La Cgil spaccata su Landini. Camusso: "E' lui il segretario giusto per attuare il progetto". Ma la destra interna è pronta a sfiduciarla

Caos nel maggiore sindacato italiano per trovare il nuovo leader. La quadra sull'ex Fiom ancora non c'è, ma "lui più vicino di Colla ai territori"

Camusso e Landini durante una manifestazione
di An. L.

"Si individua in Maurizio Landini il compagno" che "più risponde al profilo di attuazione del progetto e può interpretarlo nella visione collegiale e di condivisione, in un forte radicamento partecipativo e di insediamento e riconoscimento tra lavoratori, lavoratrici, pensionati, con l'attenzione ai giovani e ai nuovi terreni di insediamento". La leader della Cgil, Susanna Camusso, nell'intervento al Direttivo conferma l'appoggio all'ex numero uno della Fiom per la successione alla guida della segreteria, nonostante i malumori che nei giorni scorsi hanno messo a dura prova l'unitarietà del sindacato.

"La battaglia politica, questo mi ha insegnato la Cgil, si fa a viso aperto, con rispetto, assumendosi le responsabilità", ha sottolineato la segretaria. Il Manifesto parla apertamento di forte "spaccatura" all'interno della Cgil e definisce le due posizioni contrapposte una di "sinistra", a sostegno di Landini, e l'altra di "destra", a sostegno di Vincendo Colla più vicino alle posizioni del Pd renziano. Questi ultimi contestano a Camusso di aver optato per un "patto di potere" e non escludono di arrivare a sfiduciare la segretaria. Landini nel frattempo non rilascia interviste e si limita ai lavori congressuali, cercando di ricomporre le due posizioni avverse.

L'opposizione della destra interna

Poco prima della relazione dlela segretaria, in apertura dei lavori, un gruppo di dirigenti che si oppongono al nome di Landini aveva presentato un odg per chiedere di affidare all'assemblea generale come scaturirà dal congresso la scelta della nuova guida della Cgil. Poi è chiaro che l'assemblea può comunque optare per l'ex Fiom. Susanna Camusso ha detto di aver individuato in Landini il suo successore perché più vicino ai territori di quanto non lo sia Colla, che ha una storia ben diversa da quella dell'ex segretario del segmento dei metalmeccanici. 

Ma nel direttivo del 29 maggio si fece di tutto per evitare la conta, lavorando a un percorso condiviso. Definito nel documento votato da tutti: "È in questo contesto che potrà e dovrà essere gestito il percorso che porterà all’individuazione della proposta per l’elezione del nuovo segretario generale, respingendo qualunque strumentalizzazione e condizionamento il cui fine è solo dividere e indebolire la Cgil". Segue un paradosso: nel maggiore sindacato italiano - unico con tessere in crescita - si vota per mozioni ed entrambi i candidati aderiscono alla stessa mozione "Il lavoro è" votata da 97 degli iscritti. Il comitato direttivo si chiude quindi con un nulla di fatto: tutto rimandato al primo giorno utile, il 4 novembre.