Raffaele Marianella, l’autista che amava il suo lavoro e la vita: chi era la vittima dell’agguato a Rieti. I nomi degli arrestati
I tre arrestati sono: Manuel Fortuna, 31 anni, Kevin Pellecchia, 20 anni, Alessandro Barberini, 53 anni. Determinante per le indagini è stato anche il contributo di un giovane tifoso-pentito
Raffaele Marianella, 65 anni, residente a Firenze, era molto più di un autista: era una persona solare, disponibile, e profondamente legata alla famiglia e al suo lavoro. La sua vita si è tragicamente interrotta la scorsa notte, nell’agguato al pullman che riportava a casa i tifosi della Baraonda Biancorossa, squadra di Pistoia Basket, durante il ritorno da Rieti.
Una vita dedicata al lavoro e alla famiglia
Marianella lavorava da pochi mesi alla Jimmy Travel, agenzia di noleggio con conducente all’Osmannoro, nella periferia di Firenze. Nonostante il breve periodo nella ditta, era già considerato “parte della famiglia”, ricordano i colleghi. “Aiutava, faceva tutto quello che c’era da fare. Se c’era da pulire, da sistemare un sedile, qualunque cosa”, racconta una dipendente, con la voce strozzata dal dolore. Separato, lascia una compagna con cui a breve avrebbe dovuto partire per una vacanza in Giappone e tre figli, due maschi e una femmina. La figlia Federica lo ha ricordato con un messaggio su Instagram: “Ti terrò sempre nel mio cuore”.
La generosità che lo caratterizzava
Raffaele non era al pullman per obbligo: era andato a Rieti per fare compagnia, dare una mano e trasmettere la sua esperienza. “Di notte, meglio in due se c’è la possibilità”, racconta una collega, sottolineando come Marianella fosse sempre pronto ad aiutare e a condividere la sua esperienza.
I vicini delle Cure, quartiere fiorentino dove viveva, lo ricordano come una persona “allegra, sorridente, disponibile”. Lucilla, residente della zona, dice: “L’ho visto ieri mattina in piazza, ci siamo salutati da lontano. È una cosa tristissima. Era una brava persona, sorridente, stupenda”.
Ucciso da un sasso appuntito che ha raggiunto la trachea
Marianella, secondo quanto riporta Pistoiasport, è morto dopo essere stato colpito da un sasso appuntito che lo ha raggiunto alla trachea, mentre i tifosi assaltavano il pullman lanciando pietre e altri oggetti. Era da poco terminata la partita di A2 a girone unico che aveva visto la vittoria della squadra di Pistoia contro i reatini. Già durante la gara si era verificati tentativi di contatto tra le opposte tifoserie, immediatamente separata dalle forze dell'ordine presenti al Palasojourner.
Il ricordo dei tifosi e della comunità sportiva
L’agguato ha lasciato i tifosi della Pistoia Basket sotto shock. “Le scene strazianti che abbiamo vissuto ci hanno lasciato completamente senza parole. In questo momento, tutti i nostri pensieri vanno alla famiglia di Raffaele”, hanno scritto sui social. La società Sebastiani Rieti ha sospeso tutte le attività sportive, dagli allenamenti giovanili al match di Under 19 Eccellenza, mentre le istituzioni hanno espresso cordoglio e solidarietà. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha parlato di “episodio di violenza cieca e intollerabile”, mentre il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha definito l’agguato “gesto gravissimo e inaccettabile che colpisce tutta la nostra comunità sportiva”.
Un uomo semplice e generoso
Raffaele Marianella lascia il ricordo di un uomo che amava il proprio lavoro, i colleghi e la famiglia, pronto a dare una mano in ogni situazione e a trasmettere il proprio sapere con gentilezza e disponibilità. La sua morte lascia un vuoto non solo nella famiglia e nei colleghi, ma in tutta la comunità sportiva e cittadina che ha appreso con dolore della tragedia.
Chi sono i fermati: fascismo e precedenti
I tre arrestati sono: Manuel Fortuna, 31 anni, Kevin Pellecchia, 20 anni, Alessandro Barberini, 53 anni. Determinante per le indagini è stato anche il contributo di un giovane tifoso-pentito, presente sul luogo dell’agguato, il cui racconto ha permesso di identificare i responsabili. Sui loro profili social compaiono simboli legati al fascismo, ma non emergono legami diretti con gruppi di estrema destra organizzati. In passato erano già stati segnalati per episodi di tensione con tifoserie ospiti. Kevin Pellecchia, tramite il suo avvocato, ha dichiarato di essere "molto provato e dispiaciuto" e di voler manifestare cordoglio alla famiglia della vittima.
Indagini serrate: chat, telecamere e celle telefoniche
Gli investigatori stanno esaminando: Chat WhatsApp dei tifosi Sebastiani, con riferimenti a una presunta "spedizione punitiva". Filmati del PalaSojourner prima, durante e dopo la partita. Dati delle celle telefoniche nella zona del bivio di Contigliano


















