaccini e delle visite, le farmacie liguri sono diventate dei piccoli ospedali.

E l’esempio funziona talmente bene che anche la normativa nazionale va esattamente nella stessa direzione. Test diagnostici, telemedicina, scelta del proprio medico di famiglia o pediatra. Nella bozza del disegno di legge Semplificazioni in Consiglio dei ministri e che rafforza la farmacia dei servizi, ci sono molte delle misure che in Liguria sono già state avviate negli ultimi anni. Insomma, quando si parla di medicina territoriale, oltre ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, la cura è la farmacia.

 

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   

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