Isolato il ceppo italiano del coronavirus. Sono 17 le vittime. L’Oms: basta panico

Sono oltre 653 i contagiati dal coronavirus in 10 regioni d'Italia, con 17 decessi. Montecitorio ha approvato il decreto con le misure per l'emergenza

Isolato il ceppo italiano del coronavirus. Sono 17 le vittime. L’Oms: basta panico
TiscaliNews

Salgono ancora morti e contagiati dal Coronavirus ad una settimana dal primo caso italiano: con le cinque vittime di oggi (tutte in Lombardia) il bilancio dei morti sale a 17. Mentre i positivi al Covid-19 diventano 653. Ma crescono anche i guariti dimessi dagli ospedali (sono 45). Ed arrivano segnali che indicano voglia di ripresa di una vita normale dopo giorni di quarantena: dalla riapertura del Duomo di Milano ai turisti alla possibile ripresa delle scuole da lunedì in diverse regioni. Mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio vuole rassicurare il mondo: "Girano tante notizie errate che stanno danneggiando la nostra economia, ma solo lo 0,1% dei Comuni è coinvolto dall'epidemia".

I ricercatori dell'Ospedale Sacco di Milano hanno isolato il ceppo italiano del coronavirus. E' quando ha dichiarato il professor Massimo Galli, direttore dell'Istituto di scienze biomediche, che ha illustrato i risultati del lavoro di ricerca che procede ininterrottamente da domenica scorsa, coordinato dalla professoressa Claudia Balotta. Fanno parte della squadra le ricercatrici Alessia Loi, Annalisa Bergna e Arianna Gabrieli, precarie, insieme al collega polacco Maciej Tarkowski e al professor Gianguglielmo Zehender. "Abbiamo isolato il virus di 4 pazienti di Codogno", spiega il professor Galli aggiungendo che "siamo riusciti a isolare virus autoctoni, molto simili tra loro ma con le differenze legate allo sviluppo in ogni singolo paziente". Si tratta di una scoperta che consentirà ai ricercatori di "seguire le sequenze molecolari e tracciare ogni singolo virus per capire cos'è successo, come ha fatto a circolare e in quanto tempo". Il passo successivo sarà quello di studiare lo sviluppo di anticorpi e quindi di vaccini e di cure da parte dei laboratori farmaceutici.

In mattinata, il premier Giuseppe Conte, prima di andare a Napoli per il vertice con la Francia, ha fatto visita alla sede della Protezione civile dove era riunito il Comitato operativo sull'emergenza. Il capo del Dipartimento, Angelo Borrelli, è sceso subito dopo in sala stampa per il consueto punto delle 12 ed è partito subito con la "buona notizia" dei 37 guariti in Lombardia.

Walter Ricciardi, il consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, aveva in precedenza invitato a considerare come casi positivi solo quelli confermati dall'Istituto superiore di Sanità, "mentre quelli comunicati dalle Regioni devono essere considerati come casi sospetti. Le Regioni hanno l'obbligo morale di seguire le indicazioni centrali altrimenti si genera il panico collettivo". Finora, tuttavia, tutti i 282 casi inviati dai laboratori regionali all'Iss sono stati confermati come positivi.

In Lombardia 5 i morti di oggi, ultraottantenni che avevano un quadro clinico già delicato. E nella regione in testa per numero di contagiati (403) si registrano anche 40 guariti dimessi. Complessivamente, questi ultimi sono 45 (il 7% dei 650 positivi). Tra le regioni più colpite dal virus seguono poi Veneto (111 contagiati, 2 morti), Emilia Romagna (97 e 1 morto), Liguria (19), Sicilia (4 e 2 guariti), Marche (6), Lazio (tutti e 3 guariti), Campania (3), Toscana e Piemonte (2), Alto Adige, Abruzzo e Puglia (1).

I ricoverati con sintomi sono 248, 56 sono in terapia intensiva e 284 in isolamento domiciliare. Non sono emerse nuove 'zone rosse'. Ricciardi ha parlato di "un focolaio e mezzo" in Italia: "quello originale è nella Bassa Lombardia e poi ce ne è uno più piccolo in Veneto che siamo riusciti a ricondurre al focolaio lombardo".

I tamponi somministrati sono stati 12.014 (la metà in Veneto). Il sistema dei tamponi, ha riconosciuto il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, "che forse nei primi giorni ha avuto un impiego eccessivo, anche comprensibile, credo che una volta regolamentato nei prossimi giorni tornerà a regime. Il tampone - ha aggiunto - va fatto solo nei sintomatici. Questo non vuol dire però che i sospetti di contatti stretti non debbano mettersi in quarantena. Le due misure non sono due alternative: faccio il tampone e non mi metto in quarantena".

Sul fronte ordinanze, il Tar ha sospeso quella con cui la Regione Marche aveva disposto la chiusura di scuole, musei e inibito tutte le manifestazioni pubbliche fino al 4 marzo, perchè quando è stato preso il provvedimento non c'erano casi accertati di contagio nella regione. Il Governatore Luca Ceriscioli però non si è arreso e con una nuova ordinanza ha ribadito lo stop alle attività, ma solo fino alle 24 di sabato, "con nuove motivazioni rafforzate" dal fatto che "i casi positivi nelle Marche sono diventati sei".

Intanto, si accende anche il faro dell'Antitrust sul business di mascherine (c'è chi li ha commercializzate a 5mila euro) e igienizzanti venduti online, dopo le ispezioni della Guardia di finanza - su disposizione della procura di Milano - ad Amazon ed e-Bay. L'Authority ha inviato una richiesta di informazioni ed alle principali piattaforme di vendita e ad altri siti di vendita on line in riferimento alle modalità di commercializzazione di questi prodotti. I chiarimenti dovranno arrivare entro tre giorni.

Il virus spaventa il mondo

La paura corre veloce nel mondo alimentata con forza dall'epidemia del coronavirus, "giunta a un punto decisivo". Il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ne ha ribadito oggi il "potenziale pandemico" e ha ricordato come la diffusione in "Iran, Italia e Corea del Sud ci mostra di cosa sia capace il virus". Ghebreyesus ha espresso ancora fiducia sulla possibilità di contenimento, rifacendosi sempre al "messaggio che arriva dalla Cina. Ancora una volta, non è il momento di farsi prendere dalla paura. E' il momento di agire per prevenire le infezioni e salvare vite" con le "cose giuste per combattere questo virus molto pericoloso". Una raffica di misure straordinarie ha però alzato il livello di allerta percepita in molti Paesi: l'Arabia Saudita ha bloccato gli enormi pellegrinaggi nei luoghi sacri dell'Islam a causa dell'esplosione dei casi di contagio in Iran (245 casi, tra cui la vice presidente Masume Ibtikar, e 26 morti), mentre Iraq e Giappone (negli sforzi per salvare le Olimpiadi di Tokyo 2020) hanno deciso la chiusura delle scuole.

L'allarme cresce su scala planetaria quando la Cina non è più la principale fonte di diffusione del Covid-19: con l'impennata di 505 nuovi casi riportati oggi, la Corea del Sud ha superato i 433 annunciati da Pechino, salendo al totale di 1.766, ha detto il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc). I morti complessivi si sono portati a quota 13. Mentre in Italia le infezioni hanno avuto un balzo a 650, con quasi 20 decessi. Il coronavirus ha causato nel mondo più di 2.800 morti, di cui 2.744 solo in Cina, e un'infezione globale di oltre 81.000 casi sparsi in 45 Paesi. Afghanistan, Pakistan ed Estonia hanno avuto i primi contagi da persone che hanno viaggiato in Iran. In Giappone, dopo le evidenti difficoltà nella gestione della nave da crociera Diamond Princess, i dati ufficiali hanno segnato 186 infezioni e 4 decessi. Mentre una donna è risultata recidiva al test dopo una prima guarigione.

Il presidente Usa Donald Trump ha ridimensionato i timori di epidemia, mentre in California è emerso il primo caso di dubbia origine: "Penso che ci sia una possibilità che possa peggiorare, una possibilità che potrebbe peggiorare in modo sostanziale, ma nulla è inevitabile". Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha ammesso che la Francia, il Paese più visitato al mondo, deve preparasi a un salto del contagio. La Cina, con i decessi scesi a 29 e ai minimi da gennaio, spera di poter domare il coronavirus per fine aprile. Pechino "è fiduciosa di avere il controllo dell'epidemia, in termini generali, entro la fine di aprile", ha detto Zhong Nanshan, pneumologo a capo del team di esperti medici della Commissione sanitaria nazionale.

"La parola chiave di oggi per il mondo di oggi è diffusione. La Corea del Sud ha riportato 505 nuovi casi in 24 ore. In Iran, due funzionari senior, inclusa la vicepresidente, sono stati confermati avere il coronavirus. Sono tutti segnali che indicano che l'epidemia è seria e sta andando fuori controllo", ha riassunto in serata su Twitter Hu Xijin, editor-in-chief del Global Times, tabloid del Quotidiano del Popolo, voce del Partito comunista. La Cina non è più l'unico grande malato.