Parla la ex segretaria di Sangalli: “Lo consideravo come un padre, la persona più buona del mondo, poi quelle molestie”

Sposata, 54 anni, è stata per anni la segretaria del presidente di Confcommercio. “Era una persona per bene – dice in una intervista al Corriere – poi si trasformò. Una volta disse che aveva un dolore alla spalla e aveva bisogno di un massaggio”. Finché “tentò di baciarmi”.

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e, nel riquadro, Giovanna Venturini
Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e, nel riquadro, Giovanna Venturini
TiscaliNews

La 54enne Giovanna Venturini sostiene di averlo "sempre considerato come un padre". Sposata e con figli parla con un certo rispetto del suo ex capo, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, 81 anni, di cui è stata per molti anni la segretaria. Nell’intervista a Giuseppe Guastella, sul Corriere della Sera, spiega quali sono stati i suoi rapporti con l’uomo che ha accusato di “averla molestata sessualmente”. La donna conclude l’intervista dicendo di essere “disgustata. Rivoltare un caso di molestie contro chi ha agito sempre a tutela della Confcommercio e della propria famiglia è inaccettabile”.

"Nel 2010 si trasformò"

Racconta di aver avuto con Sangalli sempre ottimi rapporti. “E’ sempre stata una persona per bene”, sostiene.  Fino a quando, “nel 2010 si trasformò . Cominciò a dirmi io ti amo, dimmi che mi ami”. Ma lei le rispondeva: Non la amo”.

Poi la donna ricorda che “quando arrivava in ufficio a Roma (Sangalli, ndr) si cambiava. Iniziò a togliersi la camicia davanti a me, poi i pantaloni, poi diceva che aveva un dolore alla spalla e aveva bisogno di un massaggio”. Finché “tentò di baciarmi”. Secondo quanto dichiara la signora Venturini sul giornale, lei pianse e lo implorò: “Sia bravo, sia buono”.

Non uscì dalla stanza – si legge nell’intervista sul quotidiano – perché si sentiva “paralizzata” per il comportamento di quel superiore che “fino a pochi mesi prima era stata la persona più buona del mondo”. Inoltre sarebbe potuta passare “per pazza”, afferma la ex segretaria.

All'inizio non ne parlò con nessuno

Non confidò all’inizio nulla a nessuno e cominciò però a risentire di quella situazione “nel fisico e nella mente”. Poi “un superiore, Angelo Bafundi, si accorse che stavo male – sostiene  la donna sul Corriere – Gli raccontai tutto e lui mi consigliò di parlarne anche con il direttore generale Francesco Rivolta e di registrare quando ero sola col presidente altrimenti non sarei stata creduta”. Confessa che l’unica cosa che desiderava era “che tutto finisse”. Non voleva “creare problemi”.

Così il 4 aprile 2012, col cellulare in modalità registrazione disse a Sangalli: “Non posso più lavorare per lei, non ce la faccio più a sostenere questa situazione”. Continuando nell’intervista la Venturini spiega che era “terrorizzata…lui disse che avrebbe smesso, che non l’avrebbe fatto più, che sarebbe andato a confessarsi”. E dunque, anche se nel colloquio lei non parlò di molestie e trattò Sangalli con certa gentilezza, come le fa osservare il giornalista, “se non avesse fatto nulla (Sangalli, ndr) perché lo disse?”.

Di quella registrazione – si legge – lei parlò “con Bafundi e Rivolta”. E “loro lo dissero a Duilio Aragone, braccio destro di Sangalli che sentì la registrazione e rimase sconcertato”.

"Non ne potevo più"

A un certo punto scrive ad Aragone “rammentandogli quello che gli avevo detto” e lo incontra ripetendogli che “non ne potevo più”. Lui – a detta della donna - la tranquillizzò. Poi “ne parlai con Bafundi che confidò la situazione al vicepresidente Ugo Margini, al quale confermai tutto”.

Di quella situazione che l’aveva coinvolta la ex segretaria di Sangalli avrebbe parlato con la sua famiglia nell’ottobre del 2018, “dopo 3 anni terribili”. “Non volevo addolorare mio marito e i miei figli – confida  nell’intervista – Si sono arrabbiati. Siamo una famiglia unita, ho chiesto e avuto il loro sostegno”.

Nessuna relazione equivoca con Rivolta (di cui è diventata a un certo punto la segretaria), come avrebbe sostenuto la difesa parlando di complotto organizzato dai due. “Falsità, invenzioni”, afferma la Venturini. Solo “un rapporto di stima, affetto e riconoscenza” di cui mio marito è sempre stato a conoscenza”.

Dal notaio

Comunque Rivolta “parlò con il presidente, disse che Sangalli voleva chiedere scusa, risarcire il danno con una regalia e dare le dimissioni”. Così “il 22 dicembre 2017 mi furono accreditati sul conto 100mila euro”, spiega  la signora nell’intervista. E poi: “Rivolta annunciò che Sangalli avrebbe dato altri 100mila euro. Il 19 gennaio andammo dal notaio, il presidente pagò anche 16mila euro di tasse…Il notaio gli chiese il perché della donazione, lui rispose ‘va bene così’. Non pareva uno con la pistola alla tempia”. Infine in primavera i tre vicepresidenti Coppa, Borghi e Uggè (quelli che hanno invitato il presidente di Confcommercio a rassegnare le dimissioni, ndr) mi chiesero conferma e gliela diedi”. Questa la versione di Giovanna Venturini su questa vicenda che inevitabilmente dovrà essere valutata anche dai magistrati, visto che ci sono state delle denunce.