Come liberarsi dalle dipendenze "usando" il proprio cervello

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di Askanews

Milano, (askanews) - Social network, alcol, gioco d'azzardo, droghe. Le dipendenze, ma anche alcune psicopatologie come depressione, ansia, fobie, sono legate spesso ad eventi traumatici della vita che le persone, da sole, non riescono ad elaborare. E che possono essere superate attraverso l'Emdr, cioè la Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, una tecnica utilizzata nelle scorse settimane anche per i sopravvissuti del crollo del Ponte Morandi a Genova.Lo spiega Isabel Fernandez, presidente dell'Associazione Emdr Italia: "Emdr è un metodo focalizzato sui ricordi traumatici, quindi può essere utilizzato molto bene nel campo delle dipendenze, perché lavora sugli aspetti più drammatici di un'esperienza che una persona può aver vissuto e aiuta la persona ad elaborare questi ricordi attraverso una stimolazione, i movimenti oculari, che sono simili a quelli che avvengono durante la fase rem del sonno e che hanno un ruolo anche di elaborazione delle emozioni. Quello che si fa con l'Emdr è aiutare il cervello e stimolarlo ad elaborare gli aspetti traumatici che da solo non è riuscito ad elaborare". Si tratta di una tecnica di comprovata efficacia, dimostrata anche da una recente ricerca italiana. "Ci sono delle grandi novità, perché un gruppo di ricercatori italiani, legati al Cnr e all'Associazione Emdr italiana e all'Università di Torino, hanno pubblicato una ricerca su uno dei giornali scientifici più prestigiosi, "Frontier in psicology". Questa ricerca sull'efficacia dell'Emdr soprattutto sulle tossicodipendenze ha dimostrato che le persone trattate hanno meno ricadute e tutti le altre caratteristiche, ansia, depressione, che il paziente poteva avere, vengono risolti".Quindi per uscire da una dipendenza, basta cancellarne il ricordo? "Il ricordo non si cancella ma si rielabora. E quindi si desensibilizza, perde la sua carica emotiva negativa nel caso degli eventi traumatici, o perde la carica emotiva positiva nel caso delle sensazioni positive che dà la sostanza o la dipendenza. Quindi andiamo a desensibilizzare i ricordi che ci sono nelle reti neurali e nella memoria e che portano costantemente a ricorrere alla sostanza o a qualcosa che dall'esterno aiuti il paziente a regolarsi. I pazienti infatti ricorrono alle dipendenze per aiutarsi e regolare le proprie emozioni. Se togliamo i fattori di rischio che portano a questo non c'è più la tendenza a cercare aiuto nelle sostanze".