Morti in corsia, confermato l'ergastolo all'"angelo della morte". Responsabile di dieci omicidi

Oltre alle morti in corsia, la Corte d'Assise d'Appello ha confermato la condanna a Leonardo Cazzaniga per l'omicidio del marito e del suocero della sua ex amante ed ex infermiera, Laura Taroni

L'infermiera Laura Taroni e l'ex viceprimario del pronto soccorso di Saronno Leonardo Cazzaniga (Foto Ansa)
L'infermiera Laura Taroni e l'ex viceprimario del pronto soccorso di Saronno Leonardo Cazzaniga (Foto Ansa)
TiscaliNews

Per la morte di dieci persone, di cui otto in corsia e due in ambito familiare, è stata confermata a Milano la condanna all'ergastolo e a tre anni di isolamento diurno per Leonardo Cazzaniga, l'ex vice primario del pronto soccorso di Saronno (Varese). Il medico anestesista, che si faceva chiamare 'angelo della morte', era accusato di avere somministrato farmaci letali, il famoso 'protocollo Cazzaniga', a 13 persone, tra il 2011 e il 2014.

A Milano Cazzaniga è stato assolto dalla Corte d'Assise d'Appello "perché il fatto non sussiste" da tre omicidi per i quali era stato condannato in primo grado: quelli di Giuseppe Vergani, Virginia Moneta e Giacomo Borghi. I provvedimenti civili che erano stati decisi in favore dei loro familiari sono stati revocati. I giudici, accogliendo la richiesta della sostituta pg Nunzia Ciaravolo, hanno poi ritenuto Cazzaniga responsabile dell'omicidio di Domenico Brasca, avvenuto nell'agosto 2014 e da cui era stato assolto in primo grado a Busto Arsizio, nel gennaio 2020. Contestualmente hanno stabilito risarcimenti per i familiari di Brasca per 200 mila euro.

Oltre alle morti in corsia, la Corte d'Assise d'Appello ha confermato la condanna a Cazzaniga per l'omicidio del marito e del suocero della sua ex amante ed ex infermiera, Laura Taroni, che di recente è stata condannata a 30 anni in appello a Milano in un altro filone processuale. "Leggeremo le motivazioni per valutare il ragionamento dei giudici, non siamo soddisfatti e sicuramente faremo ricorso in Cassazione", ha affermato Andrea Pezzangora, difensore dell'ex viceprimario con l'avvocato Ennio Buffoli. La Corte ha dichiarato civilmente responsabile l'azienda ospedaliera Valle Olona e Nicola Scoppetta, che era superiore diretto di Cazzaniga al pronto soccorso di Saronno. I

giudici hanno anche dichiarato prescritte le accuse nei confronti di quattro medici della commissione ospedaliera chiamata a valutare l'operato di Cazzaniga e che in primo grado erano stati condannati a 2 anni e sei mesi di carcere per favoreggiamento. Tra i medici di quella commissione, che espresse un giudizio di correttezza professionale in merito all'operato di Cazzaniga, c'era anche Roberto Cosentina, che è stato pure direttore sanitario dell'Asst di Bergamo Est e che è indagato nell'inchiesta della Procura bergamasca sulla riapertura del pronto soccorso dell'ospedale di Alzano Lombardo, in Val Seriana, chiuso e poi riaperto dopo alcune ore per la scoperta di due casi di Covid nel febbraio 2020.

Nel chiedere la conferma della condanna all'ergastolo per Cazzaniga, la sostituta pg Ciaravolo aveva sostenuto la scorsa udienza che l'imputato ha "perseguito lo scopo di porre fine alla vita delle persone in nome di un approccio contrario alla sua professione". Per l'accusa, inoltre, non si può "parlare di sedazione profonda per non far soffrire i pazienti", come sostiene la difesa, "per lui non erano persone, erano solo organismi per i quali non aveva alcuna empatia". Cazzaniga, che si è sempre difeso sostenendo, appunto, che mirava soltanto a "lenire le sofferenze" dei pazienti, oggi ha assistito alla sentenza in video collegamento dal carcere ed è rimasto impassibile durante la lettura del dispositivo. "Viene detto che io non mi sono mai pentito - aveva affermato in aula nella precedente udienza rendendo dichiarazioni spontanee - ma come posso provare pentimento, non avendo contezza di aver ucciso?".