[La novità] Aperture domenicali dei negozi: saranno molte più di 12. I dettagli del provvedimento

Dopo mesi di discussioni fra Lega ed M5S il testo unico arriva in Commissione e poi sarà alla Camera. Tutte le nuove misure

[La novità] Aperture domenicali dei negozi: saranno molte più di 12. I dettagli del provvedimento
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Negozi aperti non soltanto per 8 domeniche, quelle di dicembre e altre quattro da individuare durante l'anno, come proponeva la Lega. E nemmeno 12 domeniche, come pareva dopo la mediazione del M5S che ha continuato a confrontarsi con il maggiore partner di governo. Le aperture festive e domenicali saranno molte di più. La sintesi delle trattative politiche è nel deposito del testo unificato sulla chiusura delle saracinesche commerciali che va all'esame della Commissione Attività Produttive della Camera tra oggi e giovedì. Il relatore unico Dara (Lega) ha trovato il punto di incontro definitivo con i 5 Stelle grazie anche alla mediazione di Saltamarini, presidente della Commissione.

Le novità in arrivo

I paletti proposti dal governo dunque cadono, le 8 domeniche "aperte" che avrebbe voluto il Carroccio e il meccanismo di turnazione del 25% della chiusura delle attività proposta dai 5 Stelle vengono superate dal testo definitivo In estrema sintesi, sarà la Commissione della Camera a stabilire un tetto massimo al numero di aperture festive e domenicali annuale, il calendario verrà poi deciso in dettaglio dalle Regioni di concerto con i Comuni. Regola base è che per i negozi venga garantita l'apertura almeno una volta al mese, numero che potrebbe raddoppiare in periodi particolarmente importanti, com'è quello dei saldi. Durante le 12 feste laiche e religiose gli esercizi commerciali resteranno chiusi. 

"Salvaguardare il senso della domenica"

Motivano così il senso del provvedimento i Cinque Stelle. Restituire la domenica libera alle famiglie, ma fallo il modo regolato così da no "penalizzare la crescita, i lavoratori e le imprese". In particolare quei piccoli negozi dei centri storici, delle grandi città e delle località turistiche duramente colpiti dalle grandi catene di distribuzione e più in generale dalla globalizzazione. Sono state sentite 49 associazioni di esercenti e consumatori, oltre ai sindacati. Ma di certo le cose cambieranno, lo status quo è destinato a sparire. Resta da trovare regole certe al commercio elettronico, tema affidato ad una serie di emendamenti al testo unico. Che dopo l'analisi della Commissione Attività Produttive della Camera, entro febbraio sarà alla Camera, nelle intenzioni di Lega ed M5S.