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Contro il caldo estremo arrivano i "maggiordomi di quartiere", un aiuto per gli anziani. L’iniziativa della Regione Liguria

Alessandro Piana, presidente ad interim, ha riunito giunta e collaboratori per varare un piano integrato che coinvolge non solo medici di famiglia e aziende sanitarie, ma anche la protezione civile, i servizi sociali e tutte le strutture potenzialmente interessate

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Foto Ansa
Foto Ansa

C’è una regione italiana in cui le ondate di calore fanno più paura che altrove. E questa regione è la Liguria, innanzitutto per una ragione demografica: è il territorio dove ci sono più anziani d’Italia e dove, di conseguenza, i rischi sono maggiori. Alessandro Piana, che della Regione è il presidente ad interim, ha quindi riunito giunta e collaboratori per varare un piano integrato che coinvolge non solo medici di famiglia e aziende sanitarie, ma anche la protezione civile, i servizi sociali e tutte le strutture potenzialmente interessate. E ha lanciato anche un piano di comunicazione, con testimonial Corrado Tedeschi e sua figlia che giocano ironicamente sui classici consigli che ci vengono ripetuti a reti unificate ogni estate. Mai troppo, tanto che dal decalogo partiamo anche noi, a partire dal classicissimo “non uscire fra le 11 e le 18, quando le temperature sono alte evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata”.

Si passa  poi ai consigli legati all’alimentazione: bere molta acqua e mangiare frutta fresca per mitigare gli effetti del caldo; fare pasti leggeri perché per il nostro organismo la digestione è un vero e proprio lavoro che aumenta la produzione di calore nel corpo; rispettare le modalità di conservazione degli alimenti, visto che le temperature elevate ovviamente favoriscono il deterioramento e la contaminazione dei cibi, con conseguenti gastroenteriti e intossicazioni alimentari; e ovviamente tutto questo si abbina al fatto di non consumare alcol e soprattutto superalcolici, né bevande ghiacciate, gassate e zuccherate.

Dalla sala da pranzo alla camera da letto è un passo, ma anche in questo caso ci sono consigli da raccogliere, a partire da quello di indossare indumenti leggeri, scegliendo vestiti di cotone, lino e fibre naturali, evitando il più possibile i tessuti sintetici. La conseguenza diretta è quella di migliorare gli ambienti domestici e di lavoro, schermando le finestre con tende e oscuranti per evitare il passaggio della luce, ma non quello dell’aria, importantissimo.

Nemmeno i viaggi in automobile sono immuni dai consigli (e dai rischi), anche in questo caso partendo da quella che potrebbe sembrare un’ovvietà, cioè viaggiare al fresco, ventilando l’abitacolo prima di iniziare un viaggio e non lasciando mai neonati e bambini in genere soli in macchina. E proprio per i bambini serve un’attenzione particolare quando vanno in spiaggia, preservandoli dall’esposizione solare nelle ore calde e comunque proteggendoli con una crema solare ad alto livello di schermatura. E anche per gli animali occorre assicurarsi sempre che abbiano a disposizione acqua fresca, evitando di portarli a spasso nelle ore più calde, ma anche di lasciarli in auto, perché l’abitacolo si riscalda rapidamente.

L’ultimo tassello dei consigli firmati da Alisa, che è una sorta di super azienda sanitaria locale ligure che si occupa in particolare di politica e politiche sanitarie, è relativo ai farmaci che, in condizioni di temperature elevate, vanno conservati con particolare attenzione. Ed è consigliatissima la verifica con il proprio medico per un’eventuale modifica delle terapie, anche in relazione alla pressione sanguigna.

Insomma, il presidente ad interim Alessandro Piana si trasforma in divulgatore delle buone pratiche e il resto lo fanno i medici, a partire dal suo assessore alla Sanità Angelo Gratarola che è un tecnico puro e viene dalla trincea della guida del Pronto Soccorso del San Martino di Genova, l’ospedale più grande d’Europa, dove in occasione delle ondate di calore si registrano accessi record. E poi Gratarola è stato responsabile del dipartimento regionale emergenza-urgenza, che significa tutti i pronto soccorso e i reparti di terapia intensiva degli ospedali liguri, cioè la prima linea. E spiega: “Il piano caldo varato anche quest’anno da Regione Liguria attraverso un lavoro di rete in sinergia con gli enti locali, consente di mettere in atto azioni efficaci per fronteggiare eventuali ondate di calore che caratterizzano la stagione estiva.

L’obiettivo è quello di mantenere alta l'attenzione sulle persone più esposte e l'invito rivolto ai liguri è di seguire i consigli utili e preziosi per prevenire eventuali danni da calore eccessivo. Come ogni anno, i medici di famiglia, i pediatri e le Asl avranno a disposizione l’elenco dei propri pazienti che possono essere suscettibili alle ondate di calore con lo scopo di monitorarne i bisogni e le condizioni di salute e da quest’anno i cittadini liguri possono contare sugli ambulatori che verranno progressivamente aperti dedicati alla bassa complessità nei distretti o nelle case di comunità aperti dalle 8 alle 24. Un servizio che si rivelerà essenziale soprattutto durante l’estate per far fronte alle problematiche connesse alle sue eventuali complicanze”.

E qui si arriva a un “gioco di squadra” che è un modello poi seguito anche da altre regioni, a partire da un numero verde per anziani e fragili voluto dall’assessore alle Politiche sociali Giacomo Giampedrone che prevede l’implementazione estiva dei “maggiordomi di quartiere”, un servizio diffuso sul territorio che raccoglie le richieste dei cittadini, a partire dalle più elementari come quella di andare a fare le spese per evitare uscite rischiose. Ed è un geriatra che ha fatto la storia della disciplina a Genova come Ernesto Palummeri e che oggi è responsabile del centro per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore a spiegare la particolare attenzione nei confronti degli ospiti delle RSA: “Ogni giorno viene emanato il bollettino con il quale si identifica il livello di rischio collegato ai dati climatici”. 

E qui arriva una precisazione importantissima: cioè la temperatura non può essere considerata come valore assoluto, ma va considerata insieme all’umidità: “Così - spiega Palummeri - nel momento in cui vengono previste condizioni di rischio, vengono diramati gli avvisi a tutte le strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali”. Ed è prevista anche la possibilità di ricovero in RSA “a bassa intensità”, come fossero i codici bianchi del pronto soccorso, quando gli indici virano sull’arancione o sul rosso.

Le principali richieste ai maggiordomi di quartiere riguardano le informazioni sulle condizioni climatiche dei giorni a venire (il servizio bollettino fornisce informazioni sulla giornata ma anche per i due giorni successivi); eventuali centri sociali aperti e climatizzati sul territorio; spese e piccole commissioni; qualche trasporto; e anche compagnia delle persone anziane sole.

Tanto che l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Genova Lorenza Rosso, in compagnia del suo collega responsabile della Protezione Civile Antonino Sergio Gambino ha lanciato un programma di tele-compagnia, con attività di socializzazione in quindici “oasi” climatizzate, oltre che sconti in spiagge e piscine comunali. A volte, per rinfrescarsi, la compagnia è più efficace del condizionatore.

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