Concordia, De Falco: Fatto irripetibile per azione scellerata". Capo operazioni recupero: "Sorta di intervento divino"

Il 13 gennaio del 2012 il naufragio della nave da crociera all'Isola del Giglio. L'ex comandante della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno: "Disincentivare gigantismo navi: come assistere 6000 persone?"

La Costa Concordia dopo il naufragio (Ansa)
TiscaliNews

Domani ricorre un triste anniversario: quello del naufragio della Costa Concordia, nei pressi dell'Isola del Giglio, nel 2012. "Oggi si può capire che quella della Costa Concordia non fu una tragedia marittima, è una vicenda che si è creata per un'azione scellerata, come fu giustamente definita all'epoca dal procuratore capo. Quella vicenda per puro caso si è verificata su una nave, non è legata alla tecnica della navigazione, è una vicenda irripetibile nel senso che senza lo sfasamento che ci fu nella persona del comandante tra il proprio ruolo e il proprio interesse non si sarebbe verificato tutto questo", sostiene Gregorio De Falco, all'epoca del naufragio comandante della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno, oggi senatore, ricordando il disastro della Costa Concordia avvenuto il 13 gennaio 2012.

"No al gigantismo navale"

De Falco ha ricordato che "alle 21.45 la nave colpì gli scogli dell'isola del Giglio e si aprì uno squarcio", prima delle 22 "il comando di bordo è consapevole che si deve procedere all'abbandono della nave, ma questo non avviene" per lo "sfasamento tra il ruolo e gli interessi, le paure personali". "Passano 45 minuti - aggiunge De Falco - prima che venga data l'emergenza generale da me richiesta nella prima interlocuzione. Il tempo di abbandono di una nave è di 30 minuti e se si fosse proceduto a dare l'emergenza generale subito, con la nave ancora dritta, si poteva sbarcare tutti in un'ora -un'ora e mezza. Questa operazione di soccorso, invece, va avanti per nove ore". Secondo De Falco ci sono molte lezioni da imparare dal naufragio: "La tradizionale generosità delle popolazioni isolane, l'importanza che chi ha un ruolo pubblico metta sempre da parte sé stesso, è fondamentale che abbia chiari i fini del proprio agire che non si devono confondere con i propri interessi". Infine, per De Falco, è necessario che "sia disincentivato il gigantismo navale. Oggi abbiamo navi ancora più grandi della Concordia che portano 6.500 persone, quale città sarebbe in grado di dare assistenza a 6mila persone tutte insieme?".

La telefonata tra Schettino e De Falco

"Un errore umano"

"Il disastro della Concordia è stato al 100% un errore umano", ha detto a Rainews24, Nick Sloane, l'ingegnere navale capo delle operazioni di recupero della Costa Concordia. L'uomo che ha diretto i lavori di raddrizzamento, rigalleggiamento e trasporto della nave fino a Genova, è però convinto che la notte tra il 13 e 14 novembre "accadde qualcosa di incredibile". "Penso che si sia stato anche una sorta di intervento divino che ha salvato quella nave - ha detto Sloane - adagiandola su quei due scogli al largo del Giglio e consentendo così a migliaia di persone di abbandonare la nave e mettersi in salvo". "Quindi, sì, penso che quanto accaduto sia stata una tragedia di dimensioni epocali, ma che ci sia stato un intervento divino, qualcosa di inspiegabile che ha evitato alla nave di capovolgersi, fermandola in perfetto equilibrio su quei due piccoli scogli: quello penso sia stato davvero destino, una sorta di intervento divino".

Costa Concordia (Ansa)

"Ricordare serve affinchè non accada più"

"Credo che oggi ricordare debba servire a fare in modo che quello che è accaduto non accada mai più. Quella tragedia ha fatto alzare l'asticella della sicurezza sulle navi di tutte le flotte internazionali. Penso che oggi essere qui vuol dire non dimenticare, pensare di mettere in campo azioni maggiori di sicurezza sul comparto marittimo, ma anche sulla sicurezza ferrovia per quello che è accaduto nella strage di Viareggio", ha detto il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, in occasione dell'evento 'Armadio della Memoria: Costa Concordia, incontro per commemorare le vittime a 10 anni dalla tragedia', alla vigilia dell'anniversario del naufragio in cui morirono 32 persone. "Domani sappiamo tutti che è il decimo anniversario del naufragio - ha aggiunto Mazzeo - ma è anche la giornata delle vittime istituita nel 2015. Abbiamo fatto questa scelta nella scorsa legislatura di raccogliere le testimonianze, i video, le immagini, abbiamo un luogo fisico in cui cittadini possono andare a toccare con mano le disgrazie e le tragedie di quei giorni per creare una cultura collettiva affinché quel che è accaduto in quei giorni non accada mai più". Le immagini del naufragio, ha ricordato Mazzeo, "fecero letteralmente il giro del mondo, l'isola del Giglio e quella costa meravigliosa si risvegliarono nel dramma, con le scialuppe che facevano la spola per raccogliere le persone, la paura, il gelo e la preoccupazione di non sapere cosa stava accadendo". Il presidente della provincia di Grosseto Francesco Limatola, ha parlato di "una pagina di storia recente che ha cambiato profondamente la comunità dell'isola del Giglio e portò una triste notorietà all'isola. In quel momento nel dibattito pubblico sembrava che ormai fosse tramontata l'idea che l'isola potesse avere opportunità di lavoro con il turismo invece poi è successo il contrario. Il pubblico è andato oltre la tragedia per scoprire la bellezza dell'isola del Giglio".

Naufragio della Concordia (Ansa)

Il sindaco Ortelli: "La giornata del ricordo"

"Per quanto si voglia guardare avanti non potremo mai dimenticare quella tragica notte di dieci anni fa. L'Isola si sta però lasciando alle spalle il naufragio ed il clamore mediatico di quei mesi e anche il fondale su cui si era appoggiato il relitto sta riprendendo ormai da tempo il suo spazio con la poseidonia che è tornata a popolarlo restituendole la sua bellezza". Così, alla vigilia del decenale del naufragio della Costa Concordia, Sergio Ortelli, sindaco allora e oggi del Giglio (Grosseto) dove domani saranno commemorate le 32 vittime. Domani, afferma Ortelli, "sarà per noi una giornata intensa nel ricordo di un evento che ci ha investito all'improvviso, segnando la nostra esistenza, ma allo stesso tempo che ci ha permesso di lanciare un segnale al mondo, che oltre ad accendere i riflettori su quanto stava accadendo e sul nostro spirito di fratellanza e di accoglienza, ha avuto una prova di come abbiamo saputo affrontare una tragedia come quella che si era abbattuta sul Giglio, rilanciando l'immagine dell'Italia e della sua capacità di superare un momento che non aveva precedenti. Dopo dieci anni l'Isola del Giglio guarda avanti e questo sarà un momento per farlo tutti insieme, con chi tornerà qui dopo il naufragio e con chi è stato protagonista di quelle prime ore convulse, ma anche dei giorni e mesi successivi fino alla rimozione del relitto". Così, si spiega, domani vuole essere "una giornata di ricordo e di sguardo rivolto al futuro", si spiega dal Comune del Giglio. Il Covid limiterà alcuni eventi ma non ha fermato la ricorrenza. Il via alle 12 con la messa di suffragio nella chiesa a Giglio Porto a cui seguirà la deposizione in mare una corona di fiori del Comune. Nel pomeriggio presentazione del libro 'La Notte della Concordia' di Sabrina Grementieri e Mario Pellegrini e della relazione sul ripristino dei fondali. Alle 21,30 la tradizionale fiaccolata dalla chiesa di Giglio Porto alla lapide commemorativa e alle 21,45 e 7 secondi, orario in cui la Concordia finì sugli scogli, la 'tufata', con il suono delle sirene delle imbarcazioni, seguita dalla preghiera per le vittime e dalla scopertura della lapide 'preghiera del marinaio'.