[La storia] La classe speciale senza disabili e senza immigrati. La proposta sconcertante dei genitori

Il disabile e lo straniero posso in effetti attardarsi, chiedere maggiore attenzione, avere un andamento più lento. Ma la sfida della scuola non è forse anche educare al senso di comunità, alla cooperazione, al lavoro insieme?

[La storia] La classe speciale senza disabili e senza immigrati. La proposta sconcertante dei genitori

Niente disabili e niente stranieri, in classe vogliamo solo bambini senza problemi. La proposta è di quelle da restare di sasso. Si fa quasi fatica a credere che sia vera. E sulle prime, è proprio questa la domanda che è serpeggiata a Larino, piccolo centro molisano in provincia di Campobasso: è davvero successo? Nessun atto ufficiale, infatti. Ma qualcosa deve essersi mosso, se il dirigente scolastico, prima, e il presidente del Consiglio comunale, dopo, hanno sentito il bisogno di diramare dichiarazioni di grande indignazione. Qualcosa è successo, in effetti. La proposta ha fatto davvero capolino, ma tra i genitori, a segnalare che un clima insidioso si infiltra nella convivenza civile, fino a scardinare perfino la scuola, teatro di educazione, luogo dell'inclusione.

Gruppi di livello

Ma andiamo con ordine, e ricostruiamo la vicenda, così come diffusa dal sito Primonumero e poi da altri siti web del molisano. L'11 dicembre scorso il Ministero dell'Istruzione, con una circolare, ha illustrato le modalità con cui dovranno formarsi i nuovi Piani triennali dell'offerta formativa. Tra le note si è segnalata anche la possibilità di scardinare l'organizzazione tradizionale per formare “gruppi di livello”. Una novità che, però, la circolare stessa indicava praticabile sempre nel principio della inclusione, della collaborazione, della solidarietà tra gli alunni.

Una classe di speciali 

Invece, un comitato di genitori dell'Istituto comprensivo Magliano di Larino ha preso la palla al balzo e ha cominciato una raccolta di firme per presentare una propria proposta al dirigente scolastico, Angela Maria Tosto, preside dal 2015. Una richiesta di allestimento di una classe speciale dove inserire solo alunni senza problemi di condotta, senza problemi di apprendimento, con media scolastica alta, senza elementi di disturbo e di ritardo, che possano condizionare l'apprendimento dei “migliori”. Quindi niente disabili, e anche niente figli di stranieri, che magari hanno difficoltà con la lingua, e niente indisciplinati, niente bambini difficili. Una classe di speciali. 

La sfida della scuola

La richiesta, a cui sarebbero state apposte molte firme, e che si sarebbe moltiplicata via whatsapp tra i genitori, non è stata ancora formalmente depositata. Ma qualcuno avrebbe spifferato alla preside e la notizia si è diffusa in tutto il piccolo centro, tanto da indurre un mensile locale (La fonte del mese) a scrivere un lungo articolo. Da lì sono nate le reazioni e rischia di accendersi un dibattito con una ricaduta nazionale. Il disabile e lo straniero posso in effetti attardarsi, chiedere maggiore attenzione, avere un andamento più lento. Ma la sfida della scuola non è forse anche educare al senso di comunità, alla cooperazione, al lavoro insieme?

Le reazioni

«Sono stata contattata da una madre – dichiara una signora di Larino al sito Primonumero - che mi ha chiesto di aderire a questo progetto. Mio figlio va bene a scuola e non ha mai avuto problemi, ma io non sono affatto d’accordo con questa idea».  Anche la preside non ha usato mezzi termini. Non ha ricevuto richieste ufficiali in tal senso. Ma il no è netto «I criteri per la formazione delle classi non li decidono i genitori – dice sempre al sito web Primonumero - e non è concepibile creare una classe dove non ci sono problemi. Anzi questa è una scuola dell’inclusione, che funziona benissimo proprio per questo motivo, dove la diversità è un valore, una ricchezza».

Sconcerto e indignazione

Anche dal Comune di Larino, al diffondersi delle voci, hanno voluto prendere posizione. “L’amministrazione comunale – si legge in un comunicato diffuso dall'ente locale - esprime sconcerto e indignazione per la notizia che vorrebbe alcuni genitori di alunni frequentanti le quinte elementari, intenzionati a chiedere di formare una classe delle medie composta da bambini senza problemi di disabilità e soltanto da figli di italiani”. 

“Intenzioni razziste e xenofobe”

“Ci auguriamo che  non sia vero – ha aggiunto Mariangela Biscotti, presidente del Consiglio comunale – perché in caso contrario non potremmo nascondere la vergogna cittadina per l’atteggiamento di questi genitori. La nostra Città rappresenta un modello di integrazione e mai, a memoria di larinese, nessuno ha palesato intenzioni tanto razziste e xenofobe, che nulla hanno a che fare con lo spirito inclusivo e solidale della nostra cittadinanza. La sciagurata idea di ritenere disabili ed immigrati una zavorra per i figli delle presunte élite, indigna noi e tutta Larino. E' del tutto inconcepibile – e aggiungiamo illegale, inumano e vergognoso – creare una classe frequentata esclusivamente da ‘bambini senza problemi’. Aspichiamo che una tale sciagurata intenzione resti solo nell'immaginario di chi dovrebbe solo vergognarsi di rendere all'esterno della nostra città un’immagine che non ci rappresenta affatto”.

Buoni e cattivi

Parole nette, durissime, che probabilmente stroncheranno sul nascere qualunque velleità e bloccheranno le intenzione dei genitori. Ma resta il fatto che una cosa del genere è stata immaginata e organizzata. A qualcuno è venuto in mente. E magari starà pensando che non c'è nulla di male a separare i buoni dai cattivi, i più veloci dai più lenti, i migliori dai peggiori, gli abili dagli inabili, i bambini di serie a dai bambini di serie b. Gli italiani di sana e robusta costituzione dai disabili e dai figli degli immigrati. Per fortuna, a sbeffeggiare questi genitori chiaramente inadatti al loro stesso ruolo, ci pensano i bambini stessi, che conoscono solo il piacere di stare insieme e darsi la mano. Basta entrare in una classe qualunque per vedere quanto amano mescolarsi e quanto, dal mettere assieme il bianco e il nero, ricavino la vera gioia di andare a scuola.