ll Comune ha le casse vuote e il creditore pignora anche la poltrona del sindaco

Nel paese colpito due volte dal terremoto, con difficoltà economiche, la cooperativa per l'infanzia non ha nessuna pietà e si prende quel che le spetta

Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, esponente del centrodestra
Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, esponente del centrodestra
di Cr.S.   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Il tempo delle attese è finito. E anche quello delle mezze misure, a quanto pare. ll Comune di Chieti, già segnato economicamente dalla tragedia del terremoto del 2009 e dalla nuova devastante scossa dello scorso gennaio (che provocò la frana che travolse il resort Rigopiano) ora è alle prese con i pignoramenti. Con casse sempre più vuote e una serie di pendenze da onorare, si è visto arrivare l'ordine di pignoramento che comprendeva la stessa sedia del primo cittadino, il sindaco Umberto Di Primio. Il tutto per un debito di "soli" 90 mila euro.

Il blitz della cooperativa inferocita

Cosa è accaduto per arrivare a voler letteralmente sfilare da sotto le terga la sedia al sindaco? Al Comune di Chieti la portavoce di Di Primio, Rosaria Maresca lo spiega così: "I novantamila euro che il Comune di Chieti deve alla cooperativa per l'infanzia Il Girasole sono in parte già stati pagati, parlo di oltre sessantamila euro. Restava il saldo, ma loro hanno preferito la strada della protesta eclatante e mediatica e hanno voluto prendere anche la sedia del sindaco". Ma davvero un oggetto del genere, necessario per l'adempimento di un ruolo istituzionale, può andare nel conto dei beni pignorati dall'ufficiale giudiziario? Risponde ancora la Maresca:"No, in realtà hanno preso una delle poltronicine che si trovano nella sede della Banca d'Italia, di cui il Comune è ospite dal 2009 a causa dei danni causati dal terremoto. Tutti gli arredi che sono a nostra disposizione sono di proprietà della banca, salvo quella poltroncina che il sindaco aveva acquistato apposta".

"Non pagano l'affitto da due anni"

L'altro aspetto paradossale di questa storia che rischia di prendere le fattezze sgradevoli della guerra tra poveri, è che, come ancora sottolinea la portavoce del sindaco Di Primio: "La cooperativa sociale Il Girasole svolge le sue attività in locali dati in affitto dal Comune, affitto che non paga da due anni. Altra cosa che non ci spieghiamo, perché negli ultimi tre anni nessuno di loro abbia chiesto appuntamento per trovare una soluzione, per parlare con l'amministrazione e decidere cosa fare. Così il sindaco ha risposto in modo altrettanto eclatante: che si prendessero quella poltrona". Non sono gli unici guai con cui è alle prese il Comune di Chieti, con casse sempre più vuote: "Non abbiamo più i trasferimenti erariali dallo Stato alle nostre casse, mancano più di 15 milioni di euro. Gli stipendi e gli altri debiti vengono pagati, ma i tempi, capirete, si allungano". 

Le ferite del sisma

Oltre ai vincoli imposti dalla spending review, come ci chiede lUe, il terremoto ha costretto l'amministrazione chietina a spese straordinarie: un milione di euro sono stati impiegati per esaminare i danni, fare le analisi di vulnerabilità delle scuole ed eseguire i lavori di messa in sicurezza degli edifici come scuole e uffici. Sono stati necessari interventi di ristrutturamento in chiave antisismica che hanno portato a spendere altri 10 milioni di euro. Nel mezzo delle emergenze, ecco il balzo in avanti della cooperativa Il Girasole. A cui la portavoce del Comune, Rosaria Maresca, dice: "Pagheremo loro quanto resta, ma immagino che dopo un'iniziativa come questa i rapporti vadano ad incrinarsi".